Energia

Perché Usa ed Egitto sbuffano contro le esplorazioni di gas e petrolio della Turchia vicino Cipro

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L’approfondimento di Alessandro Sperandio

Tensioni in aumento nel Mediterraneo Orientale. Gli Stati Uniti hanno lanciato un avvertimento alla Turchia per l’avvio di una serie di perforazioni di petrolio e gas vicino l’isola di Cipro. Lo stesso ha fatto l’Egitto che teme un’escalation nella regione.

GLI USA ALLA TURCHIA: STOP A PROVOCAZIONI, RISORSE VANNO CONDIVISE

L’amministrazione Trump ha esortato la Turchia a fermare le perforazioni di petrolio e gas al largo delle coste dell’isola di Cipro. “Questo passo provocatorio solleva tensioni nella regione – ha detto il Dipartimento di Stato -. Continuiamo a credere che le riserve di petrolio e gas dell’isola, come tutte le sue risorse, debbano essere equamente condivise tra le due comunità nel contesto di un accordo globale”. Pertanto “esortiamo le autorità turche a fermare queste operazioni incoraggiando le parti ad agire con moderazione e ad astenersi da azioni che aumentano le tensioni nella regione”.

DALLA TURCHIA NESSUN COMMENTO

Al momento la Turchia non ha commentato la presa di posizione statunitense né quella egiziana che pure ha condannato l’inasprirsi delle tensioni nel Mediterraneo orientale chiedendo di “rispettare e attuare il diritto internazionale”.

IL CAIRO CONDANNA LE AZIONI DI ANKARA

La scoperta di enormi riserve di gas nella zona ha infatti scatenato una corsa alle trivellazioni sottomarine, scatenando una disputa tra Turchia e Cipro. Il Cairo ha espresso preoccupazione per “l’insistenza della Turchia a continuare con misure unilaterali che aumentano le tensioni nella regione del Mediterraneo orientale”, ha riferito l‘Afp.

DUE NAVI IN AZIONE NELLA ZONA. LA UE: STOP, PENA SANZIONI INTERNAZIONALI

La nave Fatih di Ankara è entrata nella zona economica esclusiva di Cipro ovest a maggio e ha iniziato a perforare, mentre una seconda nave – la Yavuz – è stata utilizzata il mese scorso per cercare petrolio e gas a est. Anche l’Unione Europea si è fatta sentire giudicando l’ultima mossa della Turchia una “escalation inaccettabile”, avvertendo Ankara di fermare le sue attività “illegali”, pena l’irrogazione di sanzioni internazionali. All’inizio del mese, Cipro aveva dichiarato di aver avviato procedimenti giudiziari contro tre imprese accusate di sostenere l’esplorazione illegale turca di petrolio e gas nelle sue acque, emanando una serie di mandati di arresto per l’equipaggio di Fatih, accusato di aver violato il territorio sovrano della repubblica.

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