Energia

Come Shell si elettrizza con lo scenario sky

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Shell ha presentato ieri a Roma, presso l’ambasciata britannica in Italia, lo scenario energetico “Sky” per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi.

Sky evidenzia come “la decarbonizzazione del sistema energetico mondiale sia un obiettivo molto sfidante che comporta la necessità di ripensare quasi interamente l’economia mondiale entro un lasso di tempo relativamente ristretto”, ovvero entro i prossimi 50 anni.

GLI OBIETTIVI DI SHELL DOPO SKY

Si tratta del terzo scenario messo a punto dalla multinazionale, dopo ‘Oceans’ e ‘Mountains’. E, “diversamente dai precedenti, prende le mosse da obiettivi da raggiungere, tra cui mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi. Il processo di transizione energetica – ha commentato Marco Brun, presidente e amministratore Delegato Shell Italia – si sintetizza in un concetto: la coesistenza di molteplici fonti di energia, che gradualmente si sposteranno verso emissioni sempre minori, ma che appunto possono e devono convivere, specie per i prossimi decenni. Una condizione essenziale questa per affrontare l’epocale sfida energetica che stiamo vivendo”.

FOCUS ELETTRICO

Per quanto riguarda la mobilità elettrica lo scenario “Sky” assume già che entro il 2030 nelle economie avanzate il 100% dei nuovi veicoli sarà elettrico, mentre entro il 2050 circa il 60% dei km percorsi a livello mondiale sarà a trazione elettrica; più difficile invece ambiare il trasporto merci su strada: circa il 60% dei km percorsi sarà “elettrico” entro il 2080. Il processo di elettrificazione dell’economia procede lentamente, con una crescita di soli 2 punti percentuali per decennio, che deve triplicare.

LE TENDENZE

Una delle tendenze più importanti è rappresentata dall’elettrificazione ossia la crescente sostituzione dell’uso diretto di combustibili fossili con l’elettricità. Importante nella sostituzione della benzina per la mobilità. L’elettrificazione si avvia con maggior chiarezza nel sistema di trasporto attraverso iniziative intergovernative ed impegni da parte di paesi e città per eliminare gradualmente le vetture a motore a combustione interna.

CHE COSA DICE SHELL SULLA MOBILITA’

Nel settore della mobilità, Shell ha acquisito NewMotion, “uno dei più grandi network per la ricarica delle auto elettriche in Europa con oltre 100mila colonnine già attive”, un numero che “cresce ogni giorno”, dice il gruppo energetico. Poi continua ad investire nel business tradizionale dei biocarburanti, leader nel mondo, investendo nella seconda generazione “ma anche nel waste-to-fuel, con recenti accordi sia in Canada che in India”.

LE MOSSE DI SHELL SULLE BATTERIE

Shell ha anche acquistato Sonnen, un produttore e installatore di batterie per uso domestico, “che permettono lo stoccaggio ma anche lo scambio tra gli appartenenti al network Sonnen di energia pulita batteria-batteria – conclude- Un’evoluzione interessante per il mercato italiano quando le norme stabilite dai regolatori lo permetteranno”.

L’ANNUNCIO DI BRUN SULL’ELETTRICO

“Tutto ciò è perfettamente coerente con quanto recentemente dichiarato dal gruppo e cioè che il settore elettrico sta diventando sempre più importante nel portafoglio Shell”, ha detto Brun, “l’ambizione è quella di diventare la più grande società elettrica al mondo entro i prossimi 15 anni. Perciò l’evoluzione descritta dallo scenario sky per noi è un’opportunità”.

SISTEMA ENERGETICO ITALIANO IN SKY

“L’Italia fa parte di quel portafoglio di Paesi dove vogliamo sviluppare la parte rinnovabili, in particolare il solare. Spero al più presto di annunciare qualcosa a riguardo, ci stiamo lavorando da alcuni mesi, ma i tempi italiani sono forse un po’ più lenti rispetto ad altre nazioni. Investiamo in Italia” – ha aggiunto Brun – “perché crediamo alle risorse che questo Paese può offrire non solo in termini di idrocarburi ma anche nel settore delle rinnovabili”.

AVANTI CON LE RINNOVABILI?

Per le rinnovabili “l’idea è quella di andare per ‘green field’, ma ciò non significa necessariamente partire da zero ma usare progetti in fase di autorizzazione o autorizzati”, ha precisato Brun. Intanto “per ora in Italia puntiamo al solare per tutte le difficolta’ possa diventare interessante vista la nostra forte presenza nell’eolico offshore”.

