Energia

Nord Stream 2? Una trappola politica per la Germania. Parola del Financial Times

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Il gasdotto Nord Stream 2 priverà l’Ucraina della maggior parte dei 2 miliardi di dollari che guadagna ogni anno in tasse di transito del gas e mette la Germania in una posizione difficile. Sarà ancora vista come vicina fedele?

Il Nord Stream 2 metterà alla prova politica, europea e mondiale, la Germania. Sì, il gasdotto che inizia sotto il Mar Baltico, arriva a terra in Germania, scavalcando l’Ucraina e la Polonia, e finendo al confine austriaco, diventerà un test importante che Berlino dovrà superare. E’ quello che scrive oggi il Financial Times.

Il progetto del raddoppio del Nord Stream 1 ha ricevuto numerose critiche e continua, ancora oggi, a mettere Russia e Usa in competizione. L’America supporta Kiev ed Europa dell’est con il doppio fine di conquistare il mercato del Vecchio Continente. Ma andiamo per gradi.

TUTTI CONTRO IL NORD STREAM 2

La costruzione del Nord Stream 2 priverà l’Ucraina della maggior parte dei 2 miliardi di dollari che guadagna ogni anno in tasse di transito del gas. La questione non è rimasta, ovviamente, nei soli confini ucraini, ma ha attirato critiche anche da parte di Francia, Regno Unito, Svezia e Canada.

Anche una parte dei parlamenti tedeschi ed europei, lo scorso mese, come racconta il Financial Times, hanno firmato una lettera ad Angela Merkel chiedendole di fermare il gasdotto. E la settimana scorsa tutti e tre i candidati a sostituire la signora Merkel come leader del suo partito democristiano si sono schierati contro il gasdotto.

MERKEL: GIUSTO CHE UCRAINA CERCHI ALLINEAMENTO CON EUROPA

La questione ucraina non lascia indifferente nemmeno Angela Merkel, che nei giorni scorsi ha comunque difeso il diritto dell’Ucraina di cercare un allineamento con l’Europa, seppur continua a difendere il gasdotto.

L’INTERESSE AMERICANO

A schierarsi contro il gasdotto è stata anche Washington, che fin da subito ha supportato l’Ucraina. Le critiche che arrivano dal continente americano, però, non sono proprio disinteressate: l’obiettivo di Donald Trump è quello di vendere il gas a stelle e strisce in Europa e per convincere a un cambio di rotta Trump ha detto che la Germania sia “prigioniera” della Russia (importa il 51% del suo gas naturale da Mosca).

UNA PROVA POLITICA

Certo è che se i lavori andranno avanti alla Germania spetterà un ruolo da mediatrice a livello europeo e mondiale. Il gasdotto, infatti, costruito dal gruppo russo Gazprom e co-finanziato da un consorzio di compagnie petrolifere e del gas austriache, francesi, anglo-olandesi e austriache, è interamente di proprietà di Berlino.

E proprio questi farà del Nord Stream un test per capire se la Germania è disposta e in grado di tener fede alla sua pretesa di essere un leader responsabile in Europa: il gasdotto, infatti, mina la coesione europea e la credibilità della Germania come vicino di fiducia.

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