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Ecco chi fa affaroni con il Gnl

Germania Gnl

Il mercato del Gnl è finito nelle mani di un ristretto gruppo di major energetiche e di società di trading. Ecco quali sono

L’impennata dei prezzi dei cargo GNL ha avuto l’effetto di concentrare il business nelle mani di un ristretto gruppo di major e società di trading, lasciando fuori dal mercato decine di player più piccoli.

Cargo GNL. Un mercato in crescita

È un lungo e dettagliato articolo di Reuters a raccontarci come il mercato globale del GNL abbia più che raddoppiato le dimensioni dal 2011, attirando decine di nuovi e piccoli player che rappresentavano, tanto per fare un esempio, il 20% di tutte le importazioni GNL della sola Cina.

La spirale dei costi

Ma l’esplosione dei prezzi spot dei cargo, che da un costo di 15/20 milioni di dollari due anni fa ha raggiunto i 175/200 milioni di dollari, ha cambiato la faccia al mercato. Adesso il capitale necessario per realizzare transazioni è salito enormemente dopo che i prezzi benchmark del GNL hanno registrato un aumento record, passando dai soli 2 dollari per milioni di unità termiche britanniche (mmBtu) ai 57 dollari dello scorso agosto.

La dinamica dei prezzi in realtà ha subito un rallentamento negli ultimi tempi attestandosi sui 38 dollari per mmBtu. Ma, secondo gli analisti, il mercato continuerà ad essere caratterizzato nel lungo periodo da prezzi alti.

GNL. La ‘commodity dei ricchi’

Come ha dichiarato Ben Sutton, CEO di Six One Commodities, “la più grande sfida che si trova di fronte ad ogni partecipante al mercato in questo momento è il credito”.

“L’esplosione del valore dei cargo LNG”, aggiunge Tamir Druz, managing director di Capra Energy, “insieme all’estrema volatilità, stanno facendo fare molta fatica a quei player che operano con bilanci più modesti”.

“Il GNL è tornato ad essere la commodity dei ricchi” ha affermato Pablo Galante Escobar, Global Head di LNG presso Vitol.

Un mercato che avvantaggia i grandi player

Le condizioni del mercato in questo momento favoriscono gli attori con ampi e diversificati portafogli e forti bilanci. Stiamo parlando di major come Shell, BP e Total Energies e delle principali società di trading come Vitol, Trafigura, Gunvor e Glencore.

Come spiega Jason Feer, global head of business intelligence presso Poten & Partners, si stima che degli odierni 400 milioni di tonnellate del mercato GNL le sole Shell e Total Energies detengano un portafoglio pari a 110 milioni di tonnellate. Se a queste aggiungiamo il portafoglio di Qatar Energy (70 milioni di tonnellate) e quello di BP (30 milioni), ne risulta che questi quattro grandi player controllano più della metà del mercato.

Profitti record per le major

Non a caso Shell e Total Energies stanno registrando elevatissimi profitti, mentre i profitti della prima metà dell’anno di Vitol sono già superiori a quelli dell’intero 2021.

Ad incrementare il volume di affari di major come Shell e Total Energies ci sono anche gli acquisti di GNL Usa attraverso contratti a lungo termine che permettono loro di rivendere gas acquistato a prezzo contenuto al mercato europeo a prezzi più elevati.

La dinamica dei prezzi alti del GNL non scemerà a breve, e continuerà ad avvantaggiare gli attori più grandi. Ne è convinto il consulente indipendente Guy Broggi per il quale “stiamo entrando in un territorio non mappato per quanto riguarda i mercati GNL e ciò che avverrà dopo l’attuale crisi con la Russia è difficile da immaginare. L’unica cosa sicura è che rimarranno prezzi più elevati e più a lungo”

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