Energia

Eni e non solo, come si muoverà Guaidò in Venezuela con le compagnie petrolifere

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Ecco progetti e obiettivi dell’autoproclamato presidente venezuelano Guaidò nel settore energetico e nei rapporti con le compagnie straniere come Eni. L’approfondimento di Alessandro Sperandio

Il Venezuela è sempre più nel caos. Non trova ancora una soluzione il contrasto tra Nicolas Maduro e l’autoproclamato presidente Juan Guaidò. Gli ultimi giorni sono stati segnati da 100 ore di black out che hanno fermato il Paese. La mancanza di acqua e cibo hanno ulteriormente esasperato la popolazione. Ma la situazione rischia di aggravarsi ulteriormente proprio a causa del black-out che ha tenuto al buio il paese, ora terminato secondo il governo, e che sta presentando il conto anche alle compagnie petrolifere che ancora operano nel Paese.

CHE COSA STA SUCCEDENDO IN VENEZUELA

Nella nottata il governo venezuelano ha annunciato il ripristino al 100% del funzionamento della rete elettrica del paese e dell’80% della rete idrica. Alcuni problemi sarebbero presenti ancora nelle città di Baruta e Hatillo a causa di un incendio che ha interessato una centralina. Il ministro dell’Informazione di Caracas, Jorge Rodriguez, ha ribadito, tuttavia, la tesi di un cyberattacco esterno organizzato con l’appoggio dell’opposizione: “Hanno tentato di distruggere la patria venezuelana con un crimine brutale. Mandando in tilt i rifornimenti volevano provocare un genocidio”, ha dichiarato l’uomo secondo diversi organi di informazione locali.

TUTTI I RIFLESSI SULL’EXPORT DI PETROLIO IN VENEZUELA

Più complicata la situazione dell’export di idrocarburi, che rappresenta tra l’altro una fetta molto importante delle entrate del paese. Alcune fonti locali parlano di un calo del 40% complessivo delle esportazioni causato dell’embargo Usa, “e dal blocco del porto di San José, principale terminal venezuelano per le petroliere, una decina delle quali sarebbero ferme all’ancora in attesa di poter ripartire”, sottolinea Mf in un articolo.

ECCO LA SITUAZIONE DELLA COMPAGNIA PDVSA IN VENEZUELA

Pdvsa ha comunque assicurato, riferisce Bloomberg, che tornerà a effettuare spedizioni di greggio tramite i porti del paese non appena si sarà normalizzata la fornitura elettrica. Il governo venezuelano ha indicato proprio negli Stati Uniti gli autori del cyberattack che ha fatto crollare il sistema elettrico e ha chiesto l’aiuto di Nazioni Unite, Russia, Cina e altri paesi per aprire un’indagine.

LE ULTIME STIME DELL’AIE

L’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) ha stimato l’11 marzo che la produzione di petrolio in Venezuela potrebbe essere ridotta a 800 mila barili al giorno dagli attuali 1,3 milioni di barili a causa dei problemi in corso nel paese. Anche se non si dovrebbero avere ripercussioni sulle forniture mondiali.  Il direttore esecutivo dell’Aie Fatih Birol ha assicurato a Sputnik che non c’è carenza di petrolio sui mercati mondiali dovuto alla situazione venezuelana.

STOP TEMPORANEO AD ALCUNI IMPIANTI DI IDROCARBURI ANCHE DI ENI

“Le oil company subiscono tutti i contraccolpi della crisi. In alcuni casi si è arrivati addirittura al fermo temporaneo di parte degli impianti, come nel caso dell’impresa mista Petrosucre-Eni-Pdvsa col taglio di 2.200 barili al giorno nel giacimento di Corocoro, nella Faja dell’Orinoco, destinati alla raffineria statunitense di Pdvsa, Citgo, bloccata dalle sanzioni Usa. Secondo un documento di Pdvsa, la riduzione sarebbe dovuta a problemi di stoccaggio dei barili prodotti, perché mancano i camion cisterna. Ma la produzione stessa del Paese è più che dimezzata”, osserva Milano Finanza.

