Energia

Ecco perché il cavo WesternLink rischia di affondare i conti di Prysmian

di

Prysmian

Tutti i dettagli sull’impatto contabile del caso WesternLink per Prysmian

Profondo rosso per Prysmian. I problemi al cavo WesternLink, il collegamento sottomarino ad alta tensione diretta tra Scozia e Inghilterra (committente National Grid) per trasportare energia rinnovabile, affondano il titolo in borsa, che ieri è stato sospeso per eccesso di ribasso.

La questione potrebbe avere impatti sia finanziari che strategici per l’azienda, tanto che gli esperti di Banca Akros sono stati costretti a tagliare il target price. Ecco tutti i dettagli.

IL TONFO IN BORSA

Partiamo dalla cronaca. Nella giornata di ieri, il titolo Prysmian ha subito un tonfo dell’8,19% a 14,96 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso in avvio di seduta. La performance è risultata essere la peggiore della giornata al FTSEMib.

LE MOTIVAZIONI

Il crollo in Borsa è dovuto all’annuncio del consiglio di amministrazione dell’azienda che crede “opportuno riesaminare il bilancio 2018 approvato e revocare la convocazione dell’assemblea del 17 aprile”, a seguito dei nuovi problemi relativi al collegamento sottomarino WesternLink e di recenti richieste di risarcimento danni pervenute da alcuni clienti conseguenti alla decisione dell’aprile 2014 della Commissione Europea per presunte condotte anticoncorrenziali.

Come scrive il Sole 24 Ore, tecnicamente, non ci sarebbe nessun problema, dal momento che l’azienda è libera di rivedere il bilancio caricando dei costi riconducibili a una competenze dell’anno passato, prima dell’approvazione dei soci.

L’IMPATTO ECONOMICO

L’impatto sui conti potrebbe essere quantificato tra 60 e 80 milioni di euro, a livello di Ebitda rettificato 2018.

L’INCERTEZZA

Ma niente è certo. I conti sono forfettari e la società ha calcolato un impatto prudenziale, lasciando intravedere la possibilità di nuovi ed importanti problemi.

“Se si tiene conto che le stime indicano che ogni singolo intervento ha un costo di 25 milioni, vuol dire che ci sarà la copertura per un altro paio di riparazioni di entità simile”, ha affermato Monica Bosio, head equity research di Intesa Sanpaolo.

TAGLIATO IL MARKET PRICE

Il crollo in borsa non è l’unica cattiva notizia per Prysmian.

Gli analisti di Banca Akros, visto il clima di incertezza che si respira, ritengono che tutto questi possa avere impatti sia finanziari che strategici per l’azienda e hanno tagliato da 22 euro a 16,5 euro il target price sulla società, modificando il giudizio da “Accumulate” a “Neutrale”.

Anche Banca IMI è convinta che i numerosi problemi di WesternLink possano avere un grande impatto sulla redditività operativa dell’azienda e ha posto in revisione il giudizio e il target price sul titolo.

LA SITUAZIONE SI RIPETE

Prysmian, già lo scorso anno, ha fatto i conti con accantonamenti complessivi per 95 milioni di euro a causa dei diversi problemi con WesternLink. E anche lo scorso anno il clima era di incertezza: l’impatto è stato rivisto in tre momenti diversi dell’anno.

PER PRYSMIAN SI METTE MALE?

Quel che è peggio è che il vantaggio tecnologico di Prysmian che, almeno inizialmente, la faceva sembrare avvantaggiata rispetto ad altri concorrenti per le commesse future sembra svanire completamente, come si legge sul Sole 24 ore.

“Il progetto WesternLink si basa su una tecnologia innovativa che nel breve termine non verrà più utilizzata: questo vuol dire che nelle gare per futuri progetti Prysmian andrà a gareggiare con tecnologie più consolidate e quindi non potrà contare sul comprovato vantaggio tecnologico: la competizione con gli altri gruppi del comparto sarà quindi principalmente sul prezzo”, ha affermato Alessandro Tortora di Mediobanca Securities.

ADDIO A VIKING LINK?

In pratica, tutto questo si potrebbe tradurre nella perdita della commessa di Viking Link che dovrebbe assegnare a breve proprio lo stesso committente, National Grid, e che avrebbe valore di di incirca 800 milioni secondo gli analisti.

COSA E’ WESTERN LINK

Il progetto Western Link è stato acquisito da Prysmian nel 2012 per un valore di 800 milioni da National Grid/Scottish Power ed è eseguito in collaborazione con Siemens (qui maggiori dettagli).

La società Prysmian “sta fornendo una completa gamma di servizi chiavi in mano per il collegamento HDVC fra la Scozia e l’Inghilterra: dalla progettazione e dalla produzione all’installazione, ai test, fino alla messa in funzione”, spiega l’azienda. La posa dei cavi è stata completata con la nave posacavi Giulio Verne.

PROGETTO INNOVATIVO

Come si legge sul sito dell’azienda, il cavo utilizza la tecnologia PPL, stabilisce un record in termini di tensione (600 KV) e vanta una capacità di trasmissione attualmente senza eguali per sistemi a lungo raggio di 2200 MW.

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