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Usa, Russia, Arabia Saudita e Kuwait sbuffano alla Cop24 di Polonia sul clima

Cop24

Posizioni e divergenze alla conferenza internazionale Cop24 di Polonia sul clima. L’articolo di Giusy Caretto


La Cop24 di Polonia potrebbe risolversi in un nulla di fatto (ancora una volta). Mentre c’è chi spera che dalla Conferenza possano uscire le linee guida per attuare gli accordi di Parigi, c’è chi invece rema contro e rifiuta di “accettare” il rapporto dell’IPCC sugli impatti di un aumento di temperatura di 1,5 ° C, presentato lo scorso ottobre.

IL RAPPORTO IPCC

Partiamo dall’inizio. Il rapporto è stato redatto da 91 autori e revisori provenienti da 40 Paesi su richiesta della Convenzione Quadro per i Cambiamenti Climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change, UNFCCC), avanzata nel 2015, quando fu adottato il Trattato di Parigi.

Il rapporto mette in evidenza un numero di impatti dei cambiamenti climatici che potrebbero essere evitati limitando il riscaldamento globale a 1,5°C anziché 2°C o più. Uno tra tutti, come esempio esplicativo: entro il 2100 l’innalzamento del livello del mare su scala globale sarebbe più basso di 10 cm, con un riscaldamento globale di 1,5°C rispetto a 2°C.

“Ogni piccola quantità di riscaldamento in più ha importanza, specialmente per il fatto che un riscaldamento di 1,5°C o oltre aumenta il rischio associato a cambiamenti di lunga durata o irreversibili, come ad esempio la perdita di alcuni ecosistemi“, ha affermato in occasione della presentazione Hans-Otto Pörtner, Co-Presidente del Working Group II  dell’IPCC.

SERVONO AZIONI URGENTI

Per tenere la temperatura entro gli 1,5°, però, servono azioni urgenti e sono necessari cambiamenti rapidi, lungimiranti e senza precedenti in tutti gli aspetti della società, come aveva spiegato l’IPCC, sottolineando che le azioni attuali sembrano spingere il mondo verso un aumento di 3 gradi.

Se il riscaldamento dovesse essere mantenuto entro gli 1,5 ° C in questo secolo, le emissioni di biossido di carbonio dovrebbero essere ridotte del 45% entro il 2030.

LA POSIZIONE DI USA, ARABIA, RUSSIA E KUWAIT

Il rapporto avrebbe dovuto essere un punto di partenza per i colloqui che si tengono in questi giorni a Cop24, in Polonia, una cometa da seguire per le decisioni future. Ma c’è chi, in questo rapporto, ci crede poco: gli Stati Uniti, l’Arabia Saudita, la Russia e il Kuwait, come si legge sulla Bbc, si sono opposti ad “accoglierlo” nella relazione.

La posizione degli Usa non stupisce affatto: Donald Trump ha abbandonato gli accordi di Parigi. E non meraviglia nemmeno quella dell’Arabia Saudita, che già in occasione della presentazione, in Corea del Sud, si era opposta (per poi dover cedere) alle conclusioni del documento.

LA DELUSIONE DEGLI ALTRI PAESI

Molti paesi hanno espresso frustrazione e delusione per le posizioni di questi quattro Paesi: “Non si tratta di una parola o di un’altra, siamo noi nella posizione di accogliere un rapporto che abbiamo commissionato”, ha detto Ruenna Haynes, delegata dello stato insulare centro-americano di St Kitts e Nevis. “Se c’è qualcosa di ridicolo nella discussione è che qualcuno non possa accogliere la relazione”.

ANCHE GLI SCIENZIATI RESTANO DELUSI

Anche scienziati e attivisti sono estremamente delusi: “Siamo molto arrabbiati e troviamo atroce che alcuni paesi respingano i messaggi e le conseguenze che stiamo affrontando, non accettando ciò che è inequivocabile e non agendo per evitare tutto questo”, ha detto Yamide Dagnet del World Resources Institute e un ex negoziatore sul clima per il Regno Unito.

“La scienza del clima non è una partita politica”, ha detto Camilla Born, del Climate Think Tank E3G.

UN’ULTIMA POSSIBILITA’

Nella giornata di oggi i ministri dei 29 paesi partecipanti arriveranno in Polonia per mettere nuovamente il rapporto dell’IPCC al centro della conferenza. “Speriamo che il resto del mondo si riunisca e si rivaluti la posizione verso il rapporto”, ha detto Yamide Dagnet.

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