Energia

Tutti gli schizzi di petrolio fra Stati Uniti e Iran

di

Iran Petrolio Eni, Bp, Shell, Chevron
L’articolo di Francesca Gerosa, giornalista di Mf/Milano Finanza, sulle ultime novità che riguardano il mercato e i prezzi del petrolio

Preoccupano le scorte di greggio al top dal 2008 e il calo delle esportazioni dell’Iran. L’Energy Information Administration ha riportato ieri un aumento più consistente del previsto delle scorte settimanali di petrolio greggio Usa, +6,8 milioni di barili. +3,7 milioni il dato riportato dall’Api all’inizio di questa settimana.

IL CONSENSUS SUL PETROLIO

Quello pubblicato ieri è risultato ben al di sopra del consenso che stimava un -2,5 milioni di barili. Ciò è dovuto a un sostanziale aumento delle importazioni (+9,4 milioni di barili), in particolare dall’Arabia Saudita, che hanno raggiunto il livello più alto da maggio 2017.

I NUMERI DELL’EIA

L’EIA ha, inoltre, registrato un calo delle scorte di benzina (-0,7 milioni contro la stima del consenso di -0,3 milioni), principalmente sostenute dalle maggiori esportazioni, poiché la domanda interna è rimasta al di sotto dei livelli del 2017. Mentre quelle di distillati sono risultate più altie del previsto (+1,2 milioni di barili contro 0,8 milioni).

IL DOSSIER SCORTE

Complessivamente, le scorte di crude oil e di prodotti petroliferi sono aumentate di 17 milioni di barili “che rappresenta l’aumento più elevato dal 2008”, sottolineano gli analisti di Mediobanca Securities. Nel frattempo, le lavorazioni di raffineria sono aumentate fino a 18 milioni di barili al giorno, con tassi di utilizzo fino al 98,1%, che è il livello più alto visto negli ultimi due decenni.

CHI AUMENTA LA PRODUZIONE

L’EIA ha anche registrato un aumento della produzione di petrolio greggio negli Usa di 100mila barili al giorno a 10,9 milioni di barili al giorno a causa della fine della prevista manutenzione in Alaska. Infine, Bloomberg ha completato un sondaggio sulle petroliere che hanno caricato oro nero in Iran nelle prime due settimane di agosto. L’indagine ha evidenziato un calo delle esportazioni di greggio del 30% a 1,56 milioni di barili da 2,21 milioni di barili al giorno. Ciò è evidente anche nelle esportazioni di petrolio verso l’India che si sono quasi azzerate.

IL REPORT DI MEDIOBANCA

Così ieri la crescita superiore al previsto delle scorte ha portato i prezzi del petrolio al livello più basso da aprile (oggi il Wti si limita a un +0,01% a 64,54 dollari al barile). “Questo sottolinea la nostra preoccupazione che l’Opec possa aver iniziato ad aumentare la produzione troppo presto, in particolare alla luce di un potenziale rallentamento della crescita della domanda di petrolio a seguito della svalutazione delle valute dei mercati emergenti, mentre si prevede che la produzione di petrolio greggio negli Usa tornerà a crescere con forza prima di fine anno”, avvertono gli analisti di Mediobanca.

SCENARI E PREVISIONI

I timori di un eccesso di offerta potrebbero essere alleviati, se le esportazioni di petrolio dell’Iran diminuissero ulteriormente, in seguito all’imposizione delle nuove le sanzioni statunitensi. Sebbene i dati preliminari suggeriscano un calo del 30% delle spedizioni petrolifere dall’Iran, “siamo consapevoli della volatilità dei dati bisettimanali. Poiché le posizioni speculative sui contratti petroliferi future restano prossime al massimo storico, continuiamo ad aspettarci una maggior volatilità nella seconda parte dell’anno. La nostra previsione sul prezzo del Brent a lungo termine è pari a 65 dollari al barile”.

(articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza)

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