SpaceX, l’azienda aerospaziale di Elon Musk, ha intenzione di costruire una tubatura per il trasporto di gas naturale dal porto di Brownsville fino a Starbase, la base operativa nella città di Boca Chica, in Texas: i lavori dovrebbero iniziare il mese prossimo e concludersi entro il 26 gennaio.
L’INTEGRAZIONE VERTICALE
Lo scopo del gasdotto – chiamato Starpipe, lungo tredici chilometri e con un diametro di 406 millimetri – è quello di aumentare il numero dei lanci di razzi e ridurre i tempi. Ma l’infrastruttura è anche l’ennesimo esempio della ricerca dell’integrazione verticale da parte di Musk: come Tesla – di cui è amministratore delegato – non realizza soltanto automobili elettriche, ma anche le batterie che le alimentano e i sistemi per la produzione e l’accumulo di energia ai fini della ricarica; così SpaceX non vuole limitarsi a progettare e costruire razzi e veicoli spaziali, ma intende anche estrarre e raffinarsi da sé il combustibile.
A Boca Chica SpaceX è impegnata nello sviluppo dell’astronave Starship, che servirà a portare nello spazio satelliti, apparecchiature per le stazioni e anche gli astronauti impegnati nelle missioni lunari. Per ogni lancio di Starship si consumano quasi due milioni e mezzo di litri di metano liquido, che al momento vengono trasportati sul posto a bordo di centinaia di camion cisterna: il processo richiede diverse ore ed è perciò incompatibile con i piani di Musk, che vorrebbe arrivare a centinaia e addirittura migliaia di lanci all’anno. Dal 2023 a oggi Starship ha effettuato dodici lanci di prova.
I PIANI DI SPACEX SUL GAS…
Il 12 giugno scorso, cioè il giorno della quotazione in borsa, la presidente Gwynne Shotwell ha fatto sapere che SpaceX vuole costruire dei gasdotti, estrarre da sé il gas naturale e raffinarsi il carburante.
A Starbase, infatti, oltre al terminale di arrivo di Starpipe, dovrebbe sorgere anche un impianto di liquefazione per trasformare il gas in metano liquido. E sono già anni che SpaceX effettua trivellazioni nei pressi del complesso, in cerca di idrocarburi: nel 2020 aveva anche creato una sussidiaria dedicata al prelievo di risorse dal sottosuolo (la Lone Star Mineral Development), ottenendo dei diritti di estrazione nella contea di Cameron, dove si trova Boca Chica.
… E L’OBIETTIVO ULTIMO
Il controllo della filiera non garantisce a SpaceX solamente un risparmio economico e un vantaggio logistico (una volta scalate le operazioni), ma le permette anche di acquisire competenze spendibili in contesti diversi.
Ad esempio, il know-how e i dati che SpaceX accumulerebbe con le trivellazioni di gas e con la raffinazione del carburante potrebbero tornare utili – in un ipotetico futuro – sulla Luna o su Marte, quando bisognerà perforare la superficie in cerca di acqua, minerali e altri elementi utili all’esplorazione dello spazio profondo: è quello che la Nasa, l’agenzia aerospaziale degli Stati Uniti, chiama “utilizzo delle risorse in-situ“.






