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Anche Huawei scommette sul Fintech

Fintech

Grazie al Fintech potremo controllare non solo i movimenti finanziari dell’ultimo anno, ma tutto quello che abbiamo fatto negli ultimi sette (o più) anni. La finanza tecnologica garantisce sicurezza e precisione 

 

Fin dalla nascita, il sistema bancario istituzionale è stato dominato dalla tradizione. Negli anni ci sono state piccole innovazione, ma poca cosa se si confrontano alle trasformazioni che il settore sta vivendo in questi anni, e in questi ultimi in particolare. Nulla se, invece, si pensa a tutto quello che è in arrivo.

Ad anticipare quello che sarà è stato, tra gli altri, Brett King, economista australiano e autore di numerosi saggi sul sistema bancario, nel libro Bank 3.0: King è stato tra i primi a parlare del cambio di rotta del settore, che non sarà più centrato sul business, ma sul consumatore. “La Banca non sarà più un posto in cui andare, ma qualcosa che si dovrà fare”, scrive l’esperto. E se in questi anni, scrive sempre King, le Banche hanno resistito a questa trasformazione grazie alla “scusa” della sicurezza delle operazioni data dall’istituto, ora non sarà più così, dal momento che sempre più utenti considerano sicuro anche lo spazio digitale. Approfondiamo insieme.

La scommessa di Huawei

HuaweiE mentre si affermano numerose start up di Fintech, ovvero di finanza tecnologica pronta a soddisfare tramite Pc o smartphone le richieste dell’utente, anche le grandi aziende e i grandi istituti bancari iniziano ad approcciarsi alla nuova idea di fare Banca. Ma il cambiamento verso l’e-banking, il tele-banking o il mobile banking, tuttavia, presenta importanti sfide e nuove e sicure soluzioni.

A provare a rispondere a queste nuove esigenze, come scrive Bloomberg, è Huawei, che ha deciso di scommettere sulla Finanza tecnologica, provando a fornire soluzioni di analisi, Big Data e strategie Fintech agli istituti bancari. “Huawei è impegnata, insieme ai partner del settore finanziario, a ridisegnare l’architettura IT, accelerando la trasformazione del business e provando a soddisfare le mutevoli esigenze dei clienti,” ha dichiarato Kenny Liu, Presidente della divisione dei servizi finanziari, Enterprise BG, di Huawei.

L’alleanza tra Huawei e la China Merchants Bank (CMBC) sta già dando i primi frutti nel passaggio da una strategia fondata sul business ad una fondata sul consumatore. CMBC ha rinnovato la sua gestione operativa, integrando nel suo sistema nuove piattaforme provando a dar vita ad un processo che, secondo un portavoce CMBC, dovrebbe “accelerare il business e lo sviluppo di nuovi prodotti fintech”.

Più sicurezza e precisione con il Fintech

I vantaggi del Fintech non sono solo comodità. E non riguardano solo il cliente. Anche gli istituti finanziari, adottando le giuste tecnologie, potranno migliorarsi, diventare più competitivi ed offrire più garanzie all’utente.

L’utente, dal canto suo, avrà una maggiore sicurezza sui propri conti. Se ad oggi la domanda sui dettagli delle operazioni ci dava risposte sull’ultimo anno, grazie, per esempio, alle tecnologie messe in campo da Huawei, potremo guardare tutte le operazioni fatte negli ultimi sette (o più) anni.

HuaweiNon solo. Il Fintech potrà anche dimezzare i tassi di errore di previsione finanziaria.

Sempre più digitale

Se non puoi annientare il nemico, conviene fartelo amico. É questo quello che sta accadendo al settore della Finanza. Gli istituti di Credito, anche quelli più grandi e importanti si stanno avvicinando al mondo del Fintech, lo scoprono e ci collaborano. La notizie emerge dal World Retail Banking Report 2017, elaborato da Capgemini e Efma ed incentrano sui rischi che le banche corrono dinanzi alla crescente disintermediazione.

Secondo quanto si legge nel report, sarà proprio la collaborazione tra due mondi diversi e (prime) nemici a portare all’evoluzione verso nuovi servizi innovativi e personalizzati, in grado di generare nuovi flussi di ricavi e maggiore valore. La maggioranza delle società innovativa (53,8%) e degli istituti di credito (43,5%) è convinta di un futuro basato sulla collaborazione, per costruire piattaforme che includano più settori, con servizi complementari e collegati fra di loro, in grado di offrire benefici ai clienti.

Uno dei possibili scenari del futuro della Finanza è quello che vede le banche continuare ad offrire prodotti e servizi, e le aziende del Fintech adepte alla distribuzione di tali servizi. Il report so ai giganti tecnologici o ad altre nuove piattaforme aperte.

E se è vero che una soluzione di questo tipo potrebbe portare a una riduzione dei costi di acquisizione dei clienti, è anche vero che tutto questo potrebbe generare potenziali problemi in merito alla disintermediazione del brand e alla proprietà dei clienti. A credere a questo scenario, però è quasi la metà (47,8%) delle Fintech e “solo” il 28,8% delle banche.

Fintech“Le fintech stanno guadagnando terreno sul fronte della customer experience rispetto alle banche tradizionali, che stanno apertamente cercando di collaborare. L’open banking offre alle banche l’opportunità di mantenere e sviluppare la loro base clienti permettendo di inserire svariati servizi sviluppati da terze parti, maggiormente personalizzati sui loro bisogni. Per le banche che non hanno questa visione strategica e che non si ritagliano un ruolo nell’open banking c’è il rischio di disintermediazione da parte dei loro clienti”, ha commentato Monia Ferrari, head of Banking di Capgemini Italia. “E’ fondamentale che le banche prendano subito in considerazione nuovi approcci per la trasformazione del business, in modo da poter stabilire e consolidare nel lungo termine le loro fondamenta nell’open banking”.

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