Energia

Tutti gli effetti della siccità per l’agricoltura

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Siccità record da Nord a Sud: è allarme nelle campagne d’Italia. L’articolo di Nunzio Ingiusto

Davvero non ci facciamo mancare nulla. Epidemia diffusa, lutti, lockdown, crisi economia e da ultimo (per ora) la primavera più secca da 60 anni. Meno 60% di precipitazioni a livello nazionale equivalenti a -8,9 miliardi di metri cubi di acqua al Nord e -8,1 miliardi al Sud.

Nelle campagne è vivo ormai il doppio disagio per il pessimo periodo di lavoro e di mancati guadagni. Uno smarrimento economico e psicologico per il diabolico matrimonio tra virus e terre asciutte. Tuttavia qualche rimedio c’è.

L’ultima analisi di Expert-Meteo, dice che il periodo inizio marzo/metà aprile ha inasprito la siccità che già si trascinava da inizio anno. “Per ora si tratta della più elevata anomalia primaverile degli ultimi 60 anni”, ha spiegato Simone Abelli all’Ansa. Le Regioni del Nord sono le più provate, con un -70%, mentre al Centro e al Sud il deficit è più contenuto e si ferma al 59% e al 41%.

Tra le zone più critiche c’è il Piemonte con solo 24 mm di acqua caduti, tutti nel mese di marzo, “pari a un deficit di -85% nei primi tre mesi e mezzo del 2020”, aggiunge Abelli. Poi c’è la Puglia. Qui l’allarme siccità è stato lanciato dalla Coldiretti, che vede in serio pericolo la raccolta di grano, pomodoro, ortaggi e milioni di euro persi. La siccità ha assestato un colpo pesantissimo da Foggia a Lecce dove mancano anche 122 milioni di metri cubi d’acqua negli invasi. Strutture territoriali che possono sopperire alla carenza d’acqua naturale.Un rimedio creato dall’uomo, valido se ben usato. L’Italia, insomma, è dinanzi a pazzie climatiche, ma anche alla sua inefficienza. Al paragone dei meteorologi -per i quali manca il volume di pioggia pari all’intero lago di Como- bisogna aggiungere le responsabilità di chi deve avere cura di strutture, impianti, mezzi, che ci sono sono costati milioni di vecchie lire.

È un’annata nera, insistono le organizzazioni degli agricoltori, impegnate, peraltro, a combattere contro divieti e limitazioni post coronavirus, mancanza di manodopera, concorrenza straniera. Contro la mancanza d’acqua il Sud dall’anno scorso incalza il governo e le Regioni per un piano infrastrutturale per attenuare i rischi della siccità. In Puglia è in corso una battaglia politica e amministrativa per la creazione di piccoli invasi che raccolgano l’acqua piovana -quando c’è- che, invece, va perduta. Gli invasi sono utili per la regimazione della acque, per usi irrigui, ambientali, di produzione di energia idroelettrica. Bisogna curare gli esistenti o crearne di nuovi per zone limitate, come facevano già i romani che scavavano pozzi. In campagna, da sempre, ci si affida alle stagioni ma anche alle opere dell’uomo. Si guarda alla green economy ed alla sostenibilità, ma scordiamo il passato. In definitiva il male della siccità, se non lo puoi bloccare, di sicuro lo puoi rendere meno dannoso.

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