Energia

Perché Saipem chiude in rosso

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saipem

Tutti i conti 2018 di Saipem

 

Saipem archivia un 2018 in rosso, ma i conti sono migliori delle attese. Inoltre, il gruppo festeggia a Piazza Affari l’ipotesi di una rapida chiusura dell’arbitrato sull’annullamento per il contratto South Stream.

LA PERDITA

L’esercizio di Saipem termina con una perdita di 472 milioni di euro, su cui pesano però svalutazioni e oneri per riorganizzazione per complessivi 497 milioni. Senza poste straordinarie, il risultato adjusted è di 25 milioni.

I RICAVI

I ricavi si attestano invece a 8,5 miliardi, a fronte degli 8,9 miliardi del 2017, e l’Ebitda adjusted è di oltre 1 miliardo.

GLI ORDINI

Crescono anche i nuovi ordini, che salgono a 8,7 miliardi di euro a fronte dei 7,3 miliardi messi in cascina nel 2017.

LA ATTESE PER IL 2019

Per il 2019, inoltre, il gruppo vede ricavi in aumento a circa 9 miliardi di euro, un Ebitda adjusted di oltre il 10% e un debito in calo a circa 1 miliardo da 1,159 milioni a fine dicembre.

L’ANALISI DEL SOLE 24 ORE

Gli analisti hanno però mostrato di apprezzare soprattutto tre elementi, secondo il Sole 24 Ore: “I nuovi ordini pari a 8,7 miliardi (+18,3%); il livello del debito, meglio delle attese, pari a 1,15 miliardi, in calo di 137 milioni sul 2017 e che la società conta di portare a circa un miliardo per fine 2019 in base alle guidance comunicate ieri, che prevedono altresì ricavi per circa 9 miliardi, una marginalità adjusted superiore al 10% e investimenti tecnici per 500 milioni (485 milioni il dato del 2018)”.

CHE COSA DICONO GLI ANALISTI

Barclays, Bernstein e SocGen parlano di conti “forti” e “molto solidi” nel 2018 e pongono l’accento sui ricavi e l’abbassamento del debito netto, mentre Jefferies e Citi lodano la guidance 2019 “migliore delle attese”. Morgan Stanley, inoltre, sottolinea il “positivo” impatto che avrebbe un accordo con Gazprom su South Stream.

IL COMMENTO DI CAO

“I risultati dell’esercizio 2018 sono oltre le aspettative: la guidance ampiamente confermata, l’Ebitda superiore alle previsioni e l’indebitamento netto in calo anche grazie alla generazione di cassa”, ha commentato l’amministratore delegato Stefano Cao.

DOSSIER SOUTH STREAM

“Siamo – ha sottolineato Cao – in una fase promettente del negoziato con South Stream Bv finalizzato alla definizione amichevole dell’arbitrato, transazione che potrebbe avvenire già entro la fine di marzo 2019”. In conference call con i giornalisti, il capo azienda ha evidenziato che i termini dei negoziati restano “assolutamente riservati”, ma l’arbitrato potrebbe essere risolto in parte in cash e in parte con collaborazioni commerciali con Gazprom.

LA CONTROVERSIA CON GAZPROM

La controversia con il gigante russo è iniziata a novembre 2015, quando Saipem ha depositato la domanda di arbitrato contro la società South Stream Transport Bv presso l’International Chamber of Commerce di Parigi dopo lo stop alla costruzione del gasdotto deciso da Gazprom a fine 2014. La richiesta danni di Saipem era stata inizialmente di 759,9 milioni, poi ridotta a 644,6 milioni. Inoltre, sugli altri dossier, Cao sottolinea che Saipem sta valutando “tutte le opzioni disponibili” sulla strategia per il drilling. Nonostante i conti oltre le attese, l’a.d. si mostra cauto sul dividendo.

“Sarà discusso nelle sedi e nei momenti giusti”, spiega Cao, che aggiunge ancora che al momento la società non ha alcuna necessità di finanziarsi sui mercati. “Abbiamo una struttura del debito che, nei prossimi due anni, non richiede alcuna necessità di fare un bond”, spiega Cao, aggiungendo che un eventuale ‘green bond’ sarebbe emesso solo se ci fossero “finestre di opportunità”.

APPROFONDIMENTO SUL RISULTATO NETTO DI SAIPEM (estratto dal comunicato stampa):

Il risultato netto, negativo per 472 milioni di euro, sconta rispetto al risultato netto adjusted i seguenti
special items:

– svalutazioni di immobilizzazioni materiali e immateriali per 343 milioni di euro derivanti
principalmente dal test di impairment;

– svalutazioni di circolante e accantonamento costi per 109 milioni di euro in relazione ad alcuni
giudizi pendenti da tempo su progetti ormai conclusi, derivanti dall’attività di periodico
monitoraggio legale dell’evoluzione del complessivo contenzioso; la voce include anche l’importo
di 38 milioni di euro, quale accantonamento effettuato dalla Società a seguito della sentenza
pronunciata il 19 settembre 2018 dal Tribunale di Milano (sezione IV penale) ed avente ad oggetto
fatti di reato asseritamente commessi in Algeria fino al giugno 2011 in relazione ad alcune
commesse completate da tempo. L’importo già stanziato al 30 settembre 2018 comprende:

i) la sanzione pecuniaria di 0,4 milioni di euro, stabilita dal Tribunale di Milano a carico di
Saipem quale asserita responsabile dell’illecito amministrativo di cui agli artt. 5, 6, 7 e 25
commi 3 e 4 ai sensi del D. Lgs. 231/2001 con riferimento al reato di corruzione
internazionale; e
ii) la somma di 38 milioni di euro pari alla differenza tra l’importo della confisca disposta dal
Tribunale di Milano (pari a circa 197 milioni di euro) e l’importo del sequestro preventivo
finalizzato alla confisca (pari a complessivi circa 160 milioni di euro) disposto da tempo dal
GUP del Tribunale di Milano ed eseguito nei confronti di alcune persone fisiche – diverse dalla
Società – tutte condannate con la sentenza del 19 settembre 2018.

La decisione del Tribunale di Milano non è esecutiva. Saipem il 1 febbraio 2019 ha impugnato la
decisione del Tribunale dinanzi alla Corte di Appello di Milano. Una dettagliata informativa sul
procedimento Algeria è contenuta nella Relazione Finanziaria Semestrale 2018 della Società,
disponibile sul sito internet di Saipem;
– oneri da riorganizzazione per 45 milioni di euro.
Nel corrispondente periodo del 2017, il risultato netto, negativo per 328 milioni di euro, scontava rispetto
al risultato netto adjusted i seguenti special items:
– svalutazione di asset per 252 milioni di euro;
– oneri derivanti dalla definizione di controversie tributarie per 79 milioni di euro;
– oneri da riorganizzazione netti per 43 milioni di euro.

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