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L’India pronta a mettere un freno alle Fintech

Fintech

La Banca centrale indiana vuole creare un ambito regolato per garantire condizioni di parità e incoraggiare le innovazioni finanziarie per evitare i rischi potenziali legati alla tecnofinanza

Non ci sono solo l’Europa o paesi come l’Italia a trovarsi di fronte ai problemi e alle opportunità del Fintech. Anche in altre zone del mondo l’avvento della tecnologia applicata alla finanza sta rivoluzionando settori tradizionali come quello bancario. In India, per esempio, le autorità stanno pensando di mettere un “guinzaglio” al fiorente comparto della tecnofinanza: la Reserve Bank of India (Rbi), la banca centrale indiana, sta pensando di far rientrare la tecnologia Fintech “all’interno di un ambito regolato per creare condizioni di parità e incoraggiare le innovazioni finanziarie”. E “sta lavorando all’elaborazione di una risposta adeguata alle sfide normative poste dagli sviluppi del Fintech in India”, ha ammesso la stessa banca centrale nel rapporto Trend And Progress Of Banking In India, pubblicato a dicembre.

La Rbi ritiene che la crescita del Fintech in India comporti diversi rischi potenziali. Tra questi figurano, il rischio di credito e di liquidità, i rischi informatici e legali e la crescita insostenibile del credito. Per questo motivo, lo scorso settembre, l’autorità di regolamentazione bancaria ha posto fine alla corsa incontrollata dei prestiti peer-to-peer. E mentre ha emesso dichiarazioni cautelative contro le criptovalute, non ha ancora emanato regolamenti vincolanti nell’ambito Fintech. “Anche se le riforme hanno reso il sistema bancario globale più sicuro e le politiche macroprudenziali hanno ridotto le vulnerabilità e sostenuto le politiche tradizionali, i rischi permangono. In particolare, una maggiore accettazione delle criptovalute correnti sta diventando un rischio formidabile per il sistema bancario tradizionale”, ha affermato il rapporto.

Il mercato Fintech indiano, che comprende di tutto, dai mobile wallet e prestiti online, ai prestiti peer-to-peer, agli investimenti retail sempre online, dovrebbe raggiungere un valore di 2,4 miliardi di dollari entro il 2020. Tuttavia, negli ultimi tempi l’andamento è stato più tiepido del solito. Ad esempio, gli investimenti in venture capital nel settore sono scesi a meno di 100 milioni di dollari nel trimestre luglio-settembre 2017, rispetto agli 800 milioni di dollari dello stesso periodo del 2015, secondo la società di consulenza KPMG.

Dalla Rbi una buona mossa

Le aziende Fintech stanno accogliendo con favore la regolamentazione proposta dalla Rbi secondo quanto emerge da alcune dichiarazioni presenti sui media indiani. Tali imprese, infatti, hanno a che fare con il denaro delle persone, e, quindi, il fatto che l’autorità di regolamentazione voglia mettere alcuni limiti rigorosi, contribuendo in tal modo a placare i timori degli investitori e dei consumatori, dando loro la certezza che non si tratta di operatori “fly-by-night”, rappresenta a loro giudizio un modo per dare maggiore credibilità e legittimità al business del settore.

Il Fintech inciderà sulle banchefintech

La Rbi ha riconosciuto che l’agilità degli operatori Fintech influirà sulla quota di mercato e sulla redditività delle banche. In realtà, questo fenomeno è già iniziato. E invece di competere con loro, le banche tradizionali si stanno svegliando promuovendo nuove categorie di pagamenti, transazioni e partnership con queste startup. In sostanza Rbi ha come obiettivo quello di creare condizioni di parità tra i vari giocatori invece che contribuire a proteggere solo i vecchi player. Anche le imprese che non rientrano direttamente nella sfera di competenza stanno cercando di entrare nell’abito di copertura della Rbi, presupponendo che una tale mossa le aiuterebbe a crescere. “Se la banca centrale dovesse emanare delle regole sulle nostre attività, non bloccherà la crescita. Invece ci assicurerà una crescita prudente – ha ammesso Rohit Lohia, COO di CoinTribe, una società di prestiti online al sito indiano Quartz -. Se non ci saranno controlli, la crescita sarà effimera e alla fine le cose crolleranno”. La Rbi ha riconosciuto dunque l’enorme potenziale offerto dalle aziende tecnologiche. Queste nuove imprese stanno portando un maggior numero di consumatori nel canale bancario formale, stimolando l’inclusione finanziaria e la crescita economica. Hanno anche migliorato l’efficienza, la trasparenza, la concorrenza e la resilienza, si legge nella relazione. Insomma, qualunque siano i pro, il regolatore è desideroso di garantire che i contro non abbiano la meglio.

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