Energia

Ecco come i 5 Stelle di Luigi Di Maio sognano di dimezzare le tariffe sui rifiuti (e non solo)

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Che cosa si ripropongono alla Camera i neo eletti del Movimento 5 Stelle in materia ambientale. L’articolo di Giusy Caretto

Ambiente, sostenibilità, gestione efficiente dei rifiuti, acqua pubblica. Sono anche queste le vie, secondo il Movimento 5 Stelle, che dovrebbero portare ad una qualità della vita migliore e (soprattutto) a più occupazione. Questo, almeno, è quanto si evince da un articolo a firma di Alberto Zolezzi,  portavoce e neo vicecapogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, sul blog dei 5 Stelle.

“Tutelare l’ambiente equivale a garantire qualità di vita e occupazione di qualità, le attività realmente sostenibili hanno un elevato indice occupazionale, superiore di decine di volte alle grandi opere inutili o alla filiera dell’energia fossile. Una visione di lungo periodo impone di non affrontare solo emergenze, ma soprattutto di prevenirle”, scrive Zolezzi. Ma quali sono i piani a 5 Stelle?

I RIFIUTI

emergenza rifiutiVediamo il tema dei rifiuti solidi urbani. Il Movimento propone di spingere sulla prevenzione, ovvero sulla riduzione, e sull’economia circolare, limitando la produzione di imballaggi e incentivando il “vuoto a rendere”. Sul costo ambientale, propone il movimento, deve essere azzerato il fondo comunicazione ai consorzi monopolisti (15 milioni di euro spesi oggi per far accettare gli imballaggi).

Per prevenire la creazione di rifiuti, il Movimento propone un piano di comunicazione anche nelle scuole in merito al compostaggio e alle normative fatte approvare dal Movimento 5 Stelle nella scorsa legislatura (collegato ambientale 2015) e dal rispetto delle norme si attende risparmi fino a 4 miliardi all’anno.

RACCOLTA PORTA A PORTA

In tutti i comuni d’Italia, prevede il Movimento, dovrà essere introdotta la raccolta porta e porta: la tariffa puntuale porterà a un “risparmio del 22% rispetto alla raccolta stradale”, scrive il Pentastellato. I rifiuti urbani dovranno essere gestiti il più possibile in prossimità (oltre 1 miliardo di euro dei 10 spesi riguarda i trasporti dei rifiuti), dovrebbero essere eliminati gli incentivi al recupero energetico da rifiuti (585 milioni di euro nel 2016, secondo quanto si legge sul blog) e dovrà essere incentivato il mercato del recupero di materia: plastiche miste (plasmix e pulper recuperate a freddo), compost ecc.

OBIETTIVO: DIMEZZARE TASSA DEI RIFIUTI

“La gestione dei rifiuti deve essere concorrenziale, stop a gestori di oltre mezzo milione di abitanti – sostiene Zolezzi – In sostanza si può dimezzare la tassa rifiuti per cittadini e imprese (per rifiuti assimilabili agli urbani) in 5 anni e creare almeno 195mila posti di lavoro. Si crea lavoro e finalmente iniziamo a chiudere discariche e inceneritori senza realizzarne di nuovi”.

DISSESTO IDROGEOLOGICO

Parte parlando del dissesto idrogeologico Zolezzi, un tema poco discusso nei giorni ordinari e che diventa urgente e di primaria importanza nei giorni in cui un’acquazzone un po’ più forte causa gravi danni. Ecco, 5 Stelle sembrano avere un piano per arginare il problema: “sono necessarie prioritariamente difesa del suolo e secondariamente mitigazione del rischio”.
Il Movimento guidato da Luigi Di Maio, prevede la pianificazione programmata del territorio per tutelare i comuni italiani a rischio dissesto idrogeologico (l’88,3% del totale). Importante sarà il ruolo del ministero dell’Ambiente, che “deve ritornare centrale e devono essere istituite cabine di regia regionali; sono necessari fondi certi e una parte di essi deve essere destinata a progettazione”.
E ancora. Sempre a tutela del suolo, Zolezzi propone di defiscalizzare almeno al 65% gli interventi idonei, escludendoli dal patto di stabilità interno.
“Gli oneri ammontano a 200 milioni di euro all’anno, ma va ricordato che un euro investito in prevenzione ne fa risparmiare 100 in emergenze evitate. Un miliardo di euro investito in interventi contro il dissesto genera almeno 7mila posti di lavoro strutturali secondo la stessa struttura di missione di Palazzo Chigi”, scrive il vicecapogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera.

ACQUA PUBBLICA

acquaL’acqua deve tornare pubblica e dovrà essere di qualità in tutti i bacini idrografici: servono, secondo il Movimento, infrastrutture adeguate ed impianti di depurazione efficienti.
“Circa metà degli agglomerati nazionali sono in infrazione europea con il rischio di pesanti esborsi. Gli investimenti di questo tipo garantiscono almeno 10mila posti di lavoro per miliardo (dati ONU) e si possono ipotizzare circa 15 miliardi di investimenti da realizzare fra rete idrica e depurazione in 5 anni. Rifare le sole reti idriche costerà circa 40 miliardi in 20 anni”, spiega Zolezzi.

BONIFICHE

Sul fronte delle bonifiche, invece, Di Maio & Co. intendono partire dai SIN, i siti d’interesse nazionale, con un piano quinquennale da 10 miliardi (e un ritorno di 5 miliardi fra IVA e imposte varie), per generare investimenti privati per altri 20 miliardi (valore aggiunto di 10 miliardi) con circa 200mila occupati (dati Confindustria). A questo bisognerà aggiungere, sempre secondo quanto sostiene Zolezzi, la riduzione delle esternalità ambientali, che in Italia ammontano a un terzo della spesa sanitaria totale (48 miliardi su 150).

PIU’ EFFICIENZA, PIU’ OCCUPAZIONE

Sul fronte della riqualificazione energetica degli edifici, settore che dovrebbe dar vita ad oltre 18mila posti per miliardo investito (dati CRESME), e la progressiva autonomia da fonti fossili, “devono essere resi strutturali gli incentivi e le defiscalizzazioni e deve essere realizzato un piano comunicativo delle realtà virtuose esistenti di distacco dalla rete gas”.
“Il massimo indice occupazionale è quello del restauro (oltre 30mila posti per ogni miliardo di euro investito) e vuol dire coniugare cultura, tutela del patrimonio culturale e società”, aggiunge Zolezzi.

Ad avere anche un elevato indice occupazionale anche il settore delle infrastrutture sostenibili, come alcuni raddoppi ferroviari (Tirreno-Brennero per esempio).

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