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Gas, cosa cambia dopo l’accordo Ue-Azerbaigian?

Petrolio Russo

Ursula von der Leyen e Kadri Simson hanno stretto un accordo a Baku che garantirà il raddoppio delle import di gas dall’Azerbaigian

 

La settimana europea si è aperta col botto. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e la commissaria per l’Energia Kadri Simson sono volate a Baku. Obiettivo della visita: stipulare un accordo sul gas azero per l’Unione europea.

IL CONTESTO

Alla base c’è ovviamente la questione energetica in ballo con la Russia. Sono settimane, queste, di guerra ma anche di ricatti sulle forniture di Mosca. A inizio mese, per citare uno dei passaggi, von der Leyen ha lanciato un allarme sul rischio di una completa interruzione delle forniture di gas russo e ha annunciato preparativi da parte dell’UE per affrontare questa possibilità.

“Ora dobbiamo anche prepararci a ulteriori interruzioni delle forniture di gas e persino a una completa interruzione delle forniture di gas russo”, aveva dichiarato al Parlamento europeo in seduta a Strasburgo, aggiungendo che “la Commissione sta lavorando a un piano di emergenza europeo”. Il piano verrà presentato domani e riguarderà riduzioni di acquisto e di consumi di gas, mantenendo sullo sfondo anche la questione del price cap tanto cara all’Italia.

“Una dozzina di paesi membri sono già stati colpiti da riduzioni o da tagli completi delle forniture di gas dalla Russia. L’importante ora è garantire che il gas arrivi dove è più necessario in caso di interruzione totale”, aveva concluso von der Leyen due settimane fa. La situazione non è poi così cambiata.

L’ULTIMO RICATTO DI GAZPROM

Ieri, infatti, Reuters ha diffuso un documento di Gazprom datato 14 giugno dove avvia lo stato di forza maggiore per alcune forniture al Vecchio Continente. In ballo c’è la questione del Nord Stream 1 messo in manutenzione dall’11 al 21 luglio. Ma nel frattempo Berlino ha riottenuto una turbina Siemens dal Canada, dove si trovava per essere sistemata. Se non ci saranno problemi logistici o doganali, ci vorranno altri cinque-sette giorni perché la turbina arrivi in Russia, ha scritto ieri la Bild. In questo modo, Mosca dovrà per forza di cose cessare di addurre alla scusa della manutenzione riattivando così le forniture via Nord Stream 1. Ma dell’Orso, anche in campo energetico, non ci si può mai fidare.

VON DER LEYEN IN AZERBAIGIAN: ECCO IL RADDOPPIO DEL GAS CHE SERVE ALL’UE

Intanto, l’Ue continua a muoversi nell’allacciamento di nuove partnership. O comunque cerca di intensificare quelle già esistenti. Come nel caso azero. Ieri a Baku è arrivata, infatti, la firma di un accordo che porterà le forniture in Ue a quota 12 miliardi di metri cubi all’anno dal 2023. Ma già ora le forniture godranno di un sostanziale aumento: “4 miliardi di metri cubi di gas aggiuntivo quest’anno e volumi che dovrebbero più che raddoppiare entro il 2027”, ha infatti dichiarato il commissario europeo per l’energia, Kadri Simson.

L’accordo prevede anche l’espansione del corridoio meridionale del gas che attraversa Azerbaigian, Georgia, Turchia e Grecia – per fornire “almeno 20 miliardi di metri cubi di gas
all’anno entro il 2027, in conformità con la redditività commerciale e la domanda del mercato”, riporta Euractiv. L’anno scorso, per capire, l’Azerbaigian ha inviato in Europa 8,1 miliardi di metri cubi di gas naturale.

L’IMPORTANZA DEL CORRIDOIO MERIDIONALE

Un’ottima notizia, insomma, in mezzo a un contesto problematico. Il corridoio meridionale del gas ha, infatti, un ruolo centrale da svolgere nell’approvvigionamento di gas naturale dell’UE, in particolare per l’Europa sudorientale.

L’UE e l’Azerbaigian stanno lavorando insieme anche per costruire un partenariato a lungo termine sull’energia pulita e l’efficienza energetica, poiché entrambe le parti perseguono la loro transizione verde e gli obiettivi dell’accordo di Parigi.

E più in generale stanno negoziando un nuovo accordo globale, che consentirà una cooperazione rafforzata in un’ampia gamma di settori, tra cui la diversificazione economica, gli investimenti, il commercio e il pieno utilizzo del potenziale della società civile.

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