Energia

Energia, cosa farà l’Europa dopo il Coronavirus?

di

Germania Francia

Con quale fonte energetica camminerà l’Europa dopo il Coronavirus? L’articolo di Nunzio Ingiusto

Con quale fonte energetica camminerà l’Europa dopo il coronavirus? La domanda circola nel mondo industriale e finanziario europeo. A sentire il vice-presidente della Commissione Valdis Dombrovskis, l’Ue presto riprenderà la strada verso gli obiettivi di sostenibilità ambientale dichiarati soltanto pochi mesi fa. Sarà necessaria, evidentemente, una revisione del Piano da mille miliardi di euro presentato dalla Presidente Ursula von der Leyen, soprattutto per gli aspetti economico- finanziari. Il Piano, dopo quello per la crescita di Jacques Delors del 1993, è il più ambizioso mai presentato in Europa. Un percorso verso il 2030 per abbassare il CO2, passare ad una vera green economy, far crescere posti dí lavoro “verdi”.

La ripresa economica, a margine delle trattative sugli strumenti più idonei a sostenere gli Stati, richiederà un riesame da parte dei governi dei loro Piani clima. Se non si parte da lì si rischia di vanificare gli sforzi e i capitali delle maggiori società energetiche europee. Italia, Germania, Francia, hanno aziende impegnate in una profonda revisione delle loro strategie di business – dall’idrogeno, alla geotermia, alla mobilità elettrica, alle biomasse – e non possono essere deluse dai propri governi. In Italia bisogna lasciare fuori tutte le suggestioni grilline per essere autenticamente credibili.

Dombrovskis dice che la revisione della policy europea potrà essere fatta nella seconda metà del 2020. Ma non c’è dubbio che il dossier investimenti per il Green deal richiederà riscritture in accordo con Il gruppo di esperti istituito dalla Commissione stessa. Nel frattempo fino al 6 maggio è aperta la consultazione sulle proposte di regolamento delegato sui benchmark ambientali, sociali e di governance degli standard ambientali minimi e su quelli climatici.

Il contesto generale da salvaguardare, in tempi di sovranismo galoppante, riguarda tre aree fondamentali per lo sviluppo e il benessere: un quadro abilitante per gli investimenti sostenibili con strumenti e strutture adeguati; aumento delle opportunità per cittadini, istituzioni finanziarie e imprese di contribuire alla sostenibilità; gestione finanziaria dei rischi climatici e ambientali. Dagli accordi sul clima di Parigi del 2015 sembra passata un’era geologica. I player mondiali dell’energia hanno investito tanto nelle fossili, quanto nelle rinnovabili, recentemente in calo. Ma le élite che oggi guidano gli Stati europei subiscono a pressione di milioni di persone, delle nuove generazioni, per un’ambiente più sano, rispettoso dell’ambiente e della salute (Covid-19 compreso). Un campo d’azione dove Greta Thunberg finora si è mossa meglio di tutti.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati