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Intesa Sanpaolo, Creval, Popolare Sondrio. Ecco chi punta (e chi no) sulla blockchain

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Blockchain

Come si muovono banche come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Creval e Popolare di Sondrio e assicurazioni come Generali e Unipol negli investimenti sulla Blockchain. Ecco i dettagli tratti dalla ricerca dell’Osservatorio Fintech & Insurtech della School of Management del Politecnico di Milano

 

Anche gli istituti finanziari e le compagnie assicurative italiane stanno iniziando a investire nelle tecnologie Blockchain e Distributed Ledger, sia partecipando a soluzioni di sistema internazionali o italiane sia con progettualità individuali. Alcuni istituti finanziari italiani partecipano a consorzi internazionali: Intesa Sanpaolo e Mediolanum al Consorzio R3 volto allo sviluppo della piattaforma Corda e delle sue applicazioni; Unicredit a we.trade, una piattaforma per la gestione di transazioni commerciali tra PMI; Intesa Sanpaolo a Marco Polo a una soluzione orientata al trade finance.

Sono però nate anche iniziative di sistema tutte italiane. Un primo esempio è il progetto Spunta Interbancaria, sviluppato da 14 istituti finanziari in collaborazione con ABILab, NTT Data e SIA. Il progetto, che ha concluso la prima fase di test a inizio autunno 2018, ha l’obiettivo di applicare le tecnologie Distributed Ledger ai processi interbancari per migliorare la trasparenza e la visibilità delle informazioni scambiate tra gli istituti e aumentare la velocità delle operazioni utilizzando la piattaforma Corda.

Un secondo esempio è la sperimentazione Anticipo Fattura promosso da SIA e GFT, che ha coinvolto diversi istituti italiani, tra cui Credito Valtellinese, che punta a impedire l’anticipo in diversi istituti di una stessa fattura. Alcuni istituti stanno poi sviluppando progetti internamente.

Intesa Sanpaolo, ad aprile 2017, ha sviluppato una sperimentazione in collaborazione con la startup Eternity Wall per notarizzare dati relativi a transazioni finanziarie sulla Blockchain di Bitcoin. Banca Popolare di Sondrio ad agosto 2018 ha lanciato un servizio per registrare sulla Blockchain di Bitcoin il consenso al rinnovo della polizza RC Auto espresso dal cliente.

Borsa Italiana in collaborazione con IBM ha invece testato la tecnologia Blockchain in un progetto volto a sostituire i certificati di trading cartacei emessi dalle PMI. Anche le assicurazioni in Italia stanno iniziando ad affacciarsi all’utilizzo di questa tecnologia sia con soluzioni di sistema internazionali, come il consorzio internazionale B3i (Blockchain Insurance Industry Initiative) a cui partecipano UnipolSAI e Assicurazioni Generali, sia con soluzioni di sistema italiane, come il caso promosso da ANIA in collaborazione con Reply e 8 compagnie con un progetto legato al settore dei contenziosi nell’RC auto); sia con progetti individuali, come AXA con il lancio in Italia di Fizzy, una polizza che sfrutta Ethereum e gli smart contract per offrire in automatico un indennizzo in caso di ritardo di un volo aereo.

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