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Sorpresa, i signori delle criptovalute invocano regole negli Stati Uniti

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Senza una nuova regolamentazione dedicata alle criptomonete, gli operatori del settore minacciano di lasciare il mercato americano. Articolo di Giusy Caretto

Criptomonete: serve una regolamentazione, urgente. A chiederla non sono utenti e governi, come spesso accade, ma l’industria stessa delle monete virtuali all’authority americana. E in caso tale regolamentazione non dovesse arrivare, come emerso durante la riunione di settore che si è tenuta a Capitol Hill, su iniziativa del membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato dell’Ohio, Warren Davidson, gli attori del comparto sono pronti ad abbandonare gli Stati Uniti.

LA TAVOLA ROTONDA

Alla riunione hanno partecipato oltre 50 realtà del comparto, tra cui Fidelity Investments, State Street o Andreessen Horowitz. Durante la riunione sono emerse tutte quelle che il settore ritiene essere ancora questioni irrisolte, che molto probabilmente confluiranno in una proposta legge.

SERVE REGOLAMENTAZIONE

Quello che gli operatori del settore chiedono è un mercato “equo e ordinato”, con norme nuove e dedicate.

David Forman, responsabile legale di Fidelity Investments, sostiene che senza norme scritte, chiare ed esplicite non sarà possibile, per esempio, punire le aziende non conformi da un punto di vista legale alle ICO.

Mike Lempres, responsabile legale di Coinbase, ha ricordato come le norme già esistenti e la legislazione passata non possono soddisfare ed esaurire tutte le esigenze che nascono con l’avvento delle monete virtuali.

LA MOSSA DELLA SEC

Proprio la Sec, infatti, ha utilizzato il cosiddetto “Howey Test”, una legge sui titoli istituita 72 anni fa, anche al comparto cripto, con l’obiettivo di determinare se una moneta digitale fosse sicura o meno. La SEC e il suo presidente Jay Clayton sembrano non avere alcuna intenzione di aggiornare gli standard per soddisfare il settore.

SERVE UNA MOSSA DEL CONGRESSO

Non resta, quindi, che attendere che su tale questione si muova il Parlamento americano. “Il Congresso deve agire perché dalla Sec hanno già detto quello che pensavano fosse giusto, e già fatto quello che pensavano di dover fare”, ha affermato Carla Carriveau, consigliere normativo di Circle.

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