Energia

Eni, Enel, Edison, A2a e non solo. Ecco la hit parade di chi produce più energia elettrica. Report Arera

di

transizione energetica

Numeri, grafici e tabelle dell’Autorità Arera sulla produzione nazionale di energia elettrica

Enel è il primo operatore nella generazione termoelettrica italiana con una grossa fetta di carbone utilizzata, seguita da Eni, Edison, nelle quali prevale il gas, e A2a dove invece sono i prodotti petroliferi a primeggiare. È quanto emerge dall’ultima relazione annuale dell’Arera, presentata ieri alla Camera.

LA PRODUZIONE DI ENEL

“Enel, primo operatore nella generazione termoelettrica, utilizza la maggior parte del carbone impiegato nel settore, con una quota del 79,2%, ancora in discesa rispetto al 2017 (80,4%); la quota di produzione di elettricità da gas naturale di Enel è, inoltre, scesa dal 6,2% al 5,7%, mentre è in aumento quella relativa ai prodotti petroliferi dove si è passati dal 6,8% del 2017 al 10,5%. È rimasta praticamente stabile, invece, rispetto agli anni passati nell’utilizzo delle altre fonti”, si legge nella relazione di Arera.

ENI A TUTTO GAS

Il principale utilizzatore di gas naturale è stato invece il gruppo Eni “che ha una quota del 19,4%, in aumento rispetto al 2017 quando la quota era del 18,1%”. Segue il gruppo Edison con “una quota di produzione da gas naturale sul totale nazionale del 13,4%, praticamente invariata rispetto a quella registrata nell’anno precedente”. Gli altri operatori ricoprono nel complesso “il 22,1% di produzione da gas naturale, leggermente in aumento rispetto all’anno passato (21,9%). Rispetto al 2017 è fortemente diminuita la quota di generazione da prodotti petroliferi di A2A che ricopre il 62,8% della produzione totale derivata da questo tipo di combustibile contro il 73,2% del 2017”, sottolinea Arera.

ENEL PRIMA NELLE RINNOVABILI, IDRO AL TOP

Enel si conferma anche il primo operatore nella produzione da fonti rinnovabili, con quote significative nell’idroelettrico e nel geotermico. “Tra i principali gruppi appare significativa, come già registrato l’anno scorso, la quota nell’eolico di Erg pari al 12,1% e quella detenuta da questo stesso gruppo nel solare, in virtù delle operazioni societarie effettuate dal gruppo nel corso del 2018 – scrive Arera -. Ai produttori di più piccola dimensione si devono il 97,1% della generazione da fonte fotovoltaica e l’apporto preponderante nella produzione da bioenergie (78,3%), oltre che nell’eolico dove rappresentano 64,8% della produzione”. A2a è attiva invece soprattutto nell’idro che incide per il 9,2% e nelle bioenergie con l’11,3% mentre Edison ha scelto una maggiore diversificazione (idro 5,4%, eolico 5,8%, solare e bioenergia rispettivamente 0,1 e 0,2%).

ERG PRIMEGGIA NELL’EOLICO, EF SOLARE NEL FOTOVOLTAICO, A2a NELLE BIOENERGIE

Più nel dettaglio Enel è il primo gruppo nel settore idroelettrico con il 38,1% di generazione elettrica, seguita da A2a (9,2%) e Alperia (8,2%). Nel geotermoelettrico dominio assoluto per Enel che scende invece al secondo posto con l’8% nell’eolico, dove è Erg a primeggiare con il 12,1% (Edison è terza con il 5,8%). Nel solare è EF Solare Italia sul gradino più alto con il 3,7% seguita da RTR Capital (2,4%) ed Energetica Wing II (1,3%), mentre nelle bioenergie A2a genera l’11,3% di elettricità battendo Ital Green energy holding (4%).

INCENTIVI A QUOTA 11,2 MILIARDI DI EURO

In Italia convivono molteplici meccanismi di incentivazione per gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili come l tariffe incentivanti onnicomprensive, CIP6 per l’energia elettrica immessa in rete da impianti alimentati da fonti rinnovabili o assimilate, feed in premium sostitutivi dei certificati verdi, tariffe incentivanti onnicomprensive e così via. “Nel complesso, gli strumenti incentivanti hanno permesso l’incentivazione di una quantità di energia elettrica che attualmente si attesta a circa di 63 TWh, inferiore ai 65 TWh del 2017 (-2%), con un costo di 11,2 miliardi di euro, inferiore ai 12,1 del 2017 (-7%)”.

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