Energia

Nord Stream 2, la Russia tenta la terza via per passare in Danimarca

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Che cosa succede al Nord Stream 2?

Il consorzio Nord Stream 2 Ag, operatore del progetto per la costruzione dell’omonimo gasdotto, sceglie “la terza via” per completare il tracciato della sua opera che porterà gas russo direttamente in Germania. Visti i ritardi delle autorità danesi a rilasciare i permessi di transito per il posizionamento dei tubi nelle acque territoriali – i russi hanno presentato due richieste con rotte alternative – arriva una terza proposta, suggerita da Copenaghen: quella di far passare la pipeline nella zona economica esclusiva, a sud dell’isola di Bornholm.

SONO PASSATI DUE ANNI DALLE RICHIESTE A COPENAGHEN

“Ad oggi sono passati più di due anni dalla richiesta del primo permesso alle autorità di Copenaghen. Abbiamo avanzato una richiesta per una terza rotta a sud dell’isola di Bornholm”, si legge in una nota del Consorzio. Alla fine di marzo, la stessa Danimarca aveva offerto a Nord Stream 2 AG di prendere in considerazione questa opzione del tracciato, in aggiunta alle altre due, per la cui costruzione la società aveva già presentato domanda.

L’AZIENDA PUNTA IL DITO CONTRO LA DANIMARCA

La società ha sottolineato che le azioni portate avanti dalla Danimarca “non solo minano i principi fondamentali della costituzione danese e del diritto europeo sulle legittime aspettative e certezza del diritto, ma ostacolano anche la libertà di posa dei tubi sottomarini nelle zone economiche esclusive” ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982, ha sottolineato Nord Stream AG che ha parlato “di un tentativo deliberato di ritardare il completamento del progetto”, riferisce Reuters.

PER I DANESI LA “TERZA VIA” LA PIU’ APPROPRIATA DAL PUNTO DI VISTA AMBIENTALE

L’area della terza opzione di tracciato è stata resa disponibile solo di recente, dopo la conclusione di un negoziato di demarcazione con la Polonia. “La nostra valutazione immediata è che questo percorso è più appropriato sulla base di una serie di parametri ambientali e di sicurezza”, ha detto il consulente speciale dell’Agenzia Danese per l’Energia Morten Christensen in risposta alle critiche di Nord Stream 2, secondo quanto riporta Reuters.

TEMPI INCERTI PER L’AUTORIZZAZIONE

Nord Stream 2 prevede di terminare i lavori sul gasdotto entro la fine del 2019, ma gli ostacoli danesi potrebbero ritardare il progetto. L’Agenzia per l’energia della Danimarca ha dichiarato in una nota di non poter dire quanto tempo ci vorrà per il processo di autorizzazione. In ogni caso Copenaghen ha la possibilità di porre il veto all’opzione di tracciato iniziale, dopo aver approvato nel 2017 una legge che potrebbe consentirle di vietare il passaggio del gasdotto nelle sue acque territoriali per motivi di sicurezza. Tuttavia, il veto non può essere applicato per la zona economica esclusiva. Al momento quattro paesi – Finlandia, Svezia, Germania e Russia – hanno già approvato la costruzione del gasdotto.

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