Energia

Energia, come le società francesi fanno affari in Russia

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L’approfondimento di Alessandro Sperandio

La penisola di Yamal e i progetti artici sono sempre più al centro della politica energetica russa. Ma anche di molti partner internazionali a cui fanno gola i ricchi asset energetici siberiani. In queste ore a segnare un punto è stata la Francia con la società di servizi petroliferi TechnipFMC che si è aggiudicata un contratto da 7,6 miliardi di dollari con la russa Novatek nell’ambito del progetto Artic Lng 2.

COSA FARANNO I FRANCESI IN SIBERIA

Secondo Reuters, TechnipFMC avrà il compito di progettare e realizzare i tre treni di liquefazione del gas dell’impianto, ciascuno da 6,6 milioni di tonnellate l’anno. La TechnipFMC è la stessa società che aveva già vinto la gara per Yamal Lng, il primo degli impianti di Gnl avviato dalla compagnia russa.

IL PROGETTO ARCTIC LNG 2

Il progetto Arctic LNG 2 mira a sviluppare più di 7 miliardi di barili di petrolio equivalente (boe) di risorse. Novatek detiene una partecipazione del 60% nel progetto, mentre le maggiori compagnie petrolifere francesi Total, il consorzio cinese CNPC, CNOOC e Japan Arctic LNG detengono ciascuna il 10%. Novatek ha annunciato di aver raggiunto il suo obiettivo di partecipazione al progetto con il completamento della vendita delle quote, il che significa che ora potrebbe prendere una decisione finale di investimento entro breve. Il progetto dovrebbe avere una capacità produttiva totale di 19,8 milioni di tonnellate all’anno, ovvero 535 mila barili di petrolio equivalente al giorno.

CHI È TECHNIPFMC

TechnipFMC, creata dalla fusione nel 2016 tra la francese Technip e la rivale americana FMC Technologies, aveva precedentemente eseguito lavori di progettazione e costruzione del progetto Yamal LNG di Novatek. “Siamo estremamente onorati di essere stati incaricati di questo nuovo contratto da Novatek e dai suoi partner. Stiamo facendo leva sul nostro track record di successo del progetto Yamal LNG e in particolare sullo schema di fabbricazione modulare”, ha dichiarato in una nota Nello Uccelletti, presidente delle operazioni onshore/offshore di TechnipFMC.

CHI FA PARTE DEL PROGETTO ARTIC LNG 2

Il produttore russo aveva dichiarato proprio lunedì scorso di aver completato la vendita delle partecipazioni nel suo progetto Artic Lng 2 alla National Petroleum Corporation cinese, al CNOOC e al consorzio Japan Arctic LNG. Novatek deterrà una partecipazione del 60% del progetto, con Total, CNPC, CNOOC e Japan Arctic LNG ciascuno con una partecipazione del 10%. Il consorzio Japan Arctic LNG comprende Mitsui & Co (8031.T) e Japan Oil, Gas and Metals National Corporation. “L’Arabia Saudita, che ancora a giugno ribadiva di voler investire nel progetto, è rimasta fuori. Un’esclusione che fa riflettere, visti gli stretti legami che Riad e Mosca hanno intessuto in campo energetico”, ha scritto il Sole 24 Ore.

IL SENSO DEI RUSSI PER YAMAL

La chiusura dell’intero progetto sottolinea, comunque, quanto sia importante per i russi l’esplorazione e lo sviluppo della regione artica come fonte di nuove e potenzialmente vaste risorse di petrolio e gas oltre che per l’accrescimento dell’influenza geopolitica. L’attuale sviluppo della regione artica da parte della Russia è incentrato nella penisola di Yamal e guidato principalmente da Novatek, ma ulteriori sviluppi sono in arrivo da Gazprom e Gazprom Neft, anche di fronte alle attuali e future sanzioni statunitensi.

126 SPEDIZIONI DI GNL SUI MERCATI GLOBALI DAL PROGETTO DI NOVATEK

Il principale progetto artico di Novatek, lo Yamal LNG, ha prodotto 9 milioni di tonnellate di Gnl e 0,6 milioni di tonnellate di gas condensato stabile nella prima metà di quest’anno, con tutti e tre i treni Gnl che hanno superato la capacità nominale di 5,5 milioni di tonnellate all’anno (mtpa) nel periodo in questione. Ciò ha portato a 126 spedizioni di Gnl sui mercati globali, per lo più verso i principali mercati target russi in Asia. Complessivamente, il progetto Yamal LNG consiste in un impianto di liquefazione del gas naturale da 17,4 mtpa, composto da tre treni LNG da 5,5 mtpa ciascuno e un treno LNG da 900 mila tonnellate all’anno, che utilizza le risorse del giacimento South-Tambeyskoye nell’Artico russo.

LE SANZIONI HANNO ACCELERATO IL PROCESSO DI ESPLORAZIONE ARTICA RUSSO

In questo contesto, le sanzioni imposte dagli Stati Uniti alla Russia per le vicende legate alla Crimea hanno di fatto reso Putin più determinato nel portare avanti il programma di produzione di gas liquefatto nell’Artico. Mosca non solo ha finanziato inizialmente Yamal LNG con denaro statale, ma ha proseguito a farlo anche successivamente tramite la vendita di obbligazioni (il programma è iniziato il 24 novembre 2015, con un’emissione da 15 anni per 75 miliardi di rubli) e ha inoltre fornito 150 miliardi di rubli provenienti dai fondi pensione. Nell’aprile 2016 due banche statali cinesi hanno poi accettato di fornire 12 miliardi di dollari di finanziamenti al progetto Yamal LNG, aiutato anche da un crollo del rublo alla fine del 2014 che ha effettivamente ridotto i costi delle attrezzature e della manodopera di origine russa in un momento chiave della costruzione.

ANCHE GAZPROM PRONTA A SFRUTTARE LE RISORSE DELLA PENISOLA DI YAMAL

Su questa scia, il gigante russo del gas, Gazprom, ha recentemente annunciato lo sviluppo su larga scala del giacimento Kharasavey nella zona di produzione di Bovanenkovo, sempre nella penisola di Yamal. Si tratta di un altro tassello della strategia dell’azienda di spostare la base produttiva sempre più a nord, in linea con l’altra importante strategia russa di costruire capacità a Yamal per compensare l’esaurimento delle riserve nella Siberia occidentale. Si stima che Kharasavey detenga 2 trilioni di metri cubi di gas e produrrà il primo gas nel 2023 per circa 32 miliardi di metri cubi all’anno.

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