Energia

Ilva, ecco numeri, allarmi e silenzi dei commissari

di

ex Ilva

Numeri, allarmi, silenzi. Sono quelli che sono emersi ieri nel corso dell’audizione in Parlamento da parte dei commissari straordinari dell’Ilva. Tutti appesi alle decisioni del governo sull’esito della gara vinta da Arcelor Mittal e dei sindacati alle prese con il piano presentato dal colosso, che ha cercato comunque di venire incontro alle attese del ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio.

L’AUDIZIONE DEI COMMISSARI ILVA

Dopo l’incontro con oltre 60 soggetti per un piano ambientale e occupazionale che ancora non convince il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, sul dossier Ilva arriva l’altra versione. Quella dei commissari straordinari Piero Gnudi, Corrado Carrubba ed Enrico Laghi, ascoltati ieri in audizione alla commissione Industria del Senato per fare il punto della situazione del più grande gruppo siderurgico italiano in amministrazione controllata dal 2015.

GLI ALLARMI SULLA CASSA DELL’ILVA

Ecco i numeri snocciolati dai commissari: la previsione della triade stima l’esaurimento di liquidità tra un mese, mentre i calcoli per ottobre sono di una cassa a -41 milioni, quindi -81 a novembre e di un rosso di 132 a dicembre.

I COSTI FINORA SOSTENUTI

Queste le previsioni. Ma cosa è successo finora? Dal 2015 l’amministrazione straordinaria ha speso più di 800 milioni di euro in manutenzione e ha provveduto a realizzare tutti gli interventi necessari in materia di salute, sicurezza e conservazione del sito.

GLI INTERVENTI FINANZIARI

Gli interventi finanziari a sostegno della procedura di amministrazione straordinaria ammontano invece a circa 2,1 miliardi di euro.

LE PAROLE DI LAGHI

Il commissario Laghi ha vantato come la copertura dei parchi minerali rappresenterà una “best practice sostanzialmente unica al mondo”, non si deve dimenticare – ha detto come nel periodo del commissariamento governativo “sono stati spesi circa 500 milioni di euro per investimenti ambientali funzionali all’esecuzione del piano ambientale”.

I TEMPI DELLA PROCEDURA

Ma quali saranno i prossimi appuntamenti? Il 15 settembre scade l’ultima proroga concessa dal governo per chiudere l’accordo con i sindacati, che aspettano di essere convocati. Al momento lavorano nelle acciaierie 13.500 dipendenti (scesi di oltre 1.10 rispetto al 2015): in ballo ci sono 3.500 posti di lavoro che non troverebbero spazio nell’ultimo piano dell’azienda.

I SILENZI DEI COMMISSARI SUL PIANO B PER ILVA

Per i commissari intanto non esiste un piano B in caso di mancato accordo. “Non siamo in grado di poter dare una risposta, ci sono molteplici ragioni per una conclusione non positiva. Il ministero ci ha ribadito di proseguire su binari paralleli, la nostra competenza è andare avanti su dinamiche operative e piano ambientale – ha spiegato Laghi -. È uno scenario che non abbiamo preso in considerazione”.

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