Circular economy, Energia

Eni, Versalis e Syndial. Tutte le iniziative del Cane a sei zampe nell’economia circolare

di

Eni

Che cosa ha illustrato il capo azienda di Eni, Claudio Descalzi, al Maker Faire Rome-The European Edition

In occasione della manifestazione Maker Faire Rome-The European Edition, il più grande evento di innovazione al mondo, si tratta per la prima volta dell’economia circolare, tema ancora poco dibattuto nel nostro paese su cui però l’Italia potrebbe giocare carte importanti.

È quanto emerge da una stima del Censis. L’Italia è un paese di trasformazione privo di risorse naturali con il più basso consumo di materiali grezzi in Europa, tra i più bravi ad estrarre valore dalle risorse utilizzate, al primo posto per circolazione di materiali recuperati all’interno dei processi produttivi e l’industria del riciclo si stima produca circa l’1% del Pil italiano.

Ma quali sono le iniziative di Eni nell’economia circolare illustrate al Maker Faire Rome?

L’amministratore delegato, Claudio Descalzi, intervenuto alla opening conference, ha illustrato l’impegno dell’azienda in ottica circolare a partire dalla  trasformazione delle sue raffinerie tradizionali in bio-raffinerie e soluzioni innovative per la produzione di bio-oli e oli microbici.

GLI ESEMPI DI VENEZIA E GELA

La bio-raffineria di Venezia rappresenta il primo esempio al mondo di conversione di una raffineria di petrolio in una bio-raffineria in grado di produrre un biocarburante di alta qualità contenente il 15% di prodotto rinnovabile ed entro l’anno verrà completata anche la bio-raffineria di Gela.

Sugli oli esausti l’impegno di Eni per diversificare la materia prima vegetale che alimenta le bio-raffinerie ha fatto della società il principale utilizzatore di oli esausti raccolti in Italia e ne promuove anche la raccolta attraverso accordi sottoscritti con il CONOE e diverse municipalizzate.

LE AZIONI DEL GRUPPO ENI NELL’ECONOMIA CIRCOLARE

Nel campo della raffinazione l’azienda a sei zampe sta sviluppando soluzioni che consentano: la produzione di bio-olio da rifiuti organici (FORSU), impiegabile direttamente come olio combustibile a basso contenuto di zolfo per combustibile marina o da inviare ad un successivo stadio di raffinazione per la produzione di bio-carburanti da impiegare nei trasporti; la produzione di olio microbico da rifiuti di biomassa lignocellulosica, generando un feedstock avanzato per la produzione di green diesel.

IL RUOLO DI VERSALIS

E’ stato sottolineato il ruolo di Versalis, società di Eni che opera nella chimica. La società punta sullo sviluppo di soluzioni integrate volte a migliorare l’efficienza delle risorse lungo il ciclo di vita e la riciclabilità dei manufatti. Ha in corso progetti di diversificazione del feedstock per prodotti e/o imballi con fonti rinnovabili e materie prime seconde come la realizzazione di piattaforme di produzione chimica da fonti rinnovabili.

LE AZIONI DI SYNDIAL

C’è poi il ruolo di Syndial, società di Eni operativa nel risanamento ambientale. Ecco su quali terreni si muove Syndial: massimizzazione del riutilizzo dell’acqua attraverso tecnologie e progetti innovativi; recupero dei rifiuti da attività industriali e da bonifica, e dai rifiuti solidi urbani per la produzione di bio-olio dalla frazione organica.

IL PROGETTO ITALIA

Il progetto Italia, infine, prevede la realizzazione di impianti di generazione da fonti rinnovabili nelle aree industriali Eni bonificate e non utilizzabili per altri usi. L’energia generata verrà prevalentemente utilizzata per autoconsumo dai siti industriali Eni ed immessa in rete.

In via preliminare sono stati individuati oltre 2000 ettari di terreno in 12 regioni, dei quali 400 ettari rientrano in questa prima fase di progetto.

La maggior parte dei progetti sarà con solare/fotovoltaico, ma verranno impiegate anche la tecnologia eolica e solare a concentrazione.

Il Progetto Italia prevede la realizzazione di 25 progetti entro il 2021 per una capacità installata totale di circa 220 MW, con un investimento di circa 260 milioni di euro.

E’ previsto che le iniziative del Progetto Italia genereranno energia elettrica pari allo 0,4 TWh/anno consentendo una riduzione delle emissioni di CO2 di oltre 150.000 ton/anno.

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