Energia

Perché Tap piace anche alla Svizzera

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Non solo un’azienda svizzera tra i fondatori del consorzio Tap, l’infrastruttura piace a Berna per la diversificazione degli approvvigionamenti

Tap, il gasdotto che dovrebbe portare il gas dell’Azerbajan fino alle coste salentine di San Foca, piace anche alla Svizzera. Meglio, l’infrastruttura energetica che dovrebbe consentire al Vecchio Continente la diversificazione delle fonti garantisce dei vantaggi anche alla Svizzera, come riporta l’Agenzia Nova.

SOCIETA’ SVIZZERA FONDATORE DEL CONSORZIO TAP

“L’Azerbaigian e la Svizzera hanno concluso un memorandum d’intesa nel settore energetico nel 2007 che ha gettato le basi per lo sviluppo di legami più stretti in questo ambito. L’attuazione del progetto Tap è un eccellente esempio delle nostre relazioni nel settore energetico, con una società svizzera che è un membro fondatore del consorzio Tap (la ex Egl, ora nota come Axpo)”, ha detto all’agenzia di stampa Trend, una fonte del Consiglio federale svizzero. Tra gli altri azionisti ci sono Bp (20 per cento), Socar (20 per cento), Snam (20 per cento), Fluxys (19 per cento), Enagas (16 per cento).

PIU’ SICUREZZA NEGLI APPROVVIGIONAMENTI

Quello che piace alla Svizzera di Tap è anche la diversificazione degli approvvigionamenti. L’Europa sarà sempre meno dipendente dalla Russia: Mosca, ad oggi, possiede il due terzi del mercato del Vecchio Continente ed utilizza il gas come arma geopolitica. A partire dal 2016, la Russia ha incrementato a livelli senza precedenti le vendite di gas verso i Paesi europei, dove la domanda cresce mentre la produzione interna da parte di grandi produttori come il Regno Unito e i Paesi Bassi è in calo.

Diversificare gli approvvigionamenti avrebbe delle conseguenze non solo sul mercato e sulle sue quote, ma anche sugli atteggiamenti di Mosca. “Questo è il motivo per cui la Svizzera ha sostenuto il progetto del Corridoio sud sin dall’inizio”, ha spiegato la fonte.

“Con il 14 per cento (2017) del consumo totale di energia della Svizzera, il gas naturale contribuisce in modo significativo al mix energetico. Considerando il calo della produzione di gas naturale in Europa, il Tap consente la diversificazione delle fonti di gas e dei percorsi di approvvigionamento in Europa e quindi va a vantaggio della Svizzera”, ha spiegato la fonte.

L’INFRASTRUTTURA

Il gasdotto, la cui costruzione è stata annunciata nel 2013, trasporterà il gas naturale dal giacimento di Shah Deniz in Azerbaigian, attraverso la Grecia e l’Albania e poi sotto il Mare Adriatico fino all’Italia.: sarà lungo 878 chilometri (550 in Grecia; 215 in Albania; 105 nel Mare Adriatico; 8 in Italia). A fine lavori, l’infrastruttura vanterà una capacità intorno ai 5 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

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