Energia

Gas, ecco come l’America punterà alla Cina

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Per la prima volta, 3 navi gasiere hanno attraversato nello stesso giorno il Canale di Panama. L’evento eccezionale potrebbe diventare quotidianità se la Cina dovesse scegliere gli Usa come principale fornitore

Il flusso di GNL trasportato via nave attraverso il Canale di Panama è destinato a crescere molto rapidamente. Anzi sta già crescendo (la scorsa settimana hanno transitato da un oceano all’altro 3 cargo di LNG), mostrando al mondo e alla Russia in particolare la sempre maggiore forza a stelle e strisce nel campo dell’energia. Forza a cui (anche sotto ricatto di importanti dazi) potrebbe presto cedere la Cina. Proviamo ad approfondire.

TRE NAVI CARGO IN UN GIORNO

“La scorsa settimana, per la prima volta da quando il Canale di Panama è stato ampliato, hanno transitato da un oceano all’altro 3 cargo di LNG. Il passaggio segna il potenziale del traffico vera Panama, ovvero della fornitura di gas dagli Usa alla Cina. Via @AndrewSpannaus”, scrive in un Tweet Raffaele Perfetto che vanta un esperienza decennale in ambito Oil & Gas con una Major Oil Company. Perfetto si riferisce al fatto che il 17 aprile 2018, per la prima volta, 3 navi gasiere hanno attraversato nello stesso giorno il Canale di Panama: è un evento (ancora) eccezionale.

NIENTE DI NUOVO?

Qualche previsione sul futuro del settore è stata già fatta in passato: lo stesso Jorge Quijano, vertice della Panama Canal Authority, a Reuters aveva affermato che 2017 sono stati in totale 6 milioni le tonnellate di gas naturale liquefatto che hanno attraversato l’infrastruttura centro americana. Per il 2018 sono previste in transito per il Canale di Panama 11 milioni di tonnellate di gas americano, 20 milioni quelle previste per il 2019.Per il 2020, il volume dovrebbe toccare le 30 milioni di tonnellate.

NUOVI TERMINALI

Per soddisfare le sempre più alte richieste, l’America è già a lavoro per nuovi terminali di partenza, che affiancheranno i due già attivi (il terminal per l’export di Sabine Pass in Louisinana, e a quello di Cove Point, nel Maryland).

DAGLI USA ALLA CINA

Ad incentivare il flusso di GNL nel Canale di Panama sono due fattori importanti e concomitanti: la maggiore disponibilità di Gas da parte degli Usa (grazie allo sfruttamento massiccio delle riserve di shale gas di recente scoperta), e l’aumento della domanda di gas naturale di paesi come la Cina.

CINA CLIENTE USA?

Lo scenario, in realtà, dovrebbe essere tracciato. E a catalizzare gli eventi vuole essere Trump: i dazi tanto minacciati potrebbero infatti portare a nuove relazioni (di pace) con Pechino, se la Cina seguirà la retta via. Via suggerita, per esempio, dal segretario al Commercio degli Stati Uniti Wilbur Ross, che in una intervista a Bloomberg ha sostenuto che il gas naturale liquefatto potrebbe essere la soluzione per ridurre il deficit commerciale della Cina con gli Stati Uniti (pari a 375 miliardi di dollari l’anno scorso).

Non è possibile prevedere quello che sarà, ma è certo che gli esportatori statunitensi stanno già sollecitando gli acquirenti cinesi, mentre Pechino inizia a diversificare le importazioni dall’Australia e dal Qatar, attualmente i suoi fornitori primari. Intanto c’è già un primo contratto: PetroChina acquisterà gas dall’americana Cheniere Energy.

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