Energia

Perché le parole di Mattarella sul gasdotto Tap sono salutari per l’Italia

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Il commento di Michele Guerriero alle parole significative del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla strategicità del gasdotto Tap

Ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dichiarato che il progetto del gasdotto meridionale, Tap, sarà portato a termine anche in Italia.

Al di là della valenza che le sue parole possono avere sul piano politico, anche se il piano politico per il capo dello Stato non è una preoccupazione (almeno formale), le parole di Mattarella hanno una forte valenza per il sistema-Italia. Vogliono chiarire in modo evidente e cristallino che il sistema Paese non può permettersi di essere recepito “inaffidabile” dall’esterno. Mattarella parlava a Baku, in Azerbaigian, dopo aver visitato il giorno prima la capitale della Georgia, Tbilisi.

Due Paesi che, in ordine geografico subito dopo la Turchia, rappresentano l’inizio della Via della Seta, che porta sino al Far East. In questo scenario l’Italia e il suo sistema di imprese impegnato all’estero ha interessi molto rilevanti, nell’ambito delle infrastrutture, dell’energia, della diffusione di macchinari industriali, del settore mobilità e trasporti.

Le parole di Mattarella hanno un forte significato per come deve essere recepito il sistema paese-Italia dentro le mura domestiche, diciamo così. Dove paghiamo un prezzo molto alto in termini di credibilità e affidabilità: se pensiamo che ogni governo mette in discussione quanto realizzato dal governo precedente – e il Tap è un caso molto importante, recente, sul quale si è giocata anche una parte della campagna elettorale del Sud vinta dai grillini del Movimento 5 Stelle.

Il sistema italiano “Intra moenia” ha difficoltà a farsi percepire come affidabile, se pensiamo a imprese estere che sono scappate a gambe levate negli scorsi anni – dalla British Gas che doveva realizzare un rigassificatore a Brindisi; alla Petroceltic che ha rinunciato al suo progetto di trivellazioni in Mare Adriatico; alla Rockhopper che si è vista negare con una serie di provvedimenti legislativi autorizzazioni già ottenute per estrarre idrocarburi al largo delle coste abruzzesi, ma l’elenco potrebbe continuare ancora.

La ricerca della credibilità del sistema Italia “Intra moenia” presenta l’altra faccia della medaglia, ovvero la reputazione di grande affidabilità del sistema imprese italiane all’estero. E lo sanno bene in Paesi come il Kazakistan, o la Turchia, per citare due teatri importanti della Via della Seta, dove i nostri imprenditori e il nostro know how sono apprezzati e ben strutturati.

Le parole di Mattarella sono da leggere in questo senso, vanno oltre il Tap. Resta il piano politico, che non è preoccupazione di Mattarella ma di chi ci governa. Coglieranno il senso delle parole del Capo dello Stato?

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