Energia

Come l’Ue accelera sull’indipendenza energetica del Baltico (a scapito di Mosca)

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Gli intrecci geopolitici che si scorgono nelle ultime mosse dell’Unione europea in materia di energia. L’articolo di Alessandro Sperandio

Da marzo 2014 l’Unione europea ha introdotto una serie di sanzioni nei confronti di Mosca a seguito all’annessione della Crimea da parte della Russia. Misure a cui i russi hanno risposto con una serie di controsanzioni, in una escalation che ha alimentato la paura di una nuova “guerra fredda”. Ma c’è un’altra guerra sotterranea, più sottile, che si combatte a colpi di energia: il North Stream 2 ne è un esempio: collega i giacimenti russi alla Germania, ed è uno dei nodi della geopolitica russa e americana per l’Europa. Vista da Washington come una minaccia strategica all’indipendenza del Vecchio Continente, viene sminuita al rango di semplici accordi commerciali dai russi mentre gli europei hanno sempre più “fame” di energia, soprattutto gas.

UNA “GUERRA” DELL’ENERGIA

Bollare la vicenda come una semplice guerra del gas rischia però di essere riduttivo: è opportuno parlare di guerra dell’energia. Perché il vero nodo fra Russia, Unione europea e Stati Uniti è la volontà dei Paesi dell’Europa orientale di svincolarsi completamente dall’energia elettrica russa. Una dipendenza che secondo i governi dell’Europa dell’Est, si traduce in una dipendenza politica. Soprattutto per i Paesi baltici. Non è un caso che a fine giugno dello scorso anno sono stati proprio gli Stati baltici e la Polonia a firmare un accordo, arrivato dopo dieci anni di lavoro per risolvere una serie di problemi legati soprattutto ai costi, per collegare le reti elettriche all’Unione europea entro il 2025 e interrompere la loro dipendenza dalla Russia. Il cosiddetto anello energetico “BRELL” (Bielorussia, Russia, Estonia, Lettonia, Lituania).

IL PRIMO PASSO ALL’INDIPENDENZA ENERGETICA BALTICA

Ora quel primo passo concreto è arrivato: la Commissione Europea ha stanziato agli Stati baltici 323 milioni di euro per il progetto di sincronizzazione delle loro infrastrutture energetiche con la rete dell’Europa continentale.Il progetto mira ad aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento e dell’affidabilità dei sistemi di alimentazione nella regione attraverso la loro connessione alla rete continentale europea. Più in generale Bruxelles ha deciso di investire quasi 800 milioni di euro in importanti progetti infrastrutturali nel settore dell’energia in Europa, con significativi benefici transfrontalieri. I finanziamenti Ue provengono dal Meccanismo europeo di interconnessione (il cosiddetto Connecting Europe Facility), il programma europeo di sostegno alle infrastrutture transeuropee.

PRIORITÀ AI PROGETTI CHE AUMENTANO LA COMPETITIVITÀ, RAFFORZANO LA SICUREZZA E CONTRIBUISCONO ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE

La decisione presa da Bruxelles deriva dall’invito a presentare una serie di proposte lanciato l’11 giugno 2018 e conclusosi l’11 ottobre 2018. Viene data priorità ai progetti che aumentano la competitività, rafforzano la sicurezza dell’approvvigionamento energetico europeo promuovendo un funzionamento sicuro, affidabile ed efficiente della rete e contribuendo allo sviluppo sostenibile e alla protezione dell’ambiente. La creazione di una rete energetica moderna e interconnessa è un elemento fondamentale dell’Unione dell’energia e rappresenta anche una delle priorità politiche della Commissione Juncker.

IN TOTALE 14 PROGETTI FINANZIATI

In particolare si è scelto di finanziare studi e lavori per un totale di 14 progetti: 7 progetti nel settore dell’elettricità, 2 progetti di reti intelligenti, 2 progetti di stoccaggio di CO2 e 3 progetti nel settore del gas. L’importo totale proposto per il finanziamento, come detto, è di quasi 800 milioni di euro, di cui 504 milioni di euro per l’elettricità e le reti intelligenti, 9,3 milioni di euro per sostenere gli studi sullo sviluppo di infrastrutture di trasporto e stoccaggio di CO2 e 286 milioni di euro per progetti di infrastrutture del gas.

PER L’ITALIA C’È L’INTERCONNESSIONE WURMLACH-SOMPLAGO DI ALPE ADRIA ENERGIA

Tra i progetti di interesse dell’Italia ci sono lo studio sull’interconnessione tra Wurmlach e Somplago di Alpe Adria Energia Srl per 200 mila euro. Le altre opere riguardano lo studio per l’interconnessione tra Revsing in Danimarca e Bicker Fen in Gran Bretagna, la cosiddetta Viking Line per oltre 3,7 milioni di euro, lo studio del Greenlink interconnector tra Irlanda e Regno Unito per 3,6 milioni di euro.

