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La cyber-security domina il piano d’azione Ue sul Fintech

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Previsto anche Fintech Lab europeo per testare il rapporto tra imprese e regolatori e una ricognizione del quadro giuridico comunitario per valutare la rispondenza con crowdfunding, cripto-monete e Ico

La cyber-security è al primo posto del prossimo piano d’azione dell’Unione europea in materia di Fintech, nel quale vengono evidenziati anche gli sforzi necessari da fare per migliorare la cooperazione e il coordinamento tra i partecipanti al mercato e le autorità di regolamentazione.

Tra le azioni del piano Ue l’organizzazione di un workshop sulle minacce informatiche

Il Parlamento europeo ha riconosciuto, infatti, la potenziale minaccia per la stabilità del settore finanziario che può derivare dagli attacchi informatici e ha invitato la Commissione europea a mettere la sicurezza al primo posto del prossimo piano Ue. Tra le azioni specifiche individuate c’è, innanzitutto, quella riguardante l’organizzazione di un workshop pubblico-privato per studiare le barriere che limitano lo scambio di informazioni sulle minacce informatiche, seguito da un’analisi di come queste possano essere risolte. Viene chiesto poi alle tre autorità di vigilanza europee (ESA) di individuare, entro il primo trimestre 2019, le pratiche di vigilanza esistenti nei settori finanziari in materia di requisiti di sicurezza e governance delle Ict e, nel caso, di elaborare orientamenti per migliorare la convergenza e l’applicazione, nonché di fornire alla Commissione europea una consulenza sulle modifiche legislative. Infine, viene chiesto sempre alle autorità di vigilanza europee di valutare attraverso dei test, entro il quarto trimestre 2018, un quadro coerente su costi e benefici riguardanti le minacce informatiche ai principali partecipanti al mercato e alle infrastrutture dell’intero settore finanziario dell’Ue.

Previste una sand-box europea e un quadro giuridico per il crowdfunding

La bozza di piano di azione europea prevede, inoltre, la creazione di un EU Fintech Lab in cui le autorità di vigilanza europee e le autorità nazionali di regolamentazione possano impegnarsi con le imprese Fintech che operano in settori quali DLT, cloud tech, AI e API, in uno “spazio neutro e non commerciale” nel corso di sessioni mirate, a partire dal secondo trimestre dell’anno. E la presentazione di proposte da parte della Commissione Ue per dare un quadro giuridico al crowdfunding, chiedendo alle autorità di vigilanza europee di definire approcci in materia di autorizzazione e concessione di licenze per le attività nel settore delle tecnologie Fintech e impegnandosi a “valutare l’applicabilità” dell’attuale quadro normativo dell’Ue alle cripto-monete e alla Inital coin offering (Ico).

Duplice obiettivo per l’Ue: sfruttare i progressi tecnologici e dare maggiore competitività all’economia

Bruxelles sta istituendo, inoltre, un gruppo di esperti incaricato di riesaminare, entro il secondo trimestre del 2019, l’adeguatezza del quadro normativo europeo in materia di servizi finanziari all’uso di tecnologie disruptive quali DLT (Distribuited Ledger Technology) e AI (Intelligenza artificiale), e lavorando per risolvere il problema della confusione sulle norme relative all’uso dei fornitori di servizi in-the-cloud. “Il rapido progresso del FinTech sta determinando cambiamenti strutturali nel settore finanziario – si legge nelle conclusioni della bozza -. In un ambiente in così rapida evoluzione, mentre una regolamentazione eccessivamente prescrittiva e precipitosa comporta il rischio di esiti indesiderati, vi è anche il rischio che astenersi dall’intervenire possa porre i fornitori di servizi finanziari dell’Ue in una posizione di svantaggio in un mercato sempre più globale o, ad esempio per quanto riguarda la cibersicurezza, che i rischi chiave rimangano irrisolti. Il presente piano d’azione combina sia misure di sostegno per facilitare l’adozione delle soluzioni Fintech, sia misure proattive concepite per promuovere e stimolare nuove soluzioni o affrontare i rischi che emergono. La Commissione ha definito i suoi piani per ulteriori lavori volti a consentire, accogliere e, ove possibile, incoraggiare l’innovazione nel settore finanziario, garantendo sempre il mantenimento della stabilità finanziaria. Si tratta di un pilastro importante di un approccio strategico più ampio alla regolamentazione nel contesto post-crisi. Gli obiettivi sono duplici: sfruttare i rapidi progressi tecnologici a vantaggio dell’economia, dell’industria e dei cittadini dell’Ue e promuovere un settore finanziario europeo più competitivo e innovativo”, chiude la bozza europea.

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