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Fintech, ecco novità e contraddizioni fra Eba e Bruxelles

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Innovazioni, pareri e scenari sul mondo Fintech dalla Commissione europea e dall’Autorità bancaria europea. L’approfondimento di Sebastiano Torrini

L’organo di vigilanza bancaria dell’Unione europea (Eba) ha presentato una “tabella di marcia” per colmare le lacune nella regolamentazione del settore delle tecnologie finanziarie – ormai in rapida evoluzione -, ma ha esortato ad affrontare con cautela  le criticità che si presenteranno.

REGOLAMENTO COERENTE PER SERVIZI ANALOGHI CON RISCHI COMPARABILI

Le nuove norme comunitarie entrate in vigore a partire da gennaio agevolano, infatti, l’offerta di servizi bancari tradizionali quali i pagamenti. E per questo Andrea Enria, responsabile dell’Autorità Bancaria Europea, ha dichiarato che l’Organismo di Vigilanza analizzerà la natura dei servizi forniti dalle società Fintech “al fine di garantire che servizi analoghi, comportanti rischi comparabili, siano regolamentati in modo coerente in tutta l’Ue”. L’Authority aiuterà poi l’Unione europea a perfezionare le regole bancarie, riferendo entro fine anno, le sue valutazioni di merito.

L’EBA ANALIZZERÀ LE SANDBOX PER GARANTIRE CHE LE IMPRESE POSSANO ENTRARE E PARTECIPARE AL MERCATO INTERNO DEI SERVIZI FINANZIARI

Da diversi anni le autorità di regolamentazione ostacolano l’introduzione di norme globali per il settore Fintech, affermando che si tratta di un comparto ancora limitato rispetto a quello bancario tradizionale. Mentre dall’altra parte la politica si dice desiderosa di non “soffocare l’innovazione” per attirare imprese attive nel settore della finanza tecnologica. Enria ha dichiarato che l’Eba analizzerà le “sandbox” normative o gli ambienti controllati istituiti da alcuni regolatori nazionali per consentire alle aziende Fintech di provare nuove applicazioni sui clienti. “Dobbiamo garantire che le imprese possano entrare e partecipare al mercato interno dei servizi finanziari su un piano di parità e che sia mantenuto un elevato livello di protezione dei consumatori”, ha dichiarato Enria in un discorso tenuto alla Copenhagen Business School secondo quanto riporta Reuters.

L’EBA POTREBBE RACCOMANDARE MODIFICHE ALLE NORME FINANZIARIE EUROPEE ESISTENTI PER RENDERLE “TECNOLOGICAMENTE NEUTRE”startup

La scorsa settimana Bruxelles ha regolamento per la prima volta il Fintech proponendo un sistema di licenze “facoltativo” per il crowdfunding. Enria ha affermato però che portare le imprese Fintech sotto lo stesso ombrello prudenziale delle banche, solo perché competono in alcuni degli stessi settori, non è la risposta giusta. Tuttavia, era “necessario un monitoraggio rafforzato” dei collegamenti tra banche e imprese Fintech, che spesso sviluppano congiuntamente nuovi servizi. Per questo l’Eba potrebbe raccomandare modifiche alle norme finanziarie europee esistenti per renderle “tecnologicamente neutre” e proporzionate per le nuove imprese Fintech, ha chiarito Enria.

PROSSIMO PASSO UE LE CRIPTOVALUTE SE NON IL G20 NON DARÀ RISPOSTE

L’Ue ha anche dichiarato di essere “pronta” a regolamentare le criptovalute se non si interverrà a livello mondiale dopo la riunione di fine mese del G20 durante la quale si dovrebbe discutere di una possibile regolamentazione. Nonostante alcuni banchieri centrali chiedano una disciplina, non vi è un consenso forte sulla possibilità di introdurre regole globali, date le diverse impostazioni adottate dai vari paesi, che vanno dal divieto all’inazione. Per Enria una possibile regolamentazione del settore significa entrare in un “territorio inesplorato” che richiederebbe molti anni per svilupparsi. Al contrario, ha ammesso, una strategia a breve termine più “sfumata” potrebbe concentrarsi sull’applicazione delle norme antiriciclaggio e contro il finanziamento al terrorismo, sugli avvertimenti ai consumatori – un passo già compiuto dall’Eba – e sul divieto per le banche di detenere criptovalute. “Questa strategia eviterebbe di concedere un riconoscimento ufficiale a un settore che è ancora molto eterogeneo, in rapido cambiamento e, come tale, difficile da regolare e controllare”, ha dichiarato Enria.

DALLA COMMISSIONE UE VIA LIBERA AI LAVORI PER LINEE GUIDA SU ETICA INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Nel frattempo, la Commissione europea ha deciso di costituire un gruppo di lavoro sull’intelligenza artificiale per raccogliere contributi di esperti e delle parti interessate. Il gruppo elaborerà una proposta di linee guida sull’etica da applicare all’Intelligenza artificiale, basandosi anche sulle posizioni del Gruppo europeo di etica delle scienze e delle nuove tecnologie. “Da una migliore assistenza sanitaria a trasporti più sicuri, ad un’agricoltura più sostenibile, l’intelligenza artificiale può portare grandi benefici alla società e all’economia – ha sottolineato Bruxelles in una nota -. Eppure, sono state sollevate questioni relative all’impatto dell’AI sul futuro del lavoro e sulla legislazione esistente. Ciò richiede un dibattito ampio, aperto e inclusivo su come utilizzare e sviluppare l’ intelligenza artificiale sia con successo che eticamente valida”.

Il gruppo di lavoro dovrà, in concreto, consigliare la Commissione su come costruire una comunità ampia e diversificata di parti interessate a un’“Alleanza europea per l’IA”; sostenere l’attuazione dell’imminente iniziativa europea sull’intelligenza artificiale (aprile 2018); e presentare entro la fine dell’anno un progetto di orientamenti per lo sviluppo etico e l’uso dell’intelligenza artificiale sulla base dei diritti fondamentali dell’Ue. A tal fine si prenderanno in considerazione questioni quali l’equità, la sicurezza, la trasparenza, il futuro del lavoro, la democrazia e, più in generale, l’impatto sull’applicazione della Carta dei diritti fondamentali. Gli orientamenti saranno, infine, elaborati dopo di un’ampia consultazione e sulla base della dichiarazione del Gruppo europeo per l’etica delle scienze e delle nuove tecnologie, un organismo consultivo indipendente presso la Commissione europea.

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