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Successi, sfide e progetti delle aziende Fintech

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Chi c’era e che cosa si è detto in un panel sul settore Fintech che si è tenuto nell’ambito del Master in Corporate Finance della SDA Bocconi. L’articolo di Nicola Chipa per Start Magazine

Idee, progetti e sfide, ma anche realtà, innovazione e primi successi. Il settore Fintech è sempre più sugli scudi e di attualità. Anche nelle università. Ospiti del Master in Corporate Finance della SDA Bocconi, un significativo campione di aziende italiane del comparto Fintech hanno illustrato esperienze aziendali e ricette per la creazione di profitto e ricchezza sociale.

IL PANEL IN BOCCONI

Raggruppate in un panel introdotto da Alberto Dell’Acqua, direttore del Master, e da Giulio Centemero di HUB39, queste realtà sono accomunate da una modalità affine di interpretare il business, basata sull’uso della tecnologia per la creazione di maggiore efficienza gestionale e orizzontalità nei rapporti con i propri clienti.

GESTIRE DENARO CON UN CLICK

Nata da Sator, gruppo finanziario italiano capitanato da Matteo Arpe, Tinaba è un app fresca di lancio che permette di scambiare denaro in tempo reale, aprire un conto comune con un gruppo di amici e lanciare progetti di crowdfunding. I clienti target sono i millenials ma non solo. “Tinaba”, ha illustrato Arpe, “è un app dotata di grande versatilità che permette di semplificare il mondo della gestione del risparmio grazie alle sue caratteristiche di velocità e immediatezza nel trasferimento di fondi”. Permettendo lo scambio anche di quantità minime di denaro, “Tinaba democratizza il mondo del private banking”, afferma il suo amministratore delegato.

GLI UTENTI AL CENTRO

La centralità degli utenti, in questo caso prestatori e richiedenti, è uno dei fattori fondanti di Prestiamoci, attiva nel settore del credito peer-to-peer. “Circa 2000 utenti e un volume di prestiti erogati che si aggira intorno ai 9 milioni di euro, fanno di Prestiamoci la più importante realtà di social lending in Italia, e tra le prime in Europa”, ha spiegato Daniele Loro, CEO dell’azienda.
In un mondo in cui l’accesso al credito è reso sempre più complesso, “l’innovazione rappresentata da realtà come Prestiamoci è stata finalmente riconosciuta anche dal legislatore, che nella manovra del 2018 ha introdotto un’aliquota fissa del 26%”, ha aggiunto Loro.

NATA DA UNA TESI DI LAUREA

“Il caso di Alidat è particolarmente curioso perché nasce dalla tesi di laurea di Fabio Zocchi, uno dei miei studenti”, ha affermato Alberto Dell’Acqua. Alidat si inserisce in una nicchia dove esistono poche realtà, che offrono servizi a costo elevato. “Attraverso un algoritmo proprietario, Alidat permette ai suoi clienti di accedere in modo veloce ed economico ad un immenso database che aggrega dati verificati e verificabili su fondi e società che si specializzano in investimenti alternativi, come hedge fund, real estate, venture capital e private equity”, ha chiarito Dell’Acqua.

I BANCOMAT DEL FUTURO

La fiducia nelle criptovalute e nella loro adozione di massa in un prossimo futuro ispira il progetto imprenditoriale di Federico Pecoraro e Simone Monetti, rispettivamente CEO e responsabile tecnologico di Chainblock. “Attraverso bancomat collocati in alcune delle principali città italiane permettiamo ai nostri clienti registrati di acquistare o vendere Bitcoin, Ethereum o Litecoin”. L’idea è quella di “rendere le criptomonete accessibili e utilizzabili in un numero sempre maggiore di esercizi commerciali”, ha proseguito Monetti.

Del resto, il fatto che le aziende fintech godano dei favori di fette sempre più ampie di consumatori è confermato dai principali studi di settore e anche da Marcello Sala di Apis Partners, una società londinese di private equity che investe nelle realtà fintech sui mercati dei paesi africani ed asiatici. “La preferenza accordata ai servizi offerti dalle aziende fintech ha raggiunto il 33% nei 20 mercati che abbiamo analizzato, con punte di oltre il 50% in India e del 60% in Cina”, ha detto Sala.
In Italia, in base allo studio commissionato a Nielsen dall’Osservatorio Fintech & Digital Finance della School of Management del Politecnico di Milano, tale percentuale è del 34% se si considerano i soli millenials, ma scende al 16% nella fotografia di insieme. Il mercato offre dunque grandi potenzialità, ancora parzialmente inesplorate, alle aziende fintech che sapranno intercettare le preferenze degli utenti con una proposta di valore chiara, affidabile, economica e veloce.

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