Energia

Energia. Cosa farà il Sud?

di

mezzogiorno

Guardando al dopo coronavirus investimenti al Sud in infrastrutture eco-sostenibili.

Il Sud in affanno economico, sociale, di infrastrutture, non sembra scomparso dall’agenda di governo. Nonostante l’epidemia da coronavirus, la macchina burocratica qualche segnale riesce ancora a lanciarlo.

480 milioni di euro per potenziare trasporti e attività connesse in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia sono stati resi finalmente disponibili. Soldi che, finita l’emergenza, possono diventare una leva per sanare ferite storiche. Importante che le nuove opere siano sostenibili, a basso impatto energetico ed ambientale.

In pratica, sulla Gazzetta Ufficiale del 21 marzo sono stati pubblicati quattro bandi per progetti e investimenti su infrastrutture a rete: ferrovie, porti, accessibilità turistica, scali navali. Una salutare presa di ossigeno per Regioni già inserite nel Programma Operativo nazionale Infrastrutture e Reti 2014- 2020.

Ricordiamo che il Conte 2 prima dell’emergenza Covid-19 aveva presentato un piano da 180 miliardi di investimenti al Sud, ricevendo consenso da tutte le parti sociali. Ovviamente non è successo nulla. I bandi dell’altro giorno fanno capo al Ministero dei Trasporti e delle infrastrutture che chiede precisamente manifestazioni di interesse per “digitalizzazione della logistica, recupero waterfront, accessibilità turistica e Green Ports”.

Le proposte vanno condivise con le Regioni che hanno un’ altra buona occasione per una svolta consapevole, ecologista, non ideologica. I termini indicati nel bando – ha chiarito il Ministero – saranno applicati nel rispetto delle norme vigenti imposte dalla situazione emergenziale in essere. Speriamo che la burocrazia non ne faccia un’alibi per rallentare.

Il circuito logistica, turismo, porti “verdi”, diventa strategico. Per i porti di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, infatti, sono attesi progetti di risparmio ed efficientamento energetico. Il bando prevede la produzione di energia da fonti rinnovabili, mobilità sostenibile, monitoraggio ambientale. Cose necessarie che al Sud mancano, che renderebbero le città più attrattive. Un volano per superare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete e rilanciare le economie dei territori – ha motivato il Ministro Paola De Micheli – in un momento di profonda difficoltà per il Paese.

Ora sarà interessare verificare i tempi delle proposte e dell’impegno effettivo dei 480 milioni. Non è fuori luogo vedere questi interventi oltre l’emergenza di queste settimane. Quando si tornerà a ragionare di un’ Italia diversa e più sostenibile. A partire dal Sud.

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