Energia

Energia solare, come procede la gara di Eni, F2i ed Enel per comprare Rtr

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Le aziende che si sono defilate e quelle rimaste in gara per rilevare gli asset fotovoltaici di Rtr Rete Rinnovabile. Articolo di Giusy Caretto


La partita per gli asset fotovoltaici di Rtr Rete Rinnovabile entra nel vivo: è conto alla rovescia per l’arrivo delle offerte vincolanti. In corsa ci sarebbero i big dell’energia, tra cui Eni ed Enel, mentre A2a ha scelto di ritirarsi dai giochi dopo aver analizzato il dossier.

L’ASTA

Rtr è il primo operatore indipendente del solare in Italia, possiede 132 impianti fotovoltaici distribuiti capillarmente sulla penisola italiana: nata alla fine del 2010, la società nel 2011 rileva impianti da Terna e poi da Sorgenia, per un totale di 240 megawatt. Grazie ad ulteriori acquisizioni, Rtr nel 2017 raggiunge i 332 megawatt, che vengono messi tutti all’asta per volontà del private equity internazionale Terra Firma, proprietario degli asset fotovoltaici. L’operazione vale 1,2-1,3 miliardi di euro.

CHI E’ IN CORSA PER RTR

Erg e il fondo canadese Aimco sembra che non siano passati alla seconda fase della procedura svolta da Terra Firma, mentre ad essere stati “promossi” sono Tages, Sonnedix ed Eni, che agirebbe in cordata con l’utility qatarina Nebras Power, che fa comunque riferimento a Qatar Holding.

A far parte ancora dei giochi (come favorita tra l’altro) ci sarebbe EF Solare Italia, joint-venture paritetica tra Enel Green Power ed F2i, assistita da Barclays. Se il gruppo dovesse aggiudicarsi Rtr, Enel-F2i possono avvicinare il target industriale di 1 GW e affermare una leadership di mercato. Ad oggi EF Solare Italia sfiora i 400 MW.

E CHI ESCE DAI GIOCHI

Anche A2a era passata alla fase successiva, ma ha deciso di ritirarsi dalla corsa per Rtr a pochi giorni dalla presentazione delle offerte vincolanti.

“Abbiamo valutato il dossier Rtr. Ci è sembrato che ci fossero degli elementi non pienamente soddisfacenti per un soggetto che voleva svolgere un ambizioso ruolo industriale e quindi abbiamo deciso di accantonare per il momento il dossier”, ha dichiarato l’ad della multiutility lombarda, Valerio Camerano.

L’addio di A2a non significa una rinuncia da parte dell’azienda agli asset rinnovabili in generale. “Restiamo interessati allo sviluppo nelle rinnovabili e quindi guarderemo con attenzione ad altre opportunità che arriveranno”, ha aggiunto Camerano a margine della Mediobanca Italian Ceo Conference.

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