ENI PRESENTE NEL PAESE DAL 1998

Eni è molto radicata in Venezuela dove è presente dal 1998. Nel 2017 la produzione in quota alla compagnia italiana è stata di 61 mila boe/giorno grazie all’attività di upstream concentrata soprattutto nell’offshore del Golfo del Venezuela, del Golfo di Paria e nell’onshore dell’Orinoco per una superficie sviluppata e non sviluppata di 2.804 chilometri quadrati (di cui 1.066 chilometri quadrati in quota Eni).

La produzione è fornita soprattutto dai giacimenti a gas di Perla (Eni 50%), localizzato nel Golfo di Venezuela, a olio di Junin 5 (Eni 40%), situato nella Faja dell’Orinoco, e da Corocoro (Eni 26%), nel Golfo di Paria.Al tempo stesso il Cane a sei zampe partecipa anche con una quota del 19,5% nel blocco Petrolera Güiria per l’esplorazione di risorse di petrolio e con una quota del 40% nel blocco Golfo di Paria Ovest e Punta Pescador, nell’offshore orientale del Paese, per l’esplorazione di risorse di gas naturale.

GUAIDÓ SI PREPARA A RIVOLUZIONARE IL SETTORE DEGLI IDROCARBURI FACENDO RIPARTIRE GLI INVESTIMENTI PRIVATI

Ma in futuro gli affari nel paese potrebbero subire una modifica per tutte le compagnie energetiche mondiali. Juan Guaidó sta cercando insistentemente di rimettere in moto l’industria petrolifera venezuelana aprendosi agli investimenti privati.

Il team del presidente ad interim sta pensando di sviluppare, infatti, un’ampia gamma di contratti di esplorazione e produzione che permetterebbe alle aziende di operare individualmente nei campi del Venezuela per la prima volta dopo decenni. Il cambiamento rappresenta un’importante rottura con le politiche del dittatore Nicolás Maduro e del suo predecessore Hugo Chávez.

ECCO LE PROSSIME MOSSE DI GUAIDO SU PETROLIO E NON SOLO

“Dobbiamo aprire l’industria petrolifera agli investimenti privati senza la partecipazione dello Stato”, ha detto Ricardo Hausmann, economista ed ex ministro venezuelano, durante una tavola rotonda alla conferenza CERAWeek di IHS Markit a Houston. Pdvsa, di proprietà dello Stato, è un “ostacolo” alla ripresa del settore petrolifero, ha ammesso. In questo senso, l’Assemblea Nazionale venezuelana, guidata da Guaidó, si prepara a discutere una nuova normativa che cerca di invertire la rotta seguita finora di una nazionalizzazione dell’industria petrolifera eseguita da Hugo Chávez, consentendo alle aziende private di svolgere un ruolo chiave nei campi del paese e riducendo le dimensioni del Pdvsa. Almeno stando alle fonti e a una bozza di documento visionata da Reuters.

LE AZIENDE STRANIERE POTREBBERO TORNARE AD ESSERE OPERATORI DI MAGGIORANZA. PRONTA UN’AGENZIA INDIPENDENTE PER LE ASTE

Secondo la proposta, che dovrebbe essere lanciata nei prossimi giorni, le imprese private straniere potrebbero scegliere di gestire direttamente le operazioni nei giacimenti petroliferi venezuelani, non avendo più il limite imposto finora, di poter essere solo socie di minoranza senza controllo operativo.

La Pdvsa continuerà ad essere uno dei principali operatori del settore petrolifero nazionale, ma alcuni dei suoi asset saranno trasferiti e messi all’asta da un nuovo ente regolatore indipendente simile a quello che ha attuato la profonda riforma energetica del Messico, che ha posto fine a 75 anni di monopolio. I nuovi contratti verrebbero assegnati dal nuovo regolatore, che organizzerebbe in primis un “numero zero” dell’asta per consentire all’azienda statale di scegliersi i campi che desidera mantenere nel proprio portafoglio.

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