Energia

Perché Enel si elettrizzerà col Recovery Fund

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Che cosa è emerso dalla semestrale del gruppo Enel e dalle parole del capo azienda Starace agli analisti. Fatti, numeri, scenari, politiche e attese (per il Recovery Fund)

Enel archivia il primo semestre con risultati che risentono dell’impatto del Covid e dell’effetto cambi, ma che restano “solidi”. Lo scenario però è tale che il gruppo elettrico ha deciso di tagliare alcuni target per fine anno, ma il gruppo energetico attende benefici indiretti dalle risorse europee come il Recovery Fund sul fronte degli investimenti nei settori in cui Enel opera. Resta invece confermata la politica dei dividendi da parte della società guidata dall’amministratore delegato, Francesco Starace.

Ecco tutti i dettagli.

I NUMERI DEI PRIMI SEI MESI 2020

I risultati dei primi sei mesi approvati dal cda mostrano un utile netto ordinario di 2,405 miliardi (+5,6%), un risultato netto di gruppo pari a 1,947 miliardi (-12,1%) e ricavi per 33,375 miliardi (-18,5%).

IL RUOLO DI ITALIA A SPAGNA NEI RICAVI

Sul calo dei ricavi, in particolare, pesano le minori quantità di energia elettrica venduta in Italia e Spagna per l’impatto del Covid-19, le attività di generazione termoelettrica e trading in Italia e l’effetto cambi negativo in America Latina.

ANDAMENTO E GIUDIZIO SU GIRO D’AFFARI

Il giro d’affari – emerge dalla nota della società – è sceso del 18,5% (pari a 40,9 miliardi), soprattutto a causa del Covid e dell’effetto cambi in Sudamerica. Per dirla con la nota della società «per effetto delle minori quantità di energia elettrica venduta in Italia e Spagna, a causa degli effetti della pandemia», nonché «per l’effetto cambio in America Latina».

L’INDEBITAMENTO

L’indebitamento finanziario netto sale dell’11,6% a 50,41 miliardi.

LO SCENARIO

Ma considerato lo scenario “impegnativo”, si tratta comunque di una “performance solida”, ha sottolineato il capo azienda di Enel, Francesco Starace, che, presentando i risultati agli analisti, conferma l’attuale politica dei dividendi (tra un dividendo del 70% sull’utile netto ordinario consolidato e un minimo garantito di 0,35 euro per azione).

GLI OBIETTIVI RIVISTI

Tuttavia proprio per far fronte a questo contesto, tra svalutazione delle valute latinoamericane nei confronti dell’euro e gli impatti negativi sui volumi di energia elettrica consumata legati all’epidemia in corso, oltre alla sospensione dei processi di sollecito dei pagamenti, il gruppo elettrico ha deciso di rivedere alcuni degli obiettivi per il 2020 contenuti nel piano strategico. La società intanto sta già lavorando al nuovo piano per novembre che terrà conto anche degli effetti del Covid e delle azioni del Recovery Fund.

LA STRADA DELLA DECARBONIZZAZIONE

Passi avanti importanti si registrano sulla strada verso la decarbonizzazione (l’obiettivo a lungo termine del gruppo è la decarbonizzazione del mix entro il 2050) e la crescita delle rinnovabili. La produzione a zero emissioni di Enel ha infatti raggiunto il 65% della generazione totale del Gruppo considerando unicamente la produzione da capacità consolidata, mentre è pari al 67% includendo anche la generazione da capacità gestita. In particolare, la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, includendo anche i volumi da capacità gestita, “è stata ampiamente superiore rispetto a quella termoelettrica.

LE PAROLE DI STARACE

Aprendo la conference call sul semestre Starace ha confermato «l’impegno a una visibile remunerazione per gli azionisti» con la distribuzione «del dividendo più elevato tra il 70% sull’utile netto ordinario consolidato e un dividendo per azione minimo garantito di 0,35 euro per azione». Una notizia rilevante per le casse dello Stato (il Tesoro ha il 23,6%) in questo periodo messe a dura prova dalla pandemia. «Nel secondo trimestre abbiamo toccato il picco della crisi associata al Covid-19 — ha spiegato Starace —. Uno scenario estremo, caratterizzato da un ambiente molto sfidante, non ci ha impedito di raggiungere una performance solida. Stiamo accelerando nella nostra strategia a lungo termine».

ATTESE E AUSPICI

Starace, parlando poi con gli analisti, ha dato appuntamento a fine anno per un nuovo piano. Sul quale il manager fa capire di essere ottimista: il nuovo documento strategico considererà sia «gli effetti del Covid-19» ma anche «le azioni che saranno adottate nell’ambito del Recovery Fund nel 2021 e 2022». In altre parole, Enel – proprio per le attività del suo business – è convinta che avrà benefici dagli investimenti che dalla Ue – anche tramite Next Generation Eu – arriveranno per i progetti dedicati alla transizione energetica, efficienza delle reti, sviluppo delle tecnologie sulle rinnovabili e sistemi di accumulo.

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