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Perché l’industria dei Sukuk punterà sulla Blockchain

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Secondo Standard&Poor’s Blockchain e smart contract potrebbero incidere all’interno della Finanza Islamica migliorandola

Blockchain e protocolli smart contract potrebbe cambiare in meglio l’industria globale dei sukuk all’interno della finanza islamica. È quanto rileva S&P Global Ratings in un articolo dal titolo “The Future Of Banking: Blockchain May Be The Sukuk Industry’s Missing Link”.

COSA SONO I SUKUK

La legge coranica vieta di usare il denaro per ottenere altro denaro e per bypassare il divieto religioso, sono nati i Sukuk, cioè dei titoli compatibili con la sharia. Si tratta di una sorta di obbligazioni in cui i possessori acquistano pro quota la proprietà dei beni ma invece di ricevere un rendimento prefissato gli investitori percepiscono un utile che dipende dall’andamento del bene sottostante e senza nessun tipo di interesse garantito accollandosi il rischio d’impresa, al contrario delle obbligazioni dove chi investe è solo un creditore. Si tratta di un mercato importante visto che a fine 2017 la Finanza Islamica, aveva raggiunto un giro di affari di 2500 miliardi di dollari e che tra 4 anni, secondo le stime, raggiungerà i 3500.

DAMAK (S&P GLOBAL RATINGS): REDIAMO CHE LA BLOCKCHAIN POSSA AUMENTARE LA TRASPARENZA DEI FLUSSI DI CASSA

“Crediamo che la blockchain possa aumentare la trasparenza dei flussi di cassa e degli asset sottostanti, migliorando al contempo il processo decisionale degli investitori attraverso una maggiore fornitura di informazioni – ha detto Mohamed Damak, S&P Global Ratings Global Head of Islamic Finance -. Queste tecnologie potrebbero anche spianare la strada a una Sharia più robusta e alla revisione finanziaria dei Sukuk dopo l’emissione, riducendo così il rischio di default a causa della non conformità alla sharia”, ha aggiunto Damak.

S&P CREDE NELLA BLOCKCHAIN E NELLE OPPORTUNITÀ CHE OFFRE

Fino ad oggi, solo una manciata di istituti finanziari ha utilizzato la blockchain per emettere obbligazioni convenzionali e nessuna per emettere Sukuk, ha rilevato S&P. “Alcuni partecipanti al mercato sostengono che malgrado la blockchain sia stata creata dieci anni fa, non ha avuto un grande impatto sul sistema finanziario. Tuttavia, a nostro avviso, questa tecnologia e la crescente prevalenza di servizi peer-to-peer stanno aprendo opportunità ai piccoli operatori innovativi del mercato di sfidare i gruppi finanziari consolidati – ha sottolineato l’agenzia di rating -. Crediamo da tempo che la blockchain offra alle istituzioni finanziarie l’opportunità di ridurre al minimo i costi semplificando le operazioni di back-office, accorciando i tempi di compensazione e regolamento, facilitando i pagamenti e persino generando nuovi flussi di entrate. Poiché la tecnologia blockchain consente la creazione di un registro delle transazioni digitali condivise, le banche possono utilizzarlo nei loro servizi di pagamento, nella finanza commerciale, nel trasferimento di denaro e nei servizi post-negoziazione. Avere una visione in tempo reale e standardizzata dei dati delle transazioni senza bisogno di riconciliazioni multiple eliminerebbe molte delle inefficienze che ostacolano il sistema finanziario e potrebbe ridurre considerevolmente i costi”, ha concluso S&P.

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