LE PROSPETTIVE E LE INCOGNITE

“Il pianeta necessita di spostarsi da una produzione ed un consumo di energia come quello di oggi a energia sempre a minori livelli emissivi ma deve fare anche i conti con una domanda energetica crescente.” – ha continuato Brun – “Il profilo e la forma della transizione nei decenni dipenderà dalle scelte dei consumatori che guidate dalle policy di indirizzo dei governi decideranno attraverso il mercato quale sarà il tipo di energia che maggiormente si svilupperà in futuro”.

FOCUS ITALIA

Per quanto riguarda l’Italia “notiamo che il sistema energetico nazionale dipende per i tre/quarti dalle importazioni e oggi è basato per il 70% da idrocarburi che sono importati al 90%. Questi dati basterebbero da soli a evidenziare la necessità di ottimizzare e spingere sulla produzione energetica nazionale con un mix rinnovabile ma che includa idrocarburi proprio per la loro presenza nel mix energetico per i prossimi decenni. Dipendere per il 90 % dalle importazioni comporta svantaggi economici legati ai maggiori costi ed evidenzia la nostra dipendenza dai mercati esteri e ma anche pone l’accento sui rischi geopolitici e ambientali di muovere queste masse di idrocarburi per essere utilizzate nel paese. La produzione di risorse naturali di cui il Paese non è povero agirebbe in senso opposto sostenendo la crescita economica attraverso investimenti e generazione di lavoro in Italia ma agendo anche in modo sinergico per facilitare la transizione energetica”.

COSA EMERGE DALLO SCENARIO SKY

Per i combustibili fossili, lo scenario delinea i primi segnali di transizione nel decennio 2020. Entro la metà del secolo il mix energetico inizia ad apparire molto diverso, con l’energia solare come fonte di approvvigionamento energetico primario dominante intorno al 2055. Le emissioni di CO2 del sistema energetico raggiungono il picco nella meta’ del decennio 2020 e iniziano a diminuire in seguito.

L’energia eolica e solare possono crescere rapidamente, ma producono principalmente energia elettrica, che ad oggi rappresenta meno del 20% del consumo energetico finale.

Inoltre in Sky sono apportati cambiamenti significativi in tutti i settori di produzione di gas serra, perché limitarsi alle emissioni derivanti dal settore energetico non sarebbe sufficiente per il raggiungimento degli obiettivi climatici globali. Secondo l’analisi, nel 2070 il sistema energetico risulterebbe a zero emissioni nette, con l’uso di energia fossile dimezzato e in calo e con le emissioni di CO2 gestite attraverso la tecnologia diretta di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica.

Insomma, conclude Shell, “le azioni per rispettare gli impegni di Parigi sono di portata planetaria e generazionale, dovranno avvenire in maniera decisa ma al tempo stesso gradualmente, e vedranno per molto tempo coesistere tutte le fonti di energia disponibili”. Se si vuole limitare veramente il livello di CO2 in atmosfera “occorre rivoluzionare non solo il mondo dell’energia, ma i molti settori ad essa connessi, fino alle più quotidiane abitudini di ogni cittadino”.

I SETTE GRANDI PASSI IN AVANTI

Ecco in dettaglio i punti di ‘Sky’ che da qui al 2070 propone “sette grandi passi avanti” come condizioni di successo per il raggiungimento degli obiettivi climatici di Parigi:

1. Un cambiamento nella mentalità del consumatore: le persone scelgono di preferenza opzioni a basse emissioni di anidride carbonica e ad alta efficienza per soddisfare le proprie esigenze energetiche.

2. Un’accelerazione nell’efficienza dell’uso dell’energia, che si traduce in maggiori benefici rispetto alle tendenze storiche.
3. Meccanismi di determinazione del prezzo della CO2 che sono adottati dai governi a livello globale nel corso del decennio 2020, portando ad un costo significativo della CO2 integrata nei beni e servizi di consumo.

4. Il tasso di elettrificazione dell’energia finale è più che triplicato, con la produzione di elettricità globale che raggiunge un livello pari a quasi cinque volte quello odierno.

5. Nuove fonti di energia registrano un aumento fino a cinquanta volte, con l’energia primaria derivante da fonti rinnovabili che nel decennio 2050 eclissa i combustibili fossili.

6. Sono realizzate circa 10mila grandi strutture di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica (Carbon capture and storage- Ccs), rispetto alle meno di 50 operative nel 2020.

7. Si raggiunge il livello zero di deforestazione netta. Inoltre, la riforestazione di un’area delle dimensioni del Brasile offre la possibilita’ di limitare il surriscaldamento a 1,5 gradi.

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