Energia

Che cosa ne sarà della California dopo gli incendi

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La California è lo Stato più ricco degli Stati Uniti, ma sta perdendo la sua attrattività: c’entrano gli incendi e il costo della vita

 

Non è solo un problema della California. I grandi incendi che hanno bruciato oltre novemila chilometri quadrati nel Golden State interessano tutta la costa ovest degli Stati Uniti: si parla di circa quattromila chilometri quadrati ridotti in cenere in Oregon e altri duemila nello stato di Washington. I fuochi hanno distrutto migliaia di case e intere cittadine; l’aria è irrespirabile; ci sono decine di morti e un numero enorme – centinaia di migliaia – di sfollati.

LE CAUSE DEGLI INCENDI

Tutti gli esperti ripetono da giorni che gli incendi nella costa ovest degli Stati Uniti non sono una novità ma un fenomeno che si ripete ogni estate. Gli stessi esperti precisano però che stavolta la situazione è più grave del solito e che negli ultimi anni la quantità di superficie bruciata sta progressivamente crescendo. C’entrano i cambiamenti climatici, la siccità e l’aumento delle temperature (ad agosto nella Death Valley, in California, sono stati registrati 54,4 gradi: è un possibile record storico).

Alla crisi climatica, tuttavia, si sommano anche altre cause. Come spiega Francesco Costa in Questa è l’America (Mondadori, 2020), l’abbattimento selvaggio di alberi in California già dall’inizio del Novecento, seguito da uno sviluppo edilizio incontrollato e da una scarsa attenzione nei confronti della riforestazione e della prevenzione, hanno finito per favorire la propagazione degli incendi. I cambiamenti climatici hanno fatto resto il resto.

LA QUESTIONE ECONOMICA

Gli incendi della costa ovest sono anche un problema economico per gli Stati Uniti, che già si ritrovano ad affrontare la peggiore crisi dalla Grande depressione a causa della pandemia di COVID-19, con contrazioni record del PIL e impennate del tasso di disoccupazione.

Tra case bruciate, perdite per le assicurazioni immobiliari e danni alle imprese, l’impatto degli incendi in California potrebbe superare il record di 13 miliardi di dollari toccato nel 2017. Ma è ancora troppo presto per fare stime. Probabilmente però – visto il contesto di crisi generale – la devastazione provocata dai fuochi avrà conseguenze economiche che dureranno per anni.

Gli incendi in California hanno già aperto un dibattito sui rischi della transizione energetica verso le fonti rinnovabili per via dei problemi riscontrati dalla rete elettrica.

COSA NE SARÀ DELLA CALIFORNIA

Al di là dello scontro politico tra il presidente Donald Trump e il candidato democratico Joe Biden – scontro che si inserisce nella campagna elettorale in vista delle presidenziali del 3 novembre –, la questione degli incendi è estremamente rilevante per il futuro della California.

È lo stato più popoloso e più ricco degli Stati Uniti, oltre che il centro dell’innovazione tecnologica americana (ci sono le sedi di Apple, Google, Facebook) e dell’industria cinematografica (Hollywood). Saldamente democratico, si presenta come l’araldo del progressismo e dell’inclusione sociale. Ma la California è anche lo stato dove il costo della vita è molto alto, dove le case hanno spesso prezzi inaccessibili e dove gli imprenditori devono sottostare a tante regole (e tasse). In più, ci sono gli incendi, il clima fattosi estremo e la cattiva qualità dell’aria, specialmente a Los Angeles.

Il Golden State sta così perdendo la sua attrattività. Dal 2007 al 2016 un milione di californiani hanno abbandonato lo stato per trasferirsi altrove, soprattutto in Texas. L’anno scorso, per la prima volta in un decennio, sono state più le persone che hanno lasciato la California di quelle che sono arrivate.

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