E ancora: i lavori di realizzazione dell’interconnessione tra Maritsa Est in Bulgaria e Nea Santa in Grecia per oltre 28,6 milioni di euro e quelli per il collegamento tra Zerjavenec (Ungheria) e Cirkovce (Slovenia) per 48,2 milioni di euro. Lo studio per la Internal line tra Keminmaa e Pyhanselka (FI) e la interconnessione tra Finlandia del Nord e Svezia (4,3 milioni).

Sulle reti intelligenti, è stato approvato il sostegno al progetto ACON SG per modernizzare e migliorare la rete elettrica tra la Repubblica ceca e la Repubblica slovacca. Il finanziamento per 91 milioni di euro contribuirà ora alla creazione di reti intelligenti nella regione di confine. Inoltre, un finanziamento di 6,5 milioni di euro sarà destinato a uno studio sullo sviluppo di un’infrastruttura di CO2 nel porto di Rotterdam. L’obiettivo è quello di stabilire una rete per l’anidride carbonica ad “accesso aperto”, “transfrontaliero” nell’Europa nordoccidentale, con il suo nucleo centrale situato nel porto di Rotterdam. Infine, nel settore del gas, l’Europa sosterrà, con quasi 215 milioni di euro, il progetto Baltic Pipe, una nuova interconnessione per il gas offshore bidirezionale tra Polonia e Danimarca, cruciale per la sicurezza dell’approvvigionamento e l’integrazione del mercato della regione. (qui il piano completo)

ŠEFČOVIČ E CAÑETE: FONDAMENTALE PER L’UNIONE DELL’ENERGIA EUROPEA

“Il Connecting Europe Facility è uno di quegli strumenti che dimostrano il valore aggiunto dell’Ue. L’elenco approvato oggi mostra che l’Unione energetica è uno strumento efficace per modernizzare e rendere più verdi le nostre economie, per renderle future in linea con gli obiettivi climatici e ambientali”, ha sottolineato il vicepresidente della Commissione responsabile dell’Unione dell’energia Maroš Šefčovič in una nota. A cui si sono aggiunte le parole del commissario per l’Azione per il clima e l’energia, Miguel Arias Cañete: “Come elemento cruciale della nostra strategia globale in materia di energia e clima, dobbiamo garantire che le nostre infrastrutture energetiche siano sostenibili, orientate agli obiettivi e operative. Con quasi i due terzi della decisione di investimento odierna dedicata all’elettricità, stiamo mantenendo la nostra promessa di allineare i finanziamenti dell’Ue con la nostra ambizione politica di realizzare la transizione verso l’energia pulita. Continuiamo a investire nei giusti progetti di infrastrutture energetiche che sono essenziali per la transizione dell’energia pulita dell’Ue e la sicurezza dell’approvvigionamento. Sono particolarmente soddisfatto del sostegno dato al progetto di sincronizzazione dell’elettricità del Baltico, che contribuirà a materializzare l’ambizione degli Stati baltici di integrare il loro sistema elettrico con l’Europa continentale e migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento nella regione baltica”.

COS’È IL CONNECTING EUROPE FACILITY

Il Connecting Europe Facility (Cef) prevede un budget totale di 5,35 miliardi di euro per le infrastrutture energetiche transeuropee per il periodo 2014-2020. Per poter beneficiare di una sovvenzione, una proposta deve essere “un progetto di interesse comune” (PCI). Una volta completati, i progetti dovranno generare vantaggi significativi per almeno due Stati membri, migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento, contribuire all’integrazione del mercato e migliorare la concorrenza, oltre a ridurre le emissioni di CO2. L’elenco di progetti di interesse comune a livello dell’Unione viene aggiornato ogni due anni. L’ ultimo elenco è stato pubblicato dalla Commissione nel novembre 2017. Il CEF-Energy ha già assegnato 647 milioni di euro a 34 progetti nel 2014, 366 milioni di euro a 35 progetti nel 2015, 707 milioni di euro a 27 progetti nel 2016 e 873 milioni di euro a 17 progetti nel 2017. Nel prossimo bilancio Ue 2021-2027, la Commissione europea ha proposto di rinnovare il meccanismo per collegare l’Europa, destinando 42,3 miliardi di euro a sostegno degli investimenti nelle reti infrastrutturali europee, di cui 8,7 miliardi di euro per l’energia.

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