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Ecco perché il Bitcoin può azzoppare le banche centrali. Report Standard & Poor’s

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Quello che dice il rapporto di Standard & Poor’s sul futuro del Bitcoin

Se il Bitcoin dovesse diffondersi maggiormente e diventare moneta efficace, la Banche centrali non riuscirebbero più a gestire l’offerta di moneta. E’ questo l’allarme lanciato da Standard & Poor’s in un report intitolato The Future Of Banking: Cryptocurrencies Will Need Some Rules To Change The Game.

In questa fase, il Bitcoin non rappresenta ancora una grave minaccia per gli istituti finanziari, ma bisogna iniziare a fare i conti con quanto potrebbe accadere in futuro. E le Banche centrali, come Fed e Bce e non solo, devono iniziare a guardarsi le spalle dalle criptomonete.

BITCOIN, NON E’ ANCORA UNA MINACCIA

“Per ora, un significativo calo del valore di mercato delle criptovalute sarebbe solo un’increspatura nell’industria dei servizi finanziari, ancora troppo piccola per disturbare la stabilità o influenzare l’affidabilità creditizia delle banche che prendiamo in esame”, ha spiegato Mohamed Damak, senior director dei servizi finanziari di S&P Global Ratings. Dunque, il fatto che ad inizio febbraio il crollo delle criptomonete sia coinciso con il crollo dei mercati tradizionali, non è da considerarsi una correlazione significativa che sottende una minaccia importante da parte di Bitcoin & co.

Attualmente, infatti, in base a quello che si legge nel rapporto ad essere colpiti da un eventuale crollo del valore del Bitcoin sarebbero i singoli investitori (come stato fino ad oggi) e non le banche. “Ci aspettiamo che le banche valutate non vengano toccate da un simile fenomeno – ha spiegato Mohamed Damak – dato che la loro esposizione diretta o indiretta alle criptovalute sembra rimanere limitata”.

LE BANCHE CENTRALI DEVONO AVER PAURA?

Questo, però, non significa che il Bitcoin non rappresenti alcun pericolo per gli istituti finanziari tradizionali. A spiegare quello che potrebbe accadere, infatti, è sempre lo stesso documento: se i Bitcoin e tutte le altre criptovalute “dovessero decollare e diventare una moneta efficace emessa in modo decentralizzato, l’impatto sull’attuazione della politica monetaria sarebbe profondo, poiché le banche centrali potrebbero perdere la loro capacità di controllare l’offerta di moneta”. Diverso, invece, lo scenario se le banche centrali dovessero sostenere le criptovalute. Gli istituti, in questo caso, potrebbero “prevedere la domanda di moneta e quindi adeguare l’offerta”.

UN FUTURO INCERTO

Difficile, comunque, fare previsioni non solo perché è “ancora troppo presto per dire in quale direzione si muoveranno” le Banche Centrali, ma anche (e soprattutto) perché è difficile prevedere il futuro della criptomoneta per eccellenza. La diffusione dei Bitcoin è stata rapida e dovuta sia a motivi finanziari, sia a motivi ideologici. La soluzione piaceva proprio perché eliminava intermediari, rendendo le Banche oramai obsolete, ma cosa succederà in futuro?

“Riteniamo che il successo futuro delle criptovalute dipenderà in gran parte dall’approccio coordinato dei regolatori e dei responsabili politici globali per regolamentare e migliorare la fiducia dei partecipanti al mercato in questi strumenti”, spiegano gli analisti di Standard & Poor’s.

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