Energia

Petrolio, ecco come Bp, Petroteq e Shell usano la blockchain

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Blockchain

Come le grandi major si stanno attrezzando per competere nel mercato globale per garantire maggiore efficienza e produttività a costi più bassi. L’approfondimento di Sebastiano Torrini

Per molto tempo l’industria petrolifera è rimasta uguale a se stessa. Ma ora la nuova tecnologia della blockchain si è ufficialmente inserita nel mondo del petrolio e del gas e ha prodotto la sua rivoluzione, più o meno come sta avvenendo per ogni altro settore economico, sia esso immobiliare, marittimo, bancario o sanitario. In realtà l’adeguamento del settore degli idrocarburi al fenomeno della blockchain è stato fin troppo lento se si considera che questa industria ha sempre utilizzato la tecnologia per ridurre i costi di breakeven ai minimi storici, creare giganteschi impianti di perforazione gestiti da robot, e persino sfruttare riserve situate a 10 miglia sotto il mare.

INDUSTRIA ENERGETICA GIA’ IN MANO AL DIGITALE

fintechSecondo un rapporto del World Economic Forum del 2017, la trasformazione digitale ha già modificato per sempre l’industria energetica. Ma ora la blockchain sta compiendo un ulteriore passo avanti: grandi aziende come BP e Shell fanno notizia per la loro intenzione di utilizzare la tecnologia blockchain per trasformare completamente il modo in cui l’energia viene acquistata e venduta. Mentre i player di settore più piccoli ma con grandi ambizioni, come per esempio la canadese Petroteq, si stanno preparando a rivoluzionare potenzialmente ogni operazione petrolifera sul pianeta. L’azienda canadese potrebbe utilizzare le nuove tecnologie per sfruttare nuove e massicce riserve di energia, come le sabbie bituminose dello Utah, riducendo drasticamente il rischio ambientale. Con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha pianificato un programma infrastrutturale da mille miliardi di dollari, le possibilità di migliorare i sistemi americani di sfruttamento delle riserve di petrolio e gas in tutto il paese sono immense. L’integrazione della blockchain nella gestione delle linee di fornitura e nella logistica, infatti, potrebbe ridurre drasticamente i costi.

LE MAJOR E LA BLOCKCHAIN

Le major si stanno dunque, svegliando attorno al fenomeno della blockchain. BP ha iniziato a sperimentare questa tecnologia lo scorso anno. David Eyton, responsabile tecnologia di BP, ha osservato: “Ci sono usi per la blockchain che ci possono dare un vantaggio competitivo”. Nel programma pilota l’azienda ha iniziato a lavorare con Eni e l’austriaca Wien Energie su una piattaforma di trading che utilizza, appunto, la blockchain. A novembre, BP si è unita a un consorzio di altri operatori del settore come Shell e Statoil, oltre ad alcune aziende di materie prime quali Gunvor, Koch Supply & Trading e Mercuria, con il sostegno finanziario di ABN Amro, ING e Societé Generale. “Il settore della finanza delle materie prime è per sua natura ostacolato da inefficienze e procedure superate – ha ammesso Patrick Arnaud, Managing Director per Trade & Commodity Finance di ING -. Applicando la tecnologia blockchain, ci aspettiamo di poterne eliminare molte, rendendo il processo globale più veloce ed economico”. La Royal Dutch Shell sta facendo un ulteriore passo avanti, investendo in una partecipazione di minoranza nell’avviamento della start up Applied Blockchain. L’azienda ha creato piattaforme in una vasta gamma di settori tra cui telecomunicazioni, industria manifatturiera e altro ancora. petrolio

LA PETROTEQ E LA BLOCKCHAIN APPLICATA A GAS E PETROLIO

Tra le aziende che stanno rivoluzionando il settore, una delle più attive è proprio Petroteq. Dopo aver brevettato una tecnologia per lo shale oil, si è posta l’ obiettivo di rinnovare completamente i protocolli di gestione della supply chain del settore, inefficienti e soggetti ad errori. Petroteq è stata recentemente citata da Geoffrey Cann, direttore di Deloitte ed esperto di petrolio e gas, come concorrente per le tecnologie blockchain nel campo dell’energia. Ma come si inseriscono aziende come questa all’interno del complicato risiko del mercato degli idrocarburi? Petrolio e gas sono iniziative globali in cui i combustibili vengono gestiti, ordinati, trasportati e distribuiti attraverso molteplici canali in tutto il mondo. Quando le cose vanno male, la produttività rallenta, i livelli di produzione diminuiscono e il carico si perde. Ciò significa che miliardi di profitti vengono potenzialmente tolti dal tavolo. Con lo sviluppo di nuove fonti di energia come lo shale gas, lo shale oil, il greggio estratto dalle sabbie bituminose e il gas estratto dal carbone, oggi è più importante che mai ripensare le filiere tradizionali. Questa è la strada intrapresa da Petroteq. E con l’aiuto della tecnologia blockchain, l’azienda si sta posizionando come leader in questa corsa cercando di rimodellare il settore. Dalla perforazione, ad un prodotto finito a base di petrolio e a tutto quello che c’è nel mezzo, Petrobloq mira a tracciare, monitorare e tenere da conto di ogni goccia di petrolio su una blochchain trasparente, immutabile e sicura.

Il primo membro del consorzio Petrobloq è la seconda società dell’America Latina nel settore dell’energia, la Pemex che ha fatto notizia come prima società petrolifera a livello mondiale a consentire l’utilizzo di criptomonete come opzione di pagamento nelle stazioni di servizio. Utilizzando la tecnologia di Petroteq, la compagnia petrolifera messicana diventerà una delle più grandi società non quotate al mondo a introdurre una piattaforma di gestione della supply chain attraverso blockchain. Uno sforzo che porterà i processi di Pemex dalla produzione alla vendita ad un livello completamente nuovo, aprendo una nuova era di efficienza e redditività. In sostanza il tempo necessario a realizzare e far funzionare un accordo sarà notevolmente ridotto. E forse, aspetto ancora più importante, si ridurranno i costi del settore.

petrolioLA BLOCKCHAIN LA PIÙ GRANDE ALLEATA DEGLI STATI UNITI

La tecnologia e le innovazioni di aziende come Petroteq saranno di grande aiuto per paesi, come gli Stati Uniti, che hanno deciso di investire miliardi nelle infrastrutture. L’amministrazione Trump ha fatto della questione energetica una priorità assoluta. E proprio le sabbie bituminose dello Utah svolgeranno un ruolo enorme nel far progredire il futuro dell’energia americana. In tale ambito Petroteq ha la tecnologia per sbloccare in pieno il potenziale di questi giacimenti con i loro 32 miliardi di barili di petrolio stimati. A differenza delle costose e “sporche” sabbie bituminose del Canada, Petroteq è in grado, infatti, di sfruttare quelle americane in modo economico e rispettoso dell’ambiente, grazie alla sua tecnologia. Una volta che i campi dello Utah saranno in grado di produrre, inoltre, le importazioni statunitensi di greggio dall’estero, già oggi in declino, potrebbero finire del tutto. Insomma, dalle major petrolifere come BP e Shell, ai più piccoli innovatori come Petroteq, si prevede che l’industria petrolifera e del gas, grazie all’uso innovativo di nuove tecnologie, sbloccherà un enorme potenziale.

PETER WARD SU ENIDAY: ATTRAVERSO LA TECNOLOGIA, LE AZIENDE POSSONO AUMENTARE LA PRODUTTIVITÀ E RIDURRE I COSTI

Come scrive Peter Ward su Eniday “i benefici delle tecnologie digitali per l’industria Oil & Gas sono abbastanza evidenti. Attraverso la tecnologia, le aziende possono aumentare la produttività, rendere le loro operazioni più sicure e ridurre i costi. La digitalizzazione dei processi nell’Oil & Gas presenta sfide maggiori rispetto ad altri settori industriali. Ciò è dovuto in parte al costo della modernizzazione dei sistemi esistenti e anche alla natura stessa del sistema infrastrutturale critico, che deve essere sempre protetto dagli attacchi informatici e dagli hacker. Tuttavia, le compagnie di Oil & Gas stanno trovando il modo di accelerare l’implementazione delle nuove tecnologie”.

Secondo un rapporto di Deloitte Insights, si legge ancora su eniday.it, esistono 10 fasi di digitalizzazione per il settore Oil & Gas. Queste sono suddivise in tre fasi, la prima delle quali consiste nel digitalizzare i processi fisici, quali l’aggiunta di sensori nelle apparecchiature per l’acquisizione dei dati e la meccanizzazione dei processi. La seconda fase è quella in cui le aziende cominciano a migliorare l’utilizzo dei dati acquisiti dai sensori e ad integrare i cambiamenti scaturiti dai dati. La tecnologia in questa fase include l’analisi di Big Data, “wearable technology”, workstation interattive e processi decisionali ampliati. Secondo Deloitte, la fase finale dovrebbe essere quella di fare in modo che la digitalizzazione diventi tangibile.

Deloitte sostiene che l’automazione e la virtualizzazione possono portare l’industria a un nuovo livello di produttività. Il rapporto invita le imprese Oil & Gas a effettuare quanto prima il cambio di marcia verso la digitalizzazione. “È tempo di agire. Sebbene il passaggio al digitale sia diventato ormai la norma, ha senso che le aziende O&G colgano ora questa opportunità per aumentarne l’impatto, soprattutto nell’attuale contesto di mercato dove si richiedono nuovi modelli di costi operativi e di capitale”, si legge nella ricerca. Per coloro che prevedono all’orizzonte un abbassamento del prezzo del petrolio, il messaggio è chiaro: la digitalizzazione deve avvenire ora. “La realtà è cambiata – attendere un significativo recupero dei prezzi potrebbe richiedere un vasto intervallo di tempo”, ha dichiarato Andrew Slaughter, direttore esecutivo del Deloitte Center for Energy Solutions, Deloitte Services LP alla fine del 2017. “Probabilmente mai come ora sono le aziende che producono a basso costo le vincenti. Il punto è che le imprese dovrebbero concentrarsi sul controllo dei costi e sull’efficienza operativa. La digitalizzazione è probabilmente la prossima frontiera di questa nuova pratica, in grado di assicurare nuova efficienza, riduzione dei costi e produttività”. “Prevedere il futuro del prezzo del petrolio può essere estremamente difficile – conclude Ward -. Ma non importa se i prezzi salgono o precipitano vertiginosamente, la digitalizzazione del petrolio e del gas aiuterà l’industria a diventare più efficiente e sicura, e questa è una buona cosa a prescindere dal fatto che si abbia o meno molto denaro”.

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