Energia

Il gas di Israele sarà esportato via Egitto. Storico accordo nel Bacino di Levante

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Il gruppo israeliano Delek e la texana Noble Energy, le società che stanno sviluppando i due giacimenti gas di Leviathan e Tamar nel Mediterraneo Orientale, hanno siglato una serie di contratti con l’Egitto per la vendita e il trasporto di gas

Il gruppo israeliano Delek e la texana Noble Energy, le società che stanno sviluppando i due giacimenti gas di Leviathan e Tamar nel Mediterraneo Orientale, hanno siglato una serie di contratti con l’Egitto per la vendita e il trasporto di 85,3 miliardi di metri cubi di gas nel corso dei prossimi 15 anni a partire dal 2020.

L’ACCORDO

A rivelare i dettagli dell’accordo, secondo quanto informa Bloomberg, è stata una nota depositata presso la Borsa di Tel Aviv. “L’intesa prevede quasi il 35% in più di quanto concordato nel 2018, quando entrambe le parti firmarono un accordo decennale del valore di 15 miliardi di dollari”. “Il nuovo contratto sottoscritto con l’egiziana Dolphinus Holding aumenta del 34% il volume delle forniture destinate a raggiungere l’Egitto, per un valore di 19,5 miliardi di dollari secondo fonti Reuters, e ne allunga la durata fino al 2034”, si legge sul Sole 24 Ore.

AL VIA IL PROSSIMO ANNO

“Il gas israeliano inizierà a fluire in Egitto all’inizio del prossimo anno, con l’obiettivo di raggiungere gradualmente una capacità annuale di quasi 7 miliardi di metri cubi entro l’estate del 2022. Le parti hanno modificato il contratto originario per eliminare eventuali fluttuazioni nella quantità di combustibile da consegnare in Egitto”, precisa Bloomberg.

UN HUB PER LA RIESPORTAZIONE DI GAS

L’accordo mira a rafforzare i legami economici tra i due paesi e a dare a Israele un nuovo mercato di esportazione del gas nel Mediterraneo orientale. Aiuterà inoltre l’Egitto a capitalizzare le proprie scoperte e a posizionarsi come centro di riesportazione energetica alle porte dell’Europa, sempre più affamata di gas. “Secondo un report Wood Mackenzie, una società di ricerca e consulenza energetica con sede nel Regno Unito, la domanda interna egiziana di gas naturale aumenterà costantemente al ritmo di circa il 30% nei prossimi due decenni, causando una penuria di forniture nel giro di cinque anni”, ha sottolineato Bloomberg.

LE CAPACITA’ EGIZIANE

Il gas israeliano, infatti, “molto probabilmente non si fermerà in Egitto, ma sarà liquefatto e rivenduto all’estero. Entro fine anno la produzione annua egiziana salirà a 77 bcm: tolti i consumi interni restano 15 bcm da esportare, cui ora si aggiungono i volumi in arrivo dal Paese vicino. Anche l’impianto di liquefazione Damietta Lng (partecipato da Eni attraverso Uniòn Fenosa Gas) dovrebbe tornare in funzione entro dicembre, affermano sia il governo del Cairo che la compagnia di San Donato. Con l’altro impianto – Idku Lng, già riavviato – l’Egitto sarà in grado di liquefare oltre otre 17 bcm di gas l’anno”, ha evidenziato il Sole 24 Ore.

ACQUISITI I DIRITTI SUL GASDOTTO EMG

La situazione tra Israele ed Egitto si è sbloccata grazie a un’intesa parallela sul gasdotto East Mediterranean Gas (EMG). I ripetuti attacchi all’infrastruttura avevano lasciato il gasdotto sottomarino inattivo dal 2012. “In un’altra dichiarazione, Delek ha fatto sapere che le due società hanno acquisito dal loro partner egiziano East Gas Co più del 70% della quota di controllo del gasdotto transfrontaliero per 518 milioni di dollari e che tale acquisizione faciliterà l’intesa” tra Egitto e Israele. “Il cambiamento nella proprietà del gasdotto, previsto per questo mese, darà alle aziende diritti esclusivi per affittare e gestire il gasdotto e più potere per evitare interruzioni nei loro rapporti con l’Egitto”, si legge sempre su Bloomberg.

SHELL E UNION FENOSA PER AUMENTARE LA CAPACITA’ PRODUTTIVA?

Delek sta esaminando, inoltre, i modi possibili per aumentare la capacità produttiva di Leviathan, rivolgendo lo sguardo a “potenziali accordi con aziende come Royal Dutch Shell Plc o la spagnola Union Fenosa, che detiene partecipazioni nei due impianti egiziani di gas naturale liquefatto”, scrive Bloomberg.

BESSI: LA DIPLOMAZIA DEL GAS SALDA I CONFINI

“Ne abbiamo già scritto su house of gas. La diplomazia del Gas avanza e salda confini che sembravano recisi da numerose guerre. Egitto Israele, turchia Russia, Russia Giappone, le due Coree… In questa area sarà interessante vedere come si svilupperanno i processi tra Israele e Libano (vedi sempre house of gas) e tra Israele e striscia di Gaza (e i palestinesi) che si affaccia con i suoi confini verso il Levathian”, ha commentato Gianni Bessi, consigliere Pd nella Regione Emilia-Romagna e autore del libro “Gas naturale, l’energia di domani” (edito da Innovative Publishing).

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