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Gli Usa agguantano le terre rare di Asm in Australia

Procede la caccia alle terre rare da parte degli Stati Uniti: l'azienda americana Energy Fuels acquisirà l'australiana Asm, che possiede miniere e una raffineria in Corea del sud. Tutti i dettagli.

L’accordo dello scorso ottobre tra gli Stati Uniti e l’Australia sulle terre rare, che prevede investimenti congiunti da 1 miliardo di dollari in sei mesi, non è rimasto sulla carta. Energy Fuels, azienda americana che si occupa di uranio e di minerali critici, acquisirà la società australiana Australian Strategic Materials (Asm) per 300 milioni di dollari: l’obiettivo è di creare un campione delle terre rare “dalla miniera al metallo”, cioè attivo lungo l’intera catena del valore, per emanciparsi dalla filiera cinese.

Pechino, infatti, controlla l’estrazione delle terre rare, la loro raffinazione e la trasformazione in magneti con delle quote che vanno dal 70 all’85-90 per cento del totale globale. Attualmente, gli Stati Uniti dipendono dalla loro rivale per l’80 per cento delle importazioni di questi materiali essenziali per i settori della difesa, dell’elettronica, dell’automotive e dell’energia.

COSA FA AUSTRALIAN STRATEGIC MATERIALS

Asm è presieduta da Ian Gandel, membro di una delle famiglie di imprenditori più ricche d’Australia. L’azienda aveva attirato tantissima attenzione nel 2020 per il suo progetto sulle terre rare a Dubbo, nella parte sud-orientale del paese; già dalla fine del 2021, però, gli investitori hanno iniziato a dubitare della sua fattibilità e da allora le azioni di Asm hanno perso quasi il 90 per cento del valore.

Asm ha deciso poi di espandersi lungo la filiera delle terre, aprendo nel 2022 una raffineria in Corea del sud che fornisce materiali a Neo Performance Materials, azienda canadese che realizza magneti permanenti e che possiede uno stabilimento in Estonia (l’unico impianto del genere in Europa). Asm è presente anche in Madagascar e in Brasile.

– Leggi anche: Gli Stati Uniti trumpeggiano sulle terre rare del Brasile

Reg Spencer, analista di materie prime presso la banca Canaccord Genuity, ha detto al Financial Times che gli sforzi globali per la creazione di una filiera delle terre rare non-cinese ha reso Asm un “bene prezioso”. “Non mancano progetti e miniere di terre rare, ma qualcuno deve convertirle in metallo” utilizzabile dall’industria, ha spiegato, evidenziano la maggiore criticità della fase di raffinazione rispetto a quella di estrazione.

LE MANOVRE DI ENERGY FUELS

Energy Fuels ha detto che la raffineria di Asm in Corea del sud è una delle poche al di fuori della Cina. A seguito dell’acquisizione, questo impianto lavorerà in sinergia con lo stabilimento di separazione delle terre rare di Energy Fuels nello Utah.

“Le comprovate competenze e la proprietà intellettuale di Asm ci consentiranno inoltre di espandere la capacità produttiva di metalli e leghe [di terre rare, ndr] negli Stati Uniti”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Energy Fuels, Mark Chalmer. “Inoltre, avremo accesso all’importante progetto Dubbo di Asm, che offrirà ulteriori opportunità di sviluppo e crescita a lungo termine al nostro attuale portafoglio di risorse minerarie”.

COME PROCEDE L’ACCORDO TRA AMERICA E AUSTRALIA SULLE TERRE RARE

Al di là dell’operazione tra Energy Fuels e Asm, nell’accordo sulle terre rare tra gli Stati Uniti e l’Australia rientra anche un progetto sullo scandio a Parkes, vicino Sydney, sostenuto dall’imprenditore minerario americano-canadese Robert Friedland.

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