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Nessuna correlazione tra terremoto nelle Marche e trivellazioni: il parere dei sismologi

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Non ci sono correlazioni tra il terremoto con epicentro nelle Marche e le trivellazioni nell’Adriatico: ecco che cosa dicono i sismologi

Il terremoto che ieri ha svegliato i cittadini marchigiani, e di buona parte della costa nord adriatica, potrebbe essere stato causato dalle trivellazioni nell’Adriatico? La risposta unanime dei sismologi e dei geologi è un fermo “no”.

UN TERREMOTO DI TIPO COMPRESSIVO

Il terremoto di ieri mattina “ha tutte le caratteristiche tipiche di un sisma naturale dell’area costiera adriatica”, ha detto Wired Carlo Meletti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). La costa adriatica è una zona sismica nota, nella quale già in passato si sono registrati terremoti di intensità simile, talvolta anche superiore, a quello odierno. “In quest’area – spiega l’esperto – la porzione più avanzata dell’Appennino si sovrappone alla placca adriatica: una zona di convergenza in cui due placche si accavallano una sull’altra dando origine a terremoti di tipo compressivo”.

GEOLOGO FARABOLLINI: “NESSUNA CORRELAZIONE TRA TERREMOTO E TRIVELLAZIONI”

I contestatori delle trivellazioni nel mar Adriatico hanno inondato di social, Twitter in particolare, di domande “retoriche” in cui si mettevano in correlazione le trivellazioni in mare con lo sciame sismico in atto nei pressi della costa marchigiana. A togliere ogni dubbio ci ha pensato Piero Farabollini, presidente dell’Ordine dei Geologi delle Marche. “Mi sento assolutamente di dire che non c’è nessuna correlazione” ha detto geologo ai microfoni di Radio Anch’io su Radio Rai 1. “La semplice trivellazione non dà eventi di questo tipo – spiega -, una magnitudo così forte è impensabile che possa essere legata trivellazioni”.

DALL’ESTRAZIONE NESSUN SISMA, SOLO SCOSSE MINIME

Eppure è successo che la trivellazione del gas presente nel sottosuolo causassero piccoli terremoti. “Ho studiato bene la Val d’Agri, dove l’estrazione causa piccolissimi sismi – ha detto Claudio Chiarabba, direttore del dipartimento terremoti dell’Ingv, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, a Repubblica -. Ma sono scosse minime, molto vicine ai pozzi e superficiali. Nelle Marche abbiamo a che fare con meccanismi tettonici di portata più ampia. Ben vengano gli approfondimenti, ma escluderei un legame”. Sui sismi causati da attività estrattive c’è un’ampia bibliografia e “studi svolti soprattutto da ricercatori americani dato che negli Stati Uniti a seguito di estrazioni di shale gas si sono verificati numerosi sismi indotti. Ma la storia e il monitoraggio di questi eventi ha dimostrato che si tratta di eventi superficiali e di bassa magnitudo”, dice il geologo Farabollini a Repubblica.

UNO DEI SISMI PIÙ FORTI AVVENUTI IN QUELLA ZONA NEL ‘900

A fargli eco il geologo Farabollini ha sottolineato che “la trivellazione di per sé non comporta alcuno scuotimento sismico, sono semmai le attività di estrazione e stoccaggio che possono farlo. Ad ogni modo, i terremoti legati a queste attività sono di magnitudo più contenuta, generalmente mai oltre 4,5-5 e profondità massime di 3-4 chilometri”. Quindi il sisma di ieri mattina, che è stato molto forte, non ha alcuna correlazione con le attività di trivellazione. E ancora. il sisma avvenuto ieri “è uno dei più forti avvenuti in quest’area dal Novecento” perché queste faglie “possono produrre terremoti di magnitudo massima stimata di 6, a differenza delle faglie appenniniche dove si possono produrre sismi fino a magnitudo 7. Il terremoto di oggi è stato molto forte. Per fare alcuni confronti, era dal 1930 che non si produceva un sisma così forte al largo della costa settentrionale marchigiana: l’evento al largo di Senigallia, il 30 ottobre 1930, raggiunse magnitudo 5.8, la stessa del terremoto al largo di Rimini nel 1916”, ha concluso il geologo.

LE PREOCCUPAZIONI DI ELEONORA EVI: “POSSIBILI DANNI AMBIENTALI”

Eleonora Evi, deputata e co-portavoce dei Verdi, ha attaccato su Twitter l’idea del governo Meloni di riattivare le trivellazioni, sottolineando quanto queste attività, in un territorio a rischio sismico, possano, potenzialmente causare disastri ecologici.  “E il governo #Meloni vuole ricominciare con le #trivelle. Non solo è idea assurda per #crisiclimatica gravissima in atto ma anche per i potenziali danni ambientali sul piano della sicurezza in una area sismica”.

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