Advertisement
skip to Main Content

Perché i giornaloni tedeschi sbuffano per l’accordo Biden-Merkel sul Nord Stream 2

Stampa Tedesca

Non è tenera la grande stampa tedesca con il governo Merkel dopo l’accordo sul Nord Stream 2 con gli Stati Uniti. Ecco perché. L’articolo di Pierluigi Mennitti da Berlino

 

Per la Frankfurter Allgemeine Zeitung, “la Germania ha pagato la sua libertà”. Non è tenera la grande stampa tedesca con il proprio governo all’indomani dell’accordo con Washington per il via libera a Nord Stream 2, il raddoppio del gasdotto sotto il Baltico tra Russia e Germania. Dopo anni di conflitti e pressioni, Joe Biden e Angela Merkel hanno trovato il compromesso al primo incontro (e probabilmente l’ultimo). Ieri sono stati resi noti alcuni punti, che di fatto erano già trapelati nelle settimane precedenti, come la costituzione di un fondo finanziario a sostegno della transizione verde dell’Ucraina e l’introduzione di un meccanismo che costringa Berlino a votare sanzioni contro Mosca, nel caso la Russia strumentalizzi il gasdotto per ricattare Kiev.

IL NODO DI PECHINO

Molti osservatori sostengono che siano altre le concessioni che Merkel dovrà fare agli Usa, sul versante dei rapporti con la Cina. Ma dall’autunno la palla passerà a un nuovo governo e non sarà più la cancelliera a gestire la politica tedesca.

Per il momento Merkel incassa il sì americano a un piano non suo, appendice del grande accordo fra Schröder e Putin: per Berlino un puro progetto di natura economica, per Washington un elemento che rafforza la dipendenza energetica dell’Europa e della Germania da Mosca, per Kiev l’anticamera della perdita dei dazi per il transito del gas russo sul suo territorio, per i Paesi dell’Europa centro-orientale una clava in mano a Putin per ingerenze in questa parte del continente. Intanto Putin si congratula con la cancelliera e le navi russe sono pronte a deporre sul fondale gli ultimi chilometri di tubi.

LA STAMPA TEDESCA NON FESTEGGIA

Ma se dal mondo politico governativo arrivano dichiarazioni soddisfatte e sospiri di sollievo, la stampa tedesca in larga parte non festeggia. “I fautori del gasdotto hanno fatto un grande sforzo per sminuire il progetto in una dimensione puramente economica”, scrive la Süddeutsche Zeitung, “ma il fatto che i governi degli Stati Uniti e della Germania abbiano dovuto raggiungere un compromesso ai massimi livelli, dopo difficili negoziati, per disinnescare l’enorme conflitto che circonda il Nord Stream 2 dimostra esattamente il contrario”.

Ancora più dura Die Welt: “I cancellierati di Angela Merkel si chiudono con un regalo, non per lei ma per Vladimir Putin: è lui il maggior profittatore dell’accordo con Biden”. Per la testata ammiraglia del gruppo conservatore Springer, la cancelliera “ha sfruttato lo stato di necessità del presidente americano, che ha bisogno della Germania per l’alleanza contro la Cina, la nuova potenza autoritaria globale”. Ma “è sorprendente come Biden abbia abbandonato l’opposizione al gasdotto senza ottenere nulla di evidente in cambio: Merkel non ha promesso un maggiore impegno per la Nato né maggiore chiarezza verso la Cina”.

Per la Welt, quello “tra Biden e Merkel non è affatto un compromesso, ma una sottomissione degli americani”. Circostanza che evidentemente non solletica il patriottismo del quotidiano berlinese.

“Nonostante l’accordo con gli Usa, per molti non cambia il giudizio che tale progetto sia un esempio del neo mercantilismo tedesco”, aggiunge la Frankfurter Allgemeine Zeitung, “o peggio del suo unilateralismo che non ha riguardi per le obiezioni e le preoccupazioni dei suoi alleati più stretti”. Per il quotidiano di Francoforte, “nonostante tutti i paletti che sostentano l’accordo tra Germania e Usa, Nord Stream 2 resta uno strumento geopolitico del repertorio del Cremlino, che finanzia la sua azione politica in patria e all’estero e consolida la dipendenza energetica tedesca”.

KIEV E VARSAVIA: MINACCIA PER L’EUROPA CENTRALE

Per l’Ucraina si apre una fase di incertezza, per nulla attenuata dalle promesse di fondi per l’energia verde che dovrebbero mitigare la dipendenza da Mosca – energetica, economica e politica. Se la Polonia teme il maggior peso geopolitico di Mosca nella regione est-europea, per l’Ucraina si tratta di vera e propria sopravvivenza finanziaria, dal momento che i dazi sul transito del gas russo coprono gran parte del budget statale. La reazione congiunta dei due Paesi segnala l’allarme che si vive al di là dell’Oder-Neisse. In un comunicato congiunto, i due ministri degli Esteri di Varsavia e Kiev non nascondono la delusione per la scelta americana che “crea una minaccia politica, militare ed energetica per l’Ucraina e l’intera Europa centrale” e “aumenta il potenziale di destabilizzazione della sicurezza europea da parte di Mosca”.

Il via libera al gasdotto non è bilanciato da alcuna garanzia, aggiungono i due ministri, “e le proposte finora annunciate per colmare il deficit di sicurezza non sono sufficienti ad attenuare efficacemente il pericolo rappresentato da nord Stream 2”.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Back To Top

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore