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Come vanno i conti di Snam

Snam

Snam ha chiuso il 2021 con un utile netto a 1,2 miliardi di euro, il 4,6 per cento in più rispetto all’anno prima. Tutti i dati e le previsioni

 

Snam, la società energetica che gestisce la rete italiana dei gasdotti, ha chiuso il 2021 con un utile netto a 1,218 miliardi di euro, in crescita del 4,6% rispetto al 2020, per effetto della performance operativa, della crescita del contributo delle società partecipate e della continua ottimizzazione della gestione finanziaria.

DATO SUPERIORE ALLE PREVISIONI

Un dato migliore delle attese del gruppo, ferme a 1,17 miliardi di euro.

L’AUMENTO DEI RICAVI

I ricavi sono saliti del 10,2% a 2,98 miliardi di euro rispetto al 2020 (al netto degli energy costs), per effetto della realizzazione degli investimenti pianificati nel core business regolato.

LE PAROLE DELL’AD ALVERÀ

“I risultati ottenuti nel 2021, che registrano una crescita di tutti i principali indicatori e un utile netto superiore alla guidance, sono il frutto del lavoro compiuto in questi anni da tutta la squadra per rafforzare ulteriormente la posizione di Snam quale azienda leader in Europa nel trasporto e nello stoccaggio di gas naturale, coniugando l’attenzione alla sicurezza e alla diversificazione degli approvvigionamenti con l’impegno nella transizione energetica e nei fattori ESG. Dal 2016 abbiamo investito oltre 6 miliardi di euro nella nostra infrastruttura di trasporto, stoccaggio e rigassificazione, aumentando il nostro impegno di anno in anno per renderla più moderna e sicura e completando tutti i progetti nel rispetto di tempi e budget a partire dal TAP, un’iniziativa quanto mai fondamentale soprattutto oggi”, ha commentato Marco Alverà, amministratore delegato di Snam.

“La nostra infrastruttura dimostra la propria centralità anche in queste settimane, nelle quali stiamo lavorando in coordinamento con le istituzioni europee e nazionali e l’autorità di regolazione per contribuire agli sforzi in atto per sviluppare ulteriormente gli stoccaggi e la capacità di rigassificazione. Grazie alla solidità del core business, all’impegno nella transizione energetica, alla continua ottimizzazione della gestione finanziaria e alla qualità delle sue persone, Snam è ben posizionata per continuare con successo il proprio percorso di sviluppo sostenibile di lungo periodo, anche in questo complesso contesto geopolitico e macroeconomico”.

COME VA L’UTILE NETTO ADJUSTED

Il positivo contributo del core business e delle partecipate, associato alla continua ottimizzazione della struttura finanziaria, ha determinato inoltre un utile netto adjusted di gruppo di 1.218 milioni di euro, in aumento di 54 milioni di euro, pari al 4,6%, rispetto al corrispondente valore del 2020. Tale risultato è superiore alla guidance di 1.170 milioni di euro precedentemente comunicata al mercato. Il maggior utile prima delle imposte (+75 milioni di euro, pari al 4,8%) è stato in parte assorbito dalle maggiori imposte sul reddito (-17 milioni di euro, pari al 4,4%), al netto degli special item rappresentati principalmente dagli effetti del riallineamento fiscale ex Decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104.

L’INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO

Dal punto di vista dell’indebitamento finanziario netto, Snam ha registrato 14.021 milioni di euro (12.892 milioni di euro al 31 dicembre 2020), in aumento per le acquisizioni realizzate e per la crescita del capitale circolante legato allo sviluppo del business dell’efficienza energetica, nonché per il temporaneo effetto dell’attività di bilanciamento.

GLI INVESTIMENTI TECNICI

Gli investimenti tecnici del 2021 di Snam ammontano a 1.270 milioni di euro, in crescita rispetto al 2020 (+81 milioni di euro; +6,8%). Gli investimenti si riferiscono essenzialmente ai settori trasporto (1.004 milioni di euro) e stoccaggio di gas naturale (160 milioni di euro). Con riferimento al core business regolato, si conferma il livello del piano investimenti annunciato per il 2021.

IL FLUSSO DI CASSA

Per quanto riguarda il positivo flusso di cassa dell’attività operativa (1.338 milioni di euro), che ha risentito del momentaneo assorbimento generato dall’attività di bilanciamento, anche in relazione al forte aumento del prezzo del gas, “ha consentito di finanziare interamente i fabbisogni connessi agli investimenti tecnici netti (-1.237 milioni di euro, al netto dei debiti per investimento). Tenendo conto degli esborsi netti da partecipazioni e dei rimborsi relativi al credito finanziario verso la partecipata OLT, il free cash flow risulta negativo per 340 milioni di euro.

L’indebitamento finanziario netto, dopo il flusso di cassa del capitale proprio derivante essenzialmente dal pagamento agli azionisti del dividendo 2020 (811 milioni di euro, di cui 326 milioni di euro a titolo di acconto e 485 milioni di euro a titolo di saldo), registra un aumento di 1.129 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2020, incluse le componenti non monetarie correlate all’indebitamento finanziario (6 milioni di euro)”, ha chiarito la società in una nota.

DIVIDENDO DA 0,2620 EURO

I buoni risultati conseguiti e i solidi fondamentali dell’azienda “consentono di proporre all’Assemblea degli Azionisti, convocata per il prossimo 27 aprile 2022, la distribuzione di un dividendo pari a 0,2620 euro per azione, di cui 0,1048 euro per azione già distribuiti nel mese di gennaio 2022 a titolo di acconto (345 milioni di euro) e 0,1572 euro per azione a saldo, in pagamento a partire dal 22 giugno 2022 (record date 21 giugno 2022), con data di stacco cedola il 20 giugno 2022. Il dividendo proposto, in crescita del 5% rispetto al 2020, in linea con la politica di dividendi prevista al 2022, conferma l’impegno di Snam nell’assicurare agli azionisti una remunerazione attrattiva e sostenibile nel tempo”, afferma la società.

INVESTIMENTI NELLA DECARBONIZZAZIONE

Dal punto di vista dell’evoluzione prevedibile della gestione e della nuova guidance sull’utile netto “il raggiungimento degli obiettivi climatici globali determinerà nei prossimi trent’anni significativi investimenti nella decarbonizzazione del settore energetico. Numerosi paesi, che rappresentano circa il 90% delle emissioni globali, hanno definito misure per contenere e, se possibile, invertire il processo di surriscaldamento globale e il conseguente impatto sul cambiamento climatico”.

GLI OBIETTIVI SULLA TRANSIZIONE ENERGETICA

Grandi prospettive riguarderanno la transizione energetica. “I principali trend relativi al raggiungimento degli obiettivi Net Zero sono: (i) lo sviluppo delle rinnovabili, principalmente solare ed eolico, per decarbonizzare la produzione di elettricità e al tempo stesso permetterle di crescere a circa il 50% da circa il 20% del mix energetico; (ii) la crescita esponenziale dell’idrogeno verde per arrivare a una quota del mix energetico compresa tra il 15% e il 35%; (iii) lo sviluppo delle tecnologie per la cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica”, spiega Snam.

LE AMBIZIONI A LIVELLO EUROPEO

La società si è posta l’obiettivo di essere leader globale nelle infrastrutture per i gas verdi e prima azienda nel proprio settore in Europa con un target di riduzione delle emissioni Scope 3 al 2030 al fine di raggiungere l’obiettivo net zero entro il 2040. “Questi obiettivi risultano in linea con il target di contenimento del riscaldamento globale entro 1,5° C previsto dall’Accordo di Parigi sul clima e rafforzato dal recente patto di Glasgow. Le infrastrutture Snam saranno un fattore abilitante per la transizione energetica e consentiranno all’azienda di contribuire fattivamente alla riduzione generale delle emissioni di gas serra per il sistema. La prospettiva, al 2050, è di trasportare gas interamente decarbonizzato e rendere l’Italia un hub per le energie rinnovabili”.

IDROGENO E BIOMETANO

In aggiunta, Snam è impegnata nel costruire posizioni di mercato lungo la catena del valore sia dell’idrogeno che del biometano e nel contribuire alla transizione energetica anche fornendo servizi di efficienza energetica ai settori residenziale, industriale e della pubblica amministrazione, nonché promuovendo la mobilità sostenibile.

Coerentemente, nel 2020 è stato inserito nello Statuto sociale il corporate purpose di Snam, “Energia per ispirare il mondo”, al fine di riflettere “l’impegno della società a favorire la transizione energetica verso forme di utilizzo delle risorse e delle fonti di energia compatibili con la tutela dell’ambiente e la progressiva decarbonizzazione”.

I FATTORI ESG

I fattori ESG (Environmental, Social, Governance) continueranno ad avere un ruolo centrale nella definizione delle strategie e nella gestione dell’azienda. A tal proposito, Snam ha aggiornato al 2025 la propria “ESG scorecard” su 14 aree con 23 indicatori quantitativi materiali, per fornire agli stakeholder una visione olistica dell’impegno e della crescente sensibilità in ambito ESG, consentendo loro di monitorarne i risultati.

I DATI 2021-2025

Nel periodo 2021-2025 Snam ha previsto 8,1 miliardi di euro di investimenti, in aumento di 700 milioni rispetto ai 7,4 miliardi di euro del piano precedente, con un’accelerazione nello stoccaggio e negli investimenti in progetti green. Il piano prevede la manutenzione, l’ammodernamento e lo sviluppo dell’infrastruttura Snam, investimenti in ottica net zero e un rafforzato impegno nella transizione energetica.

Le attività condotte negli ultimi sei anni per ottimizzare la struttura finanziaria hanno portato a una riduzione del costo medio del debito lordo dal 2,4% del 2016 a un valore medio nel 2021 pari allo 0,8%, grazie alle azioni compiute per cristallizzare il più possibile le favorevoli condizioni di mercato.

“Le aspettative sulla gestione della pandemia da COVID-19 in Italia confermano la progressiva riduzione delle misure restrittive, ferma restando la cautela per la diffusione delle varianti, che potrebbe concretizzarsi in un rallentamento del processo di normalizzazione del contesto economico nazionale e internazionale”, ha concluso Snam precisando che la guidance sull’utile netto 2022 del gruppo, in considerazione dei positivi risultati del 2021 e della riduzione del WACC per il nuovo periodo regolatorio, è confermata a circa 1,1 miliardi di euro, a perimetro costante, assumendo la stabilità del contributo delle consociate austriache, una domanda gas costante e un livello di incentivi output based a 40 milioni di euro.

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