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La Germania rispolvera il carbone contro l’emergenza gas

Reddito Di Cittadinanza

Che cosa prevede il piano del governo in Germania contro l’emergenza gas. L’approfondimento di Pierluigi Mennitti da Berlino

 

Il governo tedesco si appresta a varare un piano straordinario di emergenza per affrontare la crisi del gas e cercare di riempire al 90% gli impianti di stoccaggio per superare il prossimo inverno. Dopo giorni di surreali appelli ai cittadini a risparmiare elettricità magari modificando i soffioni della doccia per consumare meno acqua calda, il ministro dell’Economia e del Clima Robert Habeck (Verdi) ha messo su carta una road map più credibile, in parte concordata con il collega delle Finanze Christian Lindner (Fdp) che ora arriverà sul tavolo del governo e poi nelle aule parlamentari.

Il piano si articola in tre punti principali e prevede una linea di credito straordinaria da 15 miliardi di euro per l’acquisto e lo stoccaggio di gas, incentivi al risparmio per l’industria e l’ammodernamento delle centrali elettriche a carbone tenute in riserva che verranno invece riattivate. Questo ultimo aspetto è particolarmente impegnativo per il ministro ecologista, che tuttavia è riuscito a tenere fuori dalla road map la questione nucleare. Almeno per il momento.

INCENTIVI ALLE IMPRESE PER RISPARMIO ENERGETICO

Il contenuto del piano è stato rivelato dall’agenzia di stampa Deutsche Presse Agentur (Dpa) e poi rilanciato da altri organi di informazione. “La situazione è grave”, si legge il documento in cui sono elencati i piani del ministro, “è necessario immettere più gas negli impianti di stoccaggio, altrimenti l’inverno sarà davvero difficile”. Uno dei capitoli riguarda l’industria cui è chiesto di consumare meno gas naturale, in modo che più gas finisca nello stoccaggio. Già nei giorni scorsi era trapelata qualche indicazione, grazie a un’intervista concessa da Klaus Müller, presidente della Bundesnetzagentur, l’Agenzia federale delle reti, che aveva ipotizzato forme di bonus per le aziende che volontariamente avessero deciso di cedere quote di gas: “Ne stiamo discutendo con gli esperti e con i funzionari ministeriali”, aveva detto Müller.

Habeck sembra aver recepito completamente il consiglio e la soluzione trovata sembra essere quella di un modello di asta: i clienti industriali che riducono il loro consumo di gas riceveranno in cambio un compenso, che sarà finanziato dal mercato.

15 MILIARDI DI EURO PER L’ACQUISTO DI GAS

Un secondo punto riguarda la disponibilità di un’ulteriore linea di credito attraverso la banca statale KfW. Secondo le informazioni della Dpa, l’importo sarà di 15 miliardi di euro. Questo per fornire alla società Trading Hub Europe (THE), gestita da undici gestori di reti di gas a lunga distanza, la liquidità necessaria per l’acquisto di gas e per portare avanti il riempimento degli impianti di stoccaggio. Il prestito sarà assicurato da una garanzia del governo federale già concordata con il ministero delle Finanze. In settimana sarà informata la Commissione Bilancio del Bundestag.

“Il gas è disponibile sul mercato, ed è quindi possibile continuare a riempire gli impianti di stoccaggio se si è disposti a pagarne il prezzo”, era stata la dichiarazione dello stesso Müller (che sembra essere uno dei grandi suggeritori del ministero dell’Economia in questa fase di emergenza) ancora qualche settimana fa. Detto fatto, in un gioco di sponda fra Habeck e Lindner, i due ministri non sempre in sintonia in questa fase complessa.

RITORNO AL CARBONE

Il terzo punto riguarda il maggiore utilizzo di centrali elettriche a carbone, descritto nel documento governativo come “amaro, ma necessario”. Il piano prevede l’utilizzo di una maggiore quantità di energia a carbone per la produzione di elettricità. Una legge in tal senso dovrà essere approvata dal Bundesrat (la Camera dei Länder) l’8 luglio prossimo, per poi entrare in vigore rapidamente.

Allo stesso tempo, si sta definendo un decreto ministeriale con l’obiettivo di mettere in funzione la cosiddetta “riserva sostitutiva di gas”. A tal fine, le centrali elettriche disponibili come riserva devono essere potenziate per poter tornare sul mercato con breve preavviso, è scritto sempre nel documento. “Questo significa più centrali a carbone per un periodo di transizione”, ha detto Habeck, “gli impianti di stoccaggio del gas dovranno essere pieni entro l’inverno, questa è la priorità assoluta”.

La decisione tedesca segue comunque quella polacca di qualche giorno fa e fa scuola anche in Austria, dove il governo del cancelliere Karl Nehammer ha appena annunciato il ripristino della centrale a carbone di Mellach, in Stiria. Si tratta dell’ultima centrale a carbone staccata dalla rete nella primavera del 2020 e secondo l’agenzia di stampa austriaca Apa, il ripristino richiederà diversi mesi. “Dobbiamo sostituire il gas russo mancante con altre fonti o altri fornitori”, ha detto Nehammer, annunciando domenica sera la scelta al termine di una riunione di emergenza del suo gabinetto.

Il ritorno al carbone non giunge tuttavia in Germania completamente a sorpresa. Da almeno due mesi Habeck ci stava lavorando. Già l’8 aprile la Frankfurter Allgemeine Zeitung aveva rivelato che il ministro ecologista stava valutando l’opportunità di prolungare la cosiddetta fase di stand-by per le cinque centrali elettriche gestite da Rwe e Leag, di 1,9 gigawatt di potenza. Sono centrali a carbone che sono già state disconnesse dalla rete o sono attualmente disponibili solo come fonti d’emergenza. Ora tutto è stato inserito nel piano di emergenza. Tale decisione, appunto “amara ma necessaria”, potrebbe spostare in avanti il percorso di fuoriuscita completa della Germania dal carbone che il governo attuale (del quale i Verdi sono una componente essenziale) voleva anticipare al 2030 rispetto alla data del 2038 fissata dal precedente esecutivo di Grosse Koalition.

Ma alla fine sono stati proprio i due ministri ecologisti in prima fila sul fronte dell’emergenza bellica (Robert Habeck all’Economia e Annalena Baerbock agli Esteri) a riconsiderare l’opzione lignite, ipotizzando in caso di blocco o embargo del gas russo la riconnessione alla rete delle centrali attualmente disponibili solo come fonti d’emergenza, prolungandone la fase di stand-by.

Forse anche per allontanare l’ipotesi di prolungare la vita dei tre reattori nucleari che andranno in spegnimento a fine 2022, nel quadro del piano di fuoriuscita dall’energia atomica, cui i Verdi non vogliono rinunciare, nonostante le pressioni che arrivano dall’opposizione (Cdu e Csu) ma, seppur in maniera meno forte, anche dall’interno della stessa maggioranza (i liberali). Per ora il no al prolungamento del nucleare resta fermo.

LA ROAD MAP DEGLI STOCCAGGI

Come detto, l’obiettivo è di procedere il più velocemente possibile nel riampimento degli impianti di stoccaggio, un’operazione rallentata nelle ultime settimane dal taglio delle forniture russe attraverso il Nord Stream 1. L’Agenzia federale delle reti (Bundesnetzagentur) ha comunicato che il livello attuale degli impianti di stoccaggio del gas in Germania si aggira intorno al 56,7%. L’obiettivo del governo è che gli impianti siano pieni all’80% entro il 1° ottobre e al 90% entro il 1° novembre. A questo dovrebbe provvedere il piano di Habeck.

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