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Come e quanto le guerre influenzano i prezzi delll’energia

Quando la guerra muove i prezzi: sette eventi, cinque anni e un mercato energetico sotto pressione. Estratto dal rapporto di Papernest.

Invasione talebana a Kabul (15 agosto 2021)

Impatto contenuto. Il PUN sale da 115,41 a 129,63 €/MWh (+12,3%) in 11 giorni. Nelle 2 settimane post il PUN medio è 112,59 vs 109,97 pre: un rialzo del +2,4%. Il PSV gas raggiunge il picco maggiore in appena 2 giorni (+7,4%).

Invasione russa in Ucraina (24 Febbraio 2022)

Il caso eccezionale. Impatto devastante e strutturale. Il PUN passa da 184,80 a 587,67 €/MWh: +218% in 12 giorni. Il PSV raggiunge 2.527 €/MWh in 12 giorni (+220,6%). Questo non è un picco che rientra facilmente: ha modificato il mercato per mesi. Infatti, il vero impatto si vede nella media delle 2 settimane successive all’evento: +77,2% per il PUN e +92,4% per il PSV.

Sabotaggio del gasdotto Nord Stream (26 Settembre 2022)

Il paradosso del rischio già prezzato. Il PSV nel giorno del sabotaggio raggiunge già il suo picco massimo (1.758,93 €/MWh), poi scende. Il PUN al picco massimo (436,07) segna comunque +34,6% dal minimo, così come il PSV segna +2,7%; ma il trend generale era già ribassista dopo il picco, abbassando le medie del 25% circa. Questo significa che quando il rischio è atteso, il mercato lo anticipa.

Escalation conflitto Israele – Hamas (7 Ottobre 2023)

Grande impatto. Hamas attacca il 7 Ottobre. Il PUN sale da 114,79 a 175,76 €/MWh (+53,1%) in 9 giorni. Media post 14gg: 145,27 vs 117,49 pre (+23,6%). Il PSV schizza da 295,68 a 566,77 €/MWh (+91,7%), portando una media post evento a +16,7%.

Crisi del Mar Rosso (19 Novembre 2023)

Reazione moderata ma sostenuta. Il picco massimo arriva l’11° giorno (155,35 €/MWh, +24,3%), portando una media a 14gg post evento a: +10,6%. Per il PSV la reazione è più contenuta, il picco arriva a 503,40 €/MWh, +13,3% in 8 giorni). Impatto è stato reale ma non traumatico.

Primo conflitto Israele – Iran (13 Giugno 2025)

Risposta misurata. Il PUN sale da 110,57 a 136,57 €/MWh (+23,5%) in 10 giorni. Media post 14gg: 122,08 vs 100,24 pre (+21,8%). Il PSV da 409,66 a 466,65 €/MWh (+13,9%) in 11 giorni, con media post 14gg di +10% Il mercato ha incorporato il rischio senza panico: le scorte europee erano elevate e le forniture alternative diversificate.

Secondo conflitto Israele – Iran (28 Febbraio 2026)

La memoria del mercato amplifica. Il PUN sale da 104,84 a 168,54 €/MWh (+60,8%) in 10 giorni, la seconda variazione più alta del dataset. Media post 14gg: 142,85 vs 105,12 pre (+35,9%). PSV: da 338,22 a 624,94 €/MWh (+84,8%) in 10 giorni e la media post evento sale a +39%. Nonostante prezzi di partenza storicamente bassi, la reazione è stata sproporzionata rispetto al primo attacco iraniano, probabilmente dovuto da un effetto memoria.

Perché e quando salgono i prezzi?

Dall’analisi emerge un pattern ricorrente. La guerra non colpisce in modo caotico, ma segue un andamento piuttosto preciso.

  • L’impatto è immediato? La prima reazione avviene nelle 48 ore successive all’evento, ma è solo l’inizio. Il picco massimo si consolida mediamente tra il 9° e il 10° giorno.
  • Di quanto aumenta la spesa? Se isoliamo i picchi massimi, l’aumento medio è del +60,9% per la luce e del +63,3% per il gas. Tuttavia, il dato più fedele alla realtà delle bollette è la media delle due settimane post-evento: un rialzo strutturale del +21,1% (PUN) e +20,4% (PSV).
  • Quanto dura l’emergenza? Per le crisi “puntali” (Hamas, Houthi, Iran), il mercato tende a normalizzarsi parzialmente entro 3-6 settimane. Nei casi strutturali come l’Ucraina, invece, il sistema può impiegare oltre 18 mesi per ritrovare un equilibrio.

Conclusioni

Sette eventi in cinque anni confermano un pattern statistico chiaro: il mercato energetico italiano reagisce sistematicamente alle crisi geopolitiche, con rialzi netti del PUN in sei casi su sette. Sebbene la magnitudo degli shock vari, la dinamica resta prevedibile, con picchi di prezzo che tendono a consolidarsi mediamente entro dieci giorni dal conflitto.

Nonostante questa sensibilità, la diversificazione delle fonti e il ricorso alle rinnovabili stanno aumentando la resilienza del sistema. Nel biennio 2025-2026, la capacità di assorbimento dei colpi è apparsa più strutturata, mitigando la correlazione diretta tra tensioni e andamento dei mercati energetici.

(Estratto dal rapporto di Papernest)

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