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Quanto petrolio importa l’Italia dalla Russia?

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Gli Stati Uniti vogliono vietare le importazioni di petrolio dalla Russia. Ma l’Europa ne è molto dipendente, in particolare la Germania. Qual è invece la situazione in Italia? Tutti i dati

 

Gli Stati Uniti stanno discutendo con l’Europa della possibilità di vietare le importazioni di petrolio dalla Russia, come ritorsione per l’invasione dell’Ucraina. Lo ha annunciato domenica scorsa il segretario di stato americano, Antony Blinken.

Il danno per l’economia russa sarebbe notevolissimo, dato che il PIL del paese dipende dai ricavi delle vendite all’estero di idrocarburi: ovvero il gas naturale e – ancora più rilevante per le casse statali – il greggio.

Tra Europa e America, però, non c’è un allineamento completo. Mentre infatti gli Stati Uniti, che sono i maggiori produttori petroliferi al mondo, acquistano dalla Russia circa il 7 per cento del totale importato, gli europei sono molto più dipendenti: circa per il 40 per cento, a livello collettivo. I barili russi valgono più del 30 per cento delle importazioni per la Germania.

In caso di ban del petrolio russo, i prezzi del petrolio – già altissimi: il benchmark Brent è vicino ai 140 dollari al barile – potrebbero raggiungere i 200 dollari, ripercuotendosi sul costo della benzina. La Russia è il terzo produttore petrolifero al mondo.

QUANTO CONTA IL PETROLIO DELLA RUSSIA PER L’ITALIA

L’Italia importa settantadue tipologie diverse di greggio da ventidue paesi nel mondo. Nel 2021 ha acquistato da Mosca 5,1 milioni di tonnellate di greggio, il 10 per cento del totale importato; rispetto al 2020, il calo è stato dell’1,9 per cento.

I NUMERI DI LIMES

“La Russia è il terzo produttore al mondo, ma gli Stati Uniti sono il primo e ne importano quantità risibili. Tutto il contrario rispetto alla Germania, che ne acquista il 30% del proprio fabbisogno (l’Italia ha invece molto più margine di manovra, visto che importa solo il 13% del proprio petrolio dalla Russia)”, ha scritto Limes.

COSA DICE L’EUROPA

Nei giorni scorsi la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, non ha voluto rispondere a una domanda diretta da parte della CNN sulla proposta americana, riporta Energia Oltre. Mentre i ministri degli Esteri e delle Finanze tedeschi si sono detti apertamente contrari a un divieto di importazioni di gas, petrolio e carbone della Russia.

IL CONSUMO DI PETROLIO IN ITALIA NEL 2021

Nel 2021 i consumi petroliferi italiani sono ammontati a 55,3 milioni di tonnellate, con un incremento del 9,8% (+4.953.000 tonnellate) rispetto al 2020, recuperando circa la metà dei volumi complessivi persi nel 2019 (-4.927.000 tonnellate, pari al -8,2%), secondo i dati Unem.

I DATI DEI CONSUMI A GENNAIO 2022

A gennaio di quest’anno i consumi petroliferi totali sono stati pari a circa 4,2 milioni di tonnellate, in aumento del 10,1% (+389.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2021, ma ancora inferiori dell’11% rispetto al gennaio 2020 (quando ancora non era scoppiata l’emergenza pandemica).

DA CHI IMPORTIAMO IL PETROLIO

Se andiamo a considerare, invece, la provenienza del greggio importato, gli ultimi dati disponibili di unem, evidenziano che nei primi undici mesi 2021 il petrolio importato in Italia è aumentato del 13,5% rispetto allo stesso periodo 2020; in forte crescita gli arrivi da Africa e Mare del Nord, in calo quelli da Medio Oriente ed America. Crescita per l’Azerbaijan (primo fornitore con un peso del 22,3%) e la Libia, secondo fornitore con una quota del 18,5%.

LE IMPORTAZIONI DALLA RUSSIA

E dalla Russia? Da gennaio a novembre dello scorso anno il nostro paese ha importato 5,140 milioni di tonnellate di petrolio – circa il 10% del nostro fabbisogno – e sempre nello stesso periodo il costo del greggio importato in Italia è aumentato del 59,9% rispetto all’anno precedente a causa del confronto con la primavera 2020, quando le quotazioni erano ai minimi. Grazie al rafforzamento dell’euro, l’incremento espresso in euro è lievemente inferiore rispetto alla quotazione in dollari che altrimenti risulterebbe in aumento del 67%.

QUANTO PETROLIO PRODUCE LA RUSSIA

I dati del governo russo mostrano che la produzione annuale totale di condensati di petrolio e gas durante il 2021 è stata in media di 10,5 milioni di barili al giorno, che è oltre il 2% in più rispetto all’anno precedente. Nel 2022 il ministero dell’Energia prevede che la produzione media annua giornaliera di greggio salirà tra 10,84 milioni e 11,05 milioni di barili, con un aumento dal 3% al 5% rispetto al 2021.

Secondo quanto riferito dal vice-primo ministro russo Alexander Novak in un’intervista al canale televisivo Rossiya 24 sono circa 524 milioni le tonnellate di produzione complessiva estratte nel paese lo scorso anno.

QUANTO PETROLIO PRODUCE L’ITALIA

Anche l’Italia ha dei suoi giacimenti petroliferi, principalmente collocate in Basilicata, in Sicilia e in alcune concessioni marine lungo la costa adriatica e il Canale di Sicilia. In base ai dati 2021 del Mise, il nostro paese ha prodotto 4,8 mld di kg di petrolio (circa 3,5 mln di barili di petrolio considerando che ogni barile contiene circa 135 kg di greggio) di cui 3,9 dalla Basilicata che si conferma il più grande giacimenti di terraferma d’Europa (circa 2,8 mln di barili di petrolio)

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