Energia

Vi spiego le vere mire di Di Maio su Ilva che irritano Calenda

di

ex Ilva

Le “Mille battute” di Giuseppe Sabella direttore di Think-in, esperto di Industria 4.0 e blogger di Start Magazine, sul caso Ilva.

Il caso Ilva è ormai giunto ad uno snodo decisivo. Ieri i metalmeccanici di Cgil, Cisl, Uil insieme a Usb (molto rappresentativa in Ilva) hanno inviato una lettera al premier Giuseppe Conte e al ministro Luigi Di Maio facendo richiesta per un incontro urgente: “Il governo dica cosa vuol fare dell’Ilva o scioperiamo”.

CHE COSA HA DETTO E FATTO DI MAIO SU ILVA

Dopo la conferenza stampa di giovedì scorso, in cui Luigi Di Maio ha ufficializzato di aver ricevuto la relazione dell’Avvocatura e ne ha fornito la sua interpretazione (tale parere resta secretato fino al 7 settembre), il giorno successivo lo stesso ministro ha rincarato la dose rimarcando che la gara vinta da Arcelor Mittal resta a rischio annullamento.

CHE COSA CHIEDONO DI FATTO I SINDACATI AL GOVERNO

Come fare una trattativa con un player che si sarebbe aggiudicato una gara illegittima a rischio di annullamento? Questa è fondamentalmente la domanda che i sindacati rivolgono al governo. Non c’è dubbio che solo unitariamente i sindacati possono provare a influenzare il ministro, il quale sa di godere di un consenso molto ampio tra gli stessi lavoratori.

MURO CONTRO MURO?

Un eventuale muro contro muro tra sindacati e governo ci darà qualche nuova suggestione circa la ridefinizione in atto del rapporto tra sindacato e politica. Ma è altrettanto probabile che la risposta di Di Maio sarà quella di riconvocare il tavolo per riprendere la trattativa con l’azienda.

LE VERE MIRE DI DI MAIO E LA CONCORRENZA CON CALENDA

Tuttavia, è possibile che Di Maio annulli la gara? A parere di chi scrive, Di Maio sta soltanto cercando un risultato migliore del suo predecessore (Carlo Calenda), sia sul versante ambientale sia su quello occupazionale. Se così fosse, sarà interessante fare un bel rewind di tutta la telenovela Ilva. E non è da escludersi che il ministro a Cinque stelle raggiunga il suo obiettivo, come non è da escludersi che possa strappare a Mittal una quota di partecipazione pubblica attraverso Cassa depositi e prestiti.

PERCHE’ LA GARA NON SARA’ ANNULLATA

Nel frattempo, Corrado Carrubba (uno dei tre commissari) si è così espresso in un’intervista al Foglio: “Se il governo intende chiudere Ilva lo dica, è lecito immaginare per l’Italia un futuro di potenza turistica o gastronomica. Servono però 5 miliardi di euro per rilevare lo stabilimento, saldare i debiti e indennizzare Mittal”. Basta questo per capire che, fondamentalmente, la gara non sarà annullata.

Twitter: @sabella_thinkin

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