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Come negli Usa le authority bisticciano sulle aziende Fintech

di

Fed

La Federal Reserve sta procedendo con una certa prudenza nel dare alle aziende Fintech l’accesso al sistema dei pagamenti

La Federal Reserve statunitense sta procedendo con una certa prudenza nel dare alle aziende Fintech l’accesso al sistema dei pagamenti statunitense e in generale alle infrastrutture finanziarie del paese mettendo, di fatto, l’una contro l’altra, la banca centrale e le autorità di regolamentazione che, invece, spingono per dare un ruolo maggiore alle aziende della finanza tecnologica.

LA ‘LIBERALIZZAZIONE’ DI TRUMP PER PROMUOVERE CRESCITA E OCCUPAZIONE

L’Ufficio del Controllore della Valuta (OCC) e la Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) stanno infatti “esplorando” la possibilità di concedere licenze federali di tipo bancario alle imprese tecnologiche che offrono servizi finanziari, come trasferimenti di denaro e prestiti. Il piano fa parte di una più ampia spinta operata dall’amministrazione Trump per stimolare le piccole imprese e promuovere la crescita dell’occupazione. Le licenze federali consentirebbero alle aziende del settore fintech, che attualmente operano secondo un mosaico di regole statali, di ridurre i costi normativi e di espandersi in nuove attività e prodotti.

FINTECH RILUTTANTI A INVESTIRE SENZA L’ACCESSO AI SISTEMI DI PAGAMENTO GESTITI DA FED

Malgrado ciò, tuttavia, le aziende fintech si sono mostrate riluttanti ad investire massicciamente nell’espansione a livello nazionale senza accesso ai sistemi di pagamento, ai servizi di regolamento e ad altri strumenti della Fed e la banca centrale deve ancora decidere se permettere o meno a questi attori poco regolamentati di accedere. Alcuni funzionari della Fed, racconta Reuters, temono che a queste aziende manchino i solidi controlli sulla gestione del rischio e la protezione dei consumatori di cui le banche dispongono. “Probabilmente vogliono l’accesso al sistema di pagamento, ma non vogliono la regolamentazione che si otterrebbe con quell’accesso – ha detto a Reuters a novembre scorso il presidente della Fed James Bullard -. Sono preoccupato che la finanza tecnologica possa essere la fonte della prossima crisi”, ha aggiunto.

L’ACCESSO DIRETTO ELIMINEREBBE LE COMMISSIONI BANCARI NELLA GESTIONE DEL DENARO

Aziende come PayPal e LendingClub Corp hanno attratto milioni di clienti offrendo maggiore convenienza o prezzi migliori rispetto alle banche tradizionali. L’OCC e la FDIC dicono che queste aziende possono ampliare l’accesso ai servizi finanziari perché i loro modelli a basso costo permettono loro di raggiungere aree scarsamente servite e di offrire piccoli prestiti che sono antieconomici per le banche più grandi. Ma alcune aziende del settore fintech nicchiano senza che vengano concesse loro le autorizzazioni Fed che di fatto gli consentirebbero di non dipendere dalle banche per gestire il denaro. L’accesso diretto eliminerebbe, infatti, le commissioni bancarie, un costo operativo tra i primi cinque per molte aziende del settore finanziario, e permetterebbe loro di competere in modo più efficace con gli istituti di credito tradizionali.

LE BANCHE TRADIZIONALI RESPINGONO LA MITTENTE LE PROPOSTE E CHIEDONO STESSE REGOLE PER TUTTI

Naturalmente le banche tradizionali respingono al mittente le proposte delle aziende fintech chiedendo di consentire l’accesso al sistema di pagamenti della Fed solo in caso di rispetto delle stesse regole che anche gli altri istituti devono affrontare.

PERCHÉ È NATA QUESTA DIATRIBA

Presentato in luglio, lo statuto speciale dell’OCC permette alle fintech di operare a livello nazionale con un’unica licenza, a condizione che soddisfino alcuni requisiti di liquidità, capitale e pianificazione di contingency. Attualmente, i regolatori statali che supervisionano le aziende della finanza tecnologica si concentrano principalmente sulla protezione dei consumatori, come la limitazione dei tassi di interesse sui prodotti di prestito, le misure di salvaguardia della privacy e la prevenzione di pratiche sleali o ingannevoli. Alcuni Stati possono anche richiedere alle imprese di rispettare le norme antiriciclaggio, presentare piani aziendali o consentire verifiche in loco. A confronto con gli istituti, quasi ogni aspetto delle operazioni bancarie è soggetto a controlli rigorosi e a molteplici leggi federali e statali. Queste includono una serie di requisiti patrimoniali e di liquidità, rischi operativi, rischi informatici, rischi per i fornitori, norme antiriciclaggio e sul segreto bancario, prestiti equi e leggi sul prestito antidiscriminazione. La Statuto OCC sulle fintech non consente, invece, alle aziende di raccogliere i depositi assicurati a livello federale, oggi condizione preliminare per accedere al sistema di pagamento della Fed.

FINTECH IN CRESCITA COSTANTE

A testimoniare la rapida crescita delle aziende fintech, secondo la società di consulenza EY, è il fatto che la metà dei consumatori statunitensi le utilizzano per trasferire denaro: dal 2010 al 2017, secondo il Ministero del Tesoro, sono state create più di 3.330 nuove imprese finanziarie che, in quel periodo, sono cresciute di tredici volte fino a 22 miliardi di dollari.

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