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Tutte le capriole di Biden su gas e petrolio

Biden

Come sono cambiate le posizioni di Biden sulle compagnie petrolifere. L’articolo di Giuseppe Gagliano

 

La guerra ha sempre delle conseguenze inattese, imprevedibili. E l’attuale conflitto tra Russia e Ucraina non fa certamente eccezione. Il fatto che il presidente americano Biden abbia esplicitamente accusato le principali compagnie petrolifere americane di speculare aumentando in modo artificioso i prezzi è non solo una chiara dimostrazione di un conflitto di potere ma di come le implicazioni del conflitto attuale non siano gestibili dalla attuale amministrazione.

Infatti in una lettera del 14 giugno Biden le ha accusato di trarre profitto dall’attuale conflitto e far salire i prezzi del gas.

Nello specifico la lettera di Biden incolpava i prezzi del gas, che sono saliti alle stelle da 2,53 dollari al gallone quando è entrato in carica a 5,00 dollari oggi, ignorando i suoi sforzi per sopprimere la produzione di combustibili fossili americani. Da quando ha preso il potere nel gennaio 2021, l’amministrazione Biden ha lavorato per realizzare il suo impegno elettorale in cui affermava: “Vi garantisco che porremo fine ai combustibili fossili”.

La nota di Biden ai dirigenti dell’energia ha sottolineato che “il prezzo del gas alla pompa era di 4,25. Oggi, i prezzi del gas sono di 75 centesimi più alti”. La differenza, ha affermato, è dovuta ai margini di profitto delle raffinerie, che da allora sono triplicati. Allo stesso tempo, la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre ha criticato le compagnie petrolifere statunitensi per non aver fatto il loro “dovere patriottico“.

Rispondendo alla lettera di Biden, l’American Petroleum Institute e l’American Fuel & Petrochemical Manufacturers hanno dichiarato che le raffinerie statunitensi operano attualmente al 94% di capacità, tra i più alti tassi di utilizzo al mondo, e che i prezzi dei prodotti petroliferi sono fissati sui mercati mondiali in base alla domanda e all’offerta globali, non dalle società americane.

Secondo l’Energy Information Administration, i costi di raffinazione costituivano il 14 per cento del prezzo totale della benzina nel 2021. Il resto include il 54 per cento per il petrolio greggio, il 16 per cento per la distribuzione e il 16 per cento per le tasse. L’escalation dei prezzi ha spinto la quota di petrolio greggio al 60 per cento del totale questo mese.

Per quanto riguarda la denuncia di Biden secondo cui le raffinerie statunitensi avevano spinto i prezzi del gas più in alto riducendo la loro capacità di 800.000 barili al giorno, i rappresentanti del settore hanno risposto che metà delle raffinerie che hanno chiuso lo ha fatto perché vengono convertite alla produzione di combustibili rinnovabili. “Questi investimenti non possono essere facilmente o rapidamente annullati”, hanno affermato.

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