L’amministratore delegato della compagnia petrolifera statale della Siria ha detto che il paese intende fornire delle licenze a diverse aziende energetiche straniere – tra cui l’italiana Eni, la francese TotalEnergies e le statunitensi Chevron e ConocoPhillips – per l’esplorazione delle riserve di idrocarburi.
Secondo Youssef Qablawi della Syrian Petroleum Company, “forse è stato esplorato più di un quarto, o meno di un terzo” delle riserve siriane di petrolio e gas naturale. “Nel paese ci sono molti terreni che non sono stati ancora toccati. Ci sono migliaia di miliardi di metri cubi di gas”, ha detto al Financial Times.
LE DISCUSSIONI CON CHEVRON, TOTALENERGIES ED ENI
La settimana scorsa Chevron ha firmato un accordo con il conglomerato qatariota Power International Holding per l’esplorazione energetica di un tratto di mare (offshore block, in gergo): i lavori dovrebbero iniziare nel giro di due mesi. Un secondo blocco potrebbe venire assegnato a TotalEnergies e all’azienda petrolifera qatariota QatarEnergy, con la possibile partecipazione di ConocoPhillips. Infine, per il terzo blocco sono in corso delle trattative con Eni.
LA SIRIA CERCA INVESTITORI ESTERI (ANCHE RUSSI E CINESI)
La Siria pensa di aver bisogno delle società energetiche straniere per poter sviluppare la propria industria oil & gas, non disponendo in particolare di competenze tecniche nelle operazioni di esplorazione nelle acque profonde. Qablawi ha spiegato che il paese ha già effettuato le mappature di potenziali giacimenti e ha condotto degli studi sismici; ha aggiunto che prossimamente si riunirà con i rappresentanti della compagnia britannica Bp e che è aperto anche agli investimenti russi e cinesi.
IL POTENZIALE PETROLIFERO E GASIFERO DELLA SIRIA
Secondo la società di consulenza Wood Mackenzie, la Siria possiede riserve di petrolio e gas per almeno 1,3 miliardi di barili. Il potenziale più grande è quello offshore, non essendo mai stato esplorato.
I CAMPI PETROLIFERI NEL NORDEST
Interessato ad attirare gli investimenti esteri, Qablawi ha garantito che la Siria è “aperta alle società internazionali”, “sicura” e “tutto è sotto il controllo governativo”. Il governo di Damasco ha riottenuto il controllo dei campi petroliferi nel nord-est del paese, scacciando le forze curde, e ha inviato nella zona circa duemila ingegneri a occuparsi della supervisione delle infrastrutture: a detta del dirigente della Syrian Petroleum Company, la Siria potrebbe raddoppiare la sua produzione di gas, portandola a 14 miliardi di metri cubi al giorno, già entro la fine dell’anno.
Quanto al petrolio, invece, “prima producevano 500.000 barili al giorno, attualmente ne produciamo appena 100.000. Ho visitato il nord-est e la maggior parte dei campi petroliferi sono in cattivo stato: hanno bisogno di importanti interventi di manutenzione”. Qablawi ha spiegato che offrirà i campi già esistenti alle società petrolifere straniere affinché li riqualifichino, e che consentirà loro di reinvestire i ricavi nelle attività di esplorazione in altre aree. “Sarà costoso”, ha ammesso, “ma darò loro qualche pezzo della torta così potranno guadagnarci”.



