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Cosa succede davvero al gasdotto Nord Stream

Nord Stream

Il governo tedesco non esclude che le fughe di gas dai gasdotti Nord Stream siano un atto di sabotaggio. L’articolo di Pierluigi Mennitti da Berlino

 

n attacco mirato alle infrastrutture e ai mercati europei del gas. Secondo quanto rivelato dallo Spiegel, il governo tedesco non esclude l’attentato dietro alle misteriose fughe di gas che, nell’arco di 24 ore, hanno interessato e messo fuori uso i due gasdotti baltici, Nord Stream 1 e Nord Stream 2. Il secondo, pur completato e riempito di gas, mai entrato in funzione a seguito dell’invasione russa in Ucraina e della conseguente decisione di Berlino di non concedere l’autorizzazione. Il primo ormai di fatto bloccato, dopo che Gazprom aveva sospeso per la seconda volta in poco tempo le forniture adducendo necessità di manutenzione.

TRE FUGHE DI GAS ATTORNO ALL’ISOLA DANESE DI BORNHOLM

Le fughe di gas sono tre, secondo le ricostruzioni più precise che hanno finora fornito le autorità di sicurezza di tre Paesi interessati, Germania, Danimarca e Svezia. La prima, rilevata come le altre da un calo di pressione nelle tubature, è avvenuta sul Nord Stream 2 nella notte tra domenica e lunedì scorsi ed è stata successivamente individuata a sud-est dell’isola danese di Bornholm. L’autorità danese competente aveva di conseguenza emesso nella serata di lunedì un avviso di interdizione della navigazione entro un raggio di cinque miglia nautiche dalla posizione della falla. Ad essere interessato, uno dei due tubi del gasdotto mai entrato in attività.

Le altre due sono invece state rilevate questa mattina sul Nord Stream 1 e sono state annunciate dalla Svezia. L’Autorità marittima svedese ha infatti comunicato di aver lanciato un allarme per due perdite sul gasdotto in acque svedesi e danesi. In questo caso sono interessati tutti e due i tubi che compongono l’infrastruttura. “Ci sono due perdite sul Nord Stream 1, una nelle acque territoriali svedesi e una nelle acque territoriali danesi e sono molto vicine l’una all’altra”, aveva dichiarato un portavoce dell’amministrazione marittima svedese. Le perdite sono state localizzate a nord-est dell’isola danese di Bornholm, hanno poi detto i funzionari.

Il quotidiano danese Jyllands-Posten ha aggiunto che la prima perdita dal Nord Stream 2 è stata scoperta dai jet da combattimento danesi F-16 lunedì, allertati e inviati in volo da Bornholm per fotografare la zona. Sono loro ad aver scoperto che le bolle erano emerse dall’acqua in un punto a sud-est dell’isola. Dunque tutto ruota attorno all’isola danese di Bornholm, negli spazi d’acqua a sudest e a nordest dell’isola.

IL GOVERNO TEDESCO NON ESCLUDE ATTACCO MIRATO

Lo Spiegel ha lanciato la notizia che il governo tedesco non esclude che dietro le fughe di gas nei due gasdotti possa esserci un attacco mirato alle infrastrutture e ai mercati europei del gas. Tre su quattro condutture del Mar Baltico sono state danneggiate, ha confermato un insider allo Spiegel, e non si crede a coincidenze: potrebbe essere un attacco per provocare incertezza sui mercati europei del gas. Secondo le informazioni del settimanale, le autorità stanno mettendo alla prova i concetti che sovraintendono alla sicurezza di altri gasdotti e impianti di approvvigionamento di gas.

ANCHE I DANESI PENSANO A UN SABOTAGGIO

Anche negli altri Paesi interessati sono partite le indagini per accertare le cause degli incidenti. E anche la marina danese ha dichiarato che vi sono indizi di sabotaggio. Se si trattasse di un attacco, sarebbe in discussione solo un attore statale, vista la complessità tecnica, ha aggiunto. L’agenzia di stampa tedesca dpa rivela che autorità tedesche e danesi stanno collaborando nelle indagini.

Da parte polacca si sospetta una provocazione russa. “Purtroppo il nostro vicino orientale sta perseguendo una politica aggressiva”, ha dichiarato il vice ministro degli Esteri polacco Marcin Przydacz, “e se è in grado di farlo in Ucraina, è ovvio che non si può escludere alcuna provocazione, nemmeno nelle regioni che si trovano in Europa occidentale”.

I RUSSI ESPRIMONO PREOCCUPAZIONE

Da parte sua anche Mosca ha espresso “estrema preoccupazione” per le fughe nei gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2. Per questo motivo, “nessuna” opzione può essere esclusa, ha dichiarato martedì il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Da parte aziendale Ulrich Lissek, portavoce di Nord Stream AG che è la società responsabile di Nord Stream 1, ha dichiarato semplicemente che le indagini sono in corso, ma che non è al momento possibile fornire informazioni sull’entità dei danni. Le condutture nell’area di Bornholm si trovano a circa 70 metri sotto la superficie dell’acqua, ha aggiunto Lissek, e i gasdotti sono posati in modo tale da rendere altamente improbabile il danneggiamento simultaneo di più condotte, ad esempio a causa di un singolo incidente navale. Alla domanda se fosse a conoscenza di incidenti simili che coinvolgessero oleodotti offshore, ha risposto: “Non ne ho mai sentito parlare”.

L’OPINIONE DEGLI ESPERTI

Un esperto di robot subacquei, interpellato dallo Spiegel, ha fatto riferimento anche agli standard di sicurezza estremamente elevati e alla costruzione molto robusta dei tubi. Dal suo punto di vista, è possibile solo una manipolazione deliberata, ma per esserne certi bisognerà naturalmente attendere le esplorazioni con robot subacquei che effettueranno gli investigatori.

NESSUN RIFLESSO SU APPROVVIGIONAMENTI GAS

Le autorità energetiche tedesche e danesi hanno sottolineato che gli incidenti non hanno avuto alcun effetto sulla fornitura di gas, in quanto i gasdotti non sono stati utilizzati di recente per le importazioni di gas. In Germania, sia il ministero dell’Economia a Berlino che l’agenzia federale delle Reti (Bundesnetzagentur) a Bonn hanno assicurato che non vi è alcun impatto sulla sicurezza delle forniture energetiche in Germania. Da quando la Russia ha interrotto le forniture all’inizio di settembre, non è transitato più gas attraverso il Nord Stream 1 e ciononostante, i livelli di stoccaggio continuano ad aumentare costantemente e attualmente sono intorno al 91%